'La splendida vita del capitano': Silvestri omaggia Totti, con una lettera d'amore
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Foto da Roma.fanpage.it e dagospia.com
Angelica Grippa | 13 Novembre 2020 - 15:00
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Una storia d’amore infinita, bella lunga e tormentata, quella tra la Roma e Totti, il ‘capitano dei capitani’. Sempre con la stessa maglia ad ogni costo per l’amore di una città che lo ha fatto Imperatore. E un cantautore talentuoso come Daniele Silvestri, nonché romano, pronto a tesserne le lodi, gli ha dedicato una canzone. ‘La vita splendida del capitano’. Leggiamo il testo:

Cose che càpitano, capitàno
Capiterebbero anche ad un marziano
Ma questo il prezzo da pagare
Quando si è puntato in alto e sempre più lontano
Le cose cambiano mio capitano
Solo che noi ce lo dimentichiamo
Sappiamo fingere di non sentircele
Tutte le bastonate che prendiamo
Vogliamo vincere, voliamo alti
Sentiamo ancora l'urlo sugli spalti
Ma poi se capita, e spesso capita
Ci ritroviamo appena più pesanti
E invece è proprio dopo la sconfitta
Che è bello avere questa schiena dritta
Guardare in faccia il mondo e anche piangendo
In fondo avere l'aria di chi poi l'ha vinta questa vita

Splendida
A volte rigida
Non proprio scomoda
Ma neanche stupida
E adesso che dovrei
Restituirvela
Venite a prenderla
Venite a prenderla
Cose che càpitano, capitàno
Come il bambino che ti dà la mano
E poi dimentica

Un due tre quattro
Cinque sei sette otto
Nove dieci.

Questa lunga storia d’amore è incomprensibile per chi non vive e ama Roma e la Roma, perché solo così si può cogliere l’identificazione tra l’identità stessa di Francesco Totti e la storia dei giallorossi. Lo hanno omaggiato tutti da tifosi ad avversari, di ogni squadra e in ogni posto del mondo. Una carriera limpida e luminosa, un talento puro, istinto e passione. Ma la storia di questo grande campione è anche la storia comune di un ragazzino, che per le strade della Capitale sognava di giocare nella sua squadra del cuore: un sogno riuscito in pieno.
Un campione che ha vinto ma ha anche saputo perdere. Ma lì dove sarebbe voluto stare ad ogni costo. E dove vuole rimanere ancora oggi dopo il ritiro. E’ proprio questo il significato di questa canzone di Silvestri: il capitano giallorosso non avrà accettato offerte onerose per andare nei club prestigiosi, ma alla fine la sua vita l’ha vinta così, giocando col cuore. Basti pensare al giorno stesso del ritiro, e la gloria che Roma ha riservato a questo grande calciatore, come ad un gladiatore in un’arena.

Il tempo si è fermato, Totti si è preso tutta l’Italia in quel momento e tutti i tifosi si sono commossi, per una bandiera che ha dimostrato a tutti, che quando si vuole si può portare sempre il cuore avanti, prima di ogni ricompensa economica. Un esempio per tutti, un calciatore fuori tempo ormai. Basta dare uno sguardo al calcio odierno per capire quanto questi modelli siano ormai in via d’estinzione. E noi aggiungiamo purtroppo, ne va di mezzo il calcio, perchè si sa che quando una maglia te la cuci addosso dai di più in campo, ad ogni gara e in ogni situazione.

Un brano ben riuscito, caldo ed emozionante, una dedica di un grande artista, che prima di tutto è anche un grande tifoso giallorosso e non ne ha mai fatto mistero. Ispirata dal momento in cui Totti ha letto la lettera di ringraziamento dei tifosi, proprio nel giorno del suo addio, il 28 maggio 2017.
Brano estrapolato dall’album ’La terra sotto i piedi’ del 2019. Silvestri, un cantautore da sempre impegnato socialmente e politicamente, un romano d’eccellenza che scrive una lettera d’amore aperta a ‘Er Pupone’ e lo fa a modo suo, quel modo che a noi piace tanto. E allora Ave Totti!
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