Jimmi Grimble, solo credere in te stesso ti salva
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foto da ciakmagazine.it
Angelica Grippa | 29 Marzo 2020 - 19:07
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Jimmy : “C'è solo un piccolissimo problema: se qualcuno mi guarda, dimentico all'istante come si gioca e mi muovo come uno stupido fantoccio. ‘Ansia da prestazione’ la chiamano in questo libro. Qualcosa non va nei miei motoneuroni. Io la chiamo semplicemente "farsela sotto".

Jimmy Grimble: è un film che fonde commedia e sentimenti affrontando il tema del calcio, diretto da John Hay nel 2010 e totalmente girato in Gran Bretagna. Tutto gira intorno ai sogni di un quindicenne, Jimmy, che da sempre desidera diventare un grande calciatore. Il ragazzo dovrà affrontare una serie di difficoltà per raggiungere questo obiettivo, ma verrà aiutato da un paio di scarpette magiche. Si susseguono una serie di scene che descrivono in chiave parodica il mondo del calcio. Lo sfondo sono i quartieri popolari inglesi e i protagonisti invece saranno i gol e le tattiche strabilianti.

Jimmy Grimble ha 15 anni e due grandi amori: una ragazza e il gioco del calcio, in particolar modo è un grande tifoso del Manchester City. Le giornate dell’adolescente corrono appresso ad un pallone, suo fedele amico, ma Jimmy ha un problema: l’ansia da prestazione, proprio nel momento in cui deve mostrare le sue doti in campo. A scuola tutti lo perseguitano, perché tutti tifosi del Manchester United per questo viene spesso aggredito e maltrattato. Ma la svolta nella sua vita avviene quando un’anziana donna dove si rifugia per scappare dai bulli gli regala un paio di vecchie scarpette, confidandogli un segreto, quelle scarpe non sono solo magiche, ma sono anche appartenute a Robby Brewer, un ex calciatore del Citizens. Ovviamente Jimmy disincantato non può credere alle parole di quella donna e decide di buttarle in un cassonetto lì vicino, ma presto andrà a recuperarle dopo l’ennesimo atto di violenza dei suoi compagni. Fra loro un certo Gordon Burley, un grande attaccante che gioca nella sua stessa squadra ed è inoltre il figlio del finanziatore della sua squadra.

Dal momento in cui recupera e indossa le scarpe, la sua vita cambierà radicalmente al punto da pensare che la magia sia vera, anche il suo gioco cambia nettamente mostrando a tutto il suo immenso talento. Per questo si immergerà nella ricerca forsennata di notizie sul calciatore a cui quelle scarpe appartenevano, ma la sua ricerca non porterà alcun risultato. Ma Jimmy in squadra è inarrestabile e porterà grazie alle sue azioni e i suoi meravigliosi gol i ragazzi in finale a Maine Road, quella finale che si terrà il giorno seguente la morte della signora da cui il regalo proviene. Ma qualcosa va storto e Gordon, che nutre sospetti, decide di rubare e buttare via le scarpe prima di disputare il match. Ma l’allenatore Eric Wirral non si arrende e pur di far giocare il suo pupillo gli fa acquistare un altro paio di scarpe. Ma Jimmy convinto che il suo talento provenisse tutte dalle scarpette, diventa triste e disputa una prima parte della finale in modo disastroso per le immense qualità viste in campo sino a quel momento. Alla fine del primo tempo Jimmy grazie al compagno di sua madre conoscerà Brewer, scoprendo che è il figlio della signora anziana che gli aveva fatto il magico regalo e inoltre non solo è cieco ma non ha mai giocato nel Manchester City. A questo punto il protagonista capisce che l’anziana donna grazie a quel regalo voleva solo dargli un escamotage per fargli superare ansie e paure e per credere in se stesso, così entra in campo e con un secondo tempo da paura permette alla sua squadra di vincere il torneo.

La scena finale del film si chiude con un osservatore del Manchester United che notandolo gli offre un contratto, ma per la rivalità con la sua squadra Jimmy rifiuta, e soprattutto perché aveva già ricevuto un’offerta dal suo adorato City.

Questo film affronta in primis il tema del passaggio dall’infanzia all’età adulta per una serie di difficoltà, un passaggio che  avviene grazie allo sport e all’immensa dedizione di un ragazzino per la sua più grande passione. Ma parla anche di rivalsa contro la violenza, contro quei bulli che tifando una squadra diversa lo massacrano.

Lo sport, il calcio e il talento come rivalsa: contro il talento non si può fare proprio nulla.
Avere fiducia in se stessi senza credere ai talismani e alla fortuna, ma con l’impegno e il sacrificio si può arrivare a grandi risultati. E allora scegliere la propria strada, il proprio sogno e dedicarsi con tutto te stesso per raggiungerlo, perché si sa che le passioni ti salvano la vita!
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