Mezzo destro e mezzo sinistro, ancora un film comico all'italiana sul calcio
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foto da noidegli8090.com
Angelica Grippa | 8 Aprile 2020 - 19:23
Tempo di lettura: 3 minuti e 32 secondi
“- Gigi: Hai letto 'Il Seduttore' di Kierkegaard?
- Andrea : Ma Kir che..cosa....c'hai messo vent'anni anni per fare agraria e non sai neanche raccoglier le ciliege...”

Mezzo destro e mezzo sinistro, due calciatori senza pallone: ancora un film comico sul calcio, lo stesso regista del cult ‘l’allenatore del pallone’, che ripropone un’altra pellicola, stiamo parlando di Sergio Martino. Non ha sicuramente avuto lo stesso seguito almeno nel botteghino, ma questa volta la squadra neopromosse in Serie A è la ‘Marchigiana’, che dopo una serie di vicende cerca di ottenere la salvezza, sponsorizzata dalla catena di ‘Pollo ruspante’. Ancora una volta il film con molta leggerezza propone agli spettatori una riflessione sul mondo del calcio; i collegamenti con i precedenti lavori di Martino sono evidenti in più scene e attraverso i continui riferimenti.

Il protagonista è Andrea Margheritoni, un calciatore che gioca nel campionato statunitense a chiusura di carriera, mentre disputa una gara importante si fa espellere dopo qualche minuto in modo volontario perché intrattiene una tresca clandestina con la moglie dell’arbitro dell’incontro. Andrea corre dalla donna, ma l’arbitro a causa della fitta pioggia sospende l’incontro e tornando a casa inevitabilmente scopre tutto. Dopo l’accaduto Margheritoni costretto ritornare in Italia è in cerca di una nuova squadra, e grazie all’aiuto di un suo amico, Gigi Cesarini avrà la proposta della Marchigiana, una neo-promossa in Serie A. In una scena esilarante Andrea nel tentativo di salvare il presidente della Marchigiana in panne con lo yacth, lo fa quasi affogare, ma riesce a farsi ingaggiare comunque insieme ad altri due acquisti: Felipe un brasiliano con la malsano fissazione delle clausole contrattuali e un danese dal nome Kekkonen, un chiaro riferimento al suo orientamento sessuale è contenuto nel cognome.

La squadra in campionato è un vero disastro, guidata dal mister Coligno che ha il vizio di svolgere gli allenamenti con un sottofondo di musica sinfonica. Andrea ha un rendimento bassissimo in campo soprattutto per la relazione che intrattiene con Mirtilla, una donna focosa che assorbe tutte le sue energie. Questa donna in realtà è proprio la titolare della ditta ‘Pollo Ruspante’ nonché sponsor ufficiale della Marchigiana. Nel match contro la Fiorentina, fortuitamente Andrea riesce a trovare il gol della prima vittoria a pochi minuti dalla fine del match.
  
Alla fine del girone d’andata la squadra è in una situazione disastrosa e arriva l’inesorabile cambio di panchina con l’argentino Fulgencio, un allenatore severo quasi un vero militare. Alla sua partita d’esordio il mister riesce a trovare un miracoloso pareggio contro il Napoli di Maradona, e in seguito porta la Marchigiana in un serrato ritiro in un santuario. Gigi e Andrea tentano la fuga, ma scoperti sconteranno la panchina fino a fine stagione e vengono sostituiti da un calciatore della primavera, Carlo Vacca che segna gol a raffica. Per stancarlo, allora Gigi e Andrea combinano un incontro notturno con la focosa Mirtilla, ma neanche in questo modo riescono a fermare l’attaccante.

L’ultima parte del film parla del riscatto di Andrea quando ina partita di Mitropa Cup in Germania, vorrebbe conquistare il cuore di della giornalista Daniela, e riesce a subentrare a Vacca che esce a causa di un infortunio. I tifosi tedeschi lo sfottono e Andrea in uno scatto d’orgoglio segna due gol importanti.

L’opera pur avendo tanti riferimenti e collegamenti con l’allenatore nel pallone è molto distante da questi film, si abbassa il livello, tutto si basa su spiccioli luoghi comuni del mondo del calcio.

La parte più bella della pellicola è quella finale, la scena del riscatto di Andrea vale un po' tutto il film, se si vuole passare un po' di tempo in leggerezza con calciatori sgangherati e donne avvenenti questo è il film giusto da scegliere. Non è propri tutto leggero, perché proprio esplorando i difetti del calcio il regista chiama ancora una volta ad un’amara riflessione su questo mondo.
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