La leva calcistica della classe '68: De Gregori fonde calcio e poesia in un brano senza tempo
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foto da www.ilrestomancia.info
Angelica Grippa | 24 Settembre 2020 - 15:00
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Pochissime canzoni nella storia della musica hanno saputo fondere a perfezione poesia e calcio, pochissime quelle entrate a far parte della storia, e tra queste la più riuscita è la perla di Francesco De Gregori , ‘La leva calcistica del ‘68’. Un brano dove il cantautore romano riesce ad estrarre tutta la poesia e la passione possibile, che si cela dietro ad una carriera calcistica. Pochi minuti che descrivono l’emozione e le sfumature dei 90 minuti più belli del mondo vissuti in un rettangolo verde, colmi di lacrime e sorrisi. Metafora della vita, il calcio ti insegna a non avere paura di calciare un rigore, come a provarci sempre anche nei momenti più difficili della vita. Questa canzone è un vero inno alle emozioni e al calcio. Leggiamo insieme il testo:

Sole sul tetto
dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla
fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla
fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.

De Gregori racconta di Nino, un dodicenne che sta per affrontare un provino per entrare in una squadra di calcio, tutta la speranza che accompagna un sogno. Descrive benissimo il passaggio da giovane talento a uomo vero, diviso tra gioia e fallimento, coraggio e frustrazione. La paura di entrare a far parte del gruppo di persone che non ce l’hanno fatta, che hanno appesa scarpe e sogni al chiodo, e che magari vivono una vita che non le piace affatto, con donne che non amano o che non hanno mai davvero amato. Lo abbiamo visto recentemente anche noi a Taranto, con il ritiro del giovanssimo portiere Antonio Oliva, che a soli 20 anni ha deciso di dire addio al calcio per intraprendere altre strade. Nel testo vengono sottolineate le caratteristiche che un vero calciatore dovrebbe avere: il coraggio e la fantasia, come l’altruismo, doti fondamentali anche nella vita. Per fortuna arriva la maglia numero 7 per Nino, e la canzone si chiude con un lieto fine, un sogno che si avvera. L’analogia tra il calcio e la vita si fa evidente, gli obiettivi si raggiungono con grande fatica, con impegno e sudare proprio come i trofei in campo. La vita è come una gara calcistica, il match più importante, un provino dopo l’altro per testare la maturità di una persona e un rigore per comprendere quali sono davvero i valori a cui ispirarsi. Una serie di metafore in uno dei brani più nella della musica italiana.

Brano scritto da Francesco De Gregori nel 1982 e inserito nell’album ‘Titanic’. Questa canzone non conosce limiti di tempo e stata infatti inseriti nel film ‘Marrakech Express’ di Gabriele Salvatores su precisa richiesta di Diego Abatantuono, da sempre ammiratore della traccia. Anche i Nomadi nel 2010 ne hanno fatta una cover inserendola nell’album ’Raccontiraccolti’. Pietra miliare del cantautorato italiano, De Gregori è uno degli artisti più importanti della scena musicale italica, capace di spaziare musicalmente dal rock alla musica d’autore, così come capace di fare riferimenti alla musica popolare e contemporaneamente usare sinestesie e metafore degne di un linguaggio aulico. Da molti è stato definito ‘poeta’, ad oggi ha pubblicato ben 49 album, di cui 22 in studio, 15 live e 12 raccolte.

Molti non ce la faranno, altri arriveranno a centrare l’obiettivo, un sogno, ma questa canzone invita tutti a crederci e soprattutto a impegnarsi giorno per giorno per fare della vita un capolavoro. L’atmosfera musicale è emozionante, la voce caldissima colpisce nel profondo. Forse il brano che parla di calcio più bello della storia musicale italiana, anzi il più commovente e coinvolgente senza dubbio. Buon ascolto!

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