TARANTO FC

Taranto, per vincere bisogna osare di più

Dalla rassegna stampa di oggi

Foto Luca Barone

RASSEGNA STAMPA
Articolo tratto da Quotidiano di Puglia

Un senso di occasione persa. Questa sensazione ha lasciato in dote il pareggio del Taranto con la Vibonese. C'è profonda differenza tra i due pareggi precedenti (sempre per 0 a 0). Con il Monterosi il rigore fallito da Giovinco aveva fatto sfumare i 3 punti, quindi aprendo spazio alla recriminazione. Il pari di Francavilla Fontana, in tutta sincerità, aveva prodotto la percezione opposta, cioè quella che alla fine era andata più che bene (rigore contro fallito). Il pareggio di domenica, invece, sa proprio di opportunità mancata. Non tanto per il presunto valore dell'avversario (non sembrava inferiore, ha giocato con dignità e organizzazione), quanto per aver prodotto assai poco e quindi non aver creato le basi anche solo per recriminare alla fine. 


Dentro il percorso di crescita, un passo falso nel gioco è accettabile. Il tema adesso è capire quali leve toccare per migliorare il lavoro, alla vigilia di un altro ciclo ravvicinato e terribile, con Catanzaro e Foggia fuori, Andria in casa in appena sette giorni. L'analisi è chiara: il Taranto segna poco ed incassa pochissimo. In fondo questo tipo di proporzione anche lo scorso anno era stato una specie di marchio di fabbrica, al netto della categoria e dell'ambizione differente. Perché su questo rapporto aritmetico si fonda la sacrosanta ossessione tattica dei rossoblù: l'equilibrio. Quando Marsili, giustamente, rimarca sempre di un gruppo che sta sempre in partita e non si scompone mai, si riferisce proprio alla ricerca costante della compattezza e dell'equilibrio. Un concetto semplice e umile che nella mentalità del gruppo allenato da Laterza viene prima di ogni altra sfumatura. Ci sono poi gare come quella con la Vibonese, nelle quali per vincere occorre giocare alcuni tratti di partita cercando quello squilibrio che permette di spingere, portare uomini in area e segnare.

Ecco il lavoro da compiere ancora: trovare soluzioni di squilibrio, di rischio calcolato potrà aiutare a migliorare la resa offensiva. Le modalità sono molteplici. Giocare più alti ad esempio (come accaduto nei primi 20' con la Virtus e col Palermo), accollandosi la possibilità di affrontare le ripartenze avversarie con l'uno contro uno dei difensori. Fare densità nella trequarti opposta, pressando alti e migliorando la qualità del palleggio. Giocare con gli esterni d'attacco più dentro il campo, anziché larghi come adesso, per supportare maggiormente Saraniti e liberarsi al tiro (posto che i laterali d'attacco giocano a piede invertito, quindi già propensi ad accentrarsi). In mediana manca poi un interno di gamba e inserimento, uno che si prenda il rischio della giocata (lo fa Labriola, ma è giovane e va gestito): ma questa è una mancanza strutturale che ha lasciato la partenza di Longo e che rimanderà al prossimo mercato di gennaio.

E poi occorre immettere quel coraggio e quella personalità che il Taranto deve affinare come matricola. Quella spregiudicatezza, insomma, a giuste dosi, che più volte Laterza ha invocato nelle scorse settimane. La classifica e l'imbattibilità da quattro giornate consentono di lavorare e giudicare serenamente.

Fonte: Quotidiano di Puglia


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