L'allenatore nel pallone: quando la commedia incontra il calcio
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foto da guidatv.sky.it
Angelica Grippa | 25 Marzo 2020 - 19:07
“E va bene guardare al futuro, ma noi dobbiamo guardare anche al presente, presidente. Perché altrimenti io faccio giocare come ala fluidifichente, Daniele Piombi, e come ala tornente, Pippo Baudo!”
Oronzo Canà (Lino Banfi)

L’Allenatore nel pallone: pellicola diretta da Sergio Martino nel 1984, descrive in maniera leggera e scanzonata il romanticismo che pervadeva il calcio negli anni ’80. Il film si concentra sulle vicende di un allenatore pugliese che si ritroverà in terra lombarda a guidare la squadra della Longabarda per raggiungere una storica salvezza. Tutta la trama non è che un susseguirsi di vicende comiche e grottesche che partono dalla selezione dei calciatori per il nuovo progetto: dal viaggio in Brasile, sino alle importanti ultime giornate di Campionato dove sarà tutto da decidere. Il film è diventato un vero e proprio cult nel genere, non solo per l’immensa bravura degli interpreti ma soprattutto per l’amore che l’Italia riversa sempre per la comicità e la commedia leggere, poi se questa passione la si lega all’altro grande amore italiano, il calcio allora il successo è assicurato!

Il protagonista della nostra comica storia è Oronzo Canà, un allenatore di provincia di origine pugliese con un passato da centrocampista, nello specifico di mediocre mediano di rottura. Per le sue origini verrà soprannominato “La iena del tavoliere”. La sua vita a livello agonistico scadente continua anche dopo la carriera da calciatore quando decide di fare il manager, sino al giorno in cui tutto cambia è arriva la tanto auspicata chiamata in Serie A. Il presidente Borlotti della neopromossa Longobarda, per raggiungere una storica salvezza vorrebbe alla guida della sua squadra proprio Canà. L’idolo del nuovo mister è Nils Liedholm di cui ne imita gesti e tattiche.

Dopo la conferenza stampa di presentazione, assieme al presidente l’allenatore si presenterà a Milanofiori per selezionare i nuovi calciatori della Longobarda, ma non solo non riusciranno a comprare un solo talento in più cederanno due dei più grandi giocatori alla Juventus. Ma non contento dei risultati ottenuto Canà deciderà di volare addirittura in Brasile assieme all’osservatore Andrea Bergonzoni sempre in cerca di talenti per la sua squadra lombarda. Oltreoceano si dà vita ad un siparietto, in cui Oronzo Canà non solo si ritroverà operato di appendicite senza averne reale bisogno ma soprattutto sceglierà di mollare per non aver raggiunto l’obiettivo, non ingaggiando nemmeno un talento nonostante i contatti di Bergonzoni con il socio Giginho. Proprio nel momento in cui decide di ritornare in Italia succede qualcosa: Giginho gli presenta il calciatore Aristoteles, un giocatore sconosciuto che si allena nel quartiere di Maracanã. Inizia il campionato: nel primo match con la Roma segnano la prima rete ma poi perdono 5 a 1 e si apre una stagione disastrose con le prime 7 gare e soli 3 punti. La maggior parte dei problemi arrivano dagli spogliatoi dove gli amici non sopportano il neo acquisto brasiliano e il rendimento in campo ne risente, ma dopo un lungo ritiro e la rinnovata fiducia del presidente, Canà riesca a far cambiare atteggiamento ad Aristoteles e si guadagna la fiducia dei compagni. Dopo una breve fase di vittorie, Speroni il capitano della squadra, entrerà in gelosia con il nuovo campione e lo infortunerà durante il match con il Milan e riinizierà il trend di risultati negativi, giungendo nella zona rossa quella della retrocessione. Nell’ultima giornata del campionato la Longobarda si gioca la salvezza nella massima serie contro l’Atalanta: il presidente svela le carte, rimanere in Serie A ha troppi costi e aveva ingaggiato un mediocre allenatore di provincia proprio per retrocedere senza grandi responsabilità, così costringe Canà ad un ricatto, se vuole rimanere alla guida della sua squadra dovrà perdere la partita, ma durante il match l’allenatore ha un grande scatto d’orgoglio e grazie ad una doppietta di Aristoteles raggiunge la salvezza. Se da un parte perde il posto dall’altra viene portato in trionfo dai tifosi.

Magistrale l’interpretazione di Lino Banfi nel ruolo di Canà: uno dei segreti del successo di questo film al botteghino  sta nella scelta degli interpreti. Sono inoltre presenti molti calciatori e uomini di calcio dell’epoca: Odoacre Chierico, Carlo Ancelotti, Nils Liedholm, Aldo Biscardi, Oscar Damiani, Francesco Graziani, Giampiero Galeazzi, Giancarlo De Sisti, Fabrizio Maffei, Zico, Aldo Biscardi, Nando Martellini e tanti altri.

Rimane una commedia di successo, un esperimento dove la parte comica e il calcio si sono sposati alla perfezione e continua a far ridere di generazione in generazione. No è un caso che nel nostro paese uno degli esperimenti più riuscito di cinema calcistico è proprio quello abbinato alla commedia, sembra il calcio cosiddetto ‘serio’ non appassioni i telespettatori quanto due risate fatte attorno ad un pallone.


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