Londra, Emirates Stadium: modernità e imponenza firmata Arsenal
UNA GIORNATA ALLO STADIO | Una nuova rubrica per raccontare gli stadi del calcio
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Cosimo Palumbo | 28 Marzo 2020 - 15:00
L'Emirates Stadium è la sede sportiva che accoglie le partite casalinghe dell'Arsenal Football Club ed è situato nella zona nord di Londra, precisamente nel quartiere di Islington. Inaugurato nel 2006, subentrando al leggendario Highbury, casa degli Invincibili, con i suoi 60260 posti a sedere, è uno degli impianti più grandi delle Premier League.

Ad usufruire del moderno Emirates Stadium è, come già detto in precedenza, l'Arsenal: società fondata nel 1886 e che, nel corso della propria storia, ha vinto 13 campionati nazionali, 13 FA Cup, 2 Coppe di Lega, 15 Community Shield, 1 Coppe delle Coppe e 1 Coppa delle Fiere. I gunners militano nella massima divisione inglese dalla stagione 1919-1920, risultando la squadra più longeva a giocare nella First Divsion/Premier League.



Lo stadio è facilmente raggiungibile con la metro seguendo la tratta Arsenal e Holloway Road della linea blu Piccadilly. Appena si arriva risaltano le notevoli dimensioni e la modernità della struttura. Esternamente sono poste varie statue raffiguranti alcune leggende del club come Tony Adams, Hertbert Chapman, Dennis Bergkamp e Thierry Henry.

Il cammino parte dallo shop ufficiale della squadra, da li, dopo essersi forniti di un'autoguida e aver atteso il proprio gruppo, si parte in direzione della prima area da visitare: il Directors Box. Questa stanza con vista campo è riservata agli incontri tra i rappresentanti dell'Arsenal e dell'avversaria di turno e dispone di una zona bar e ristorazione. In questo box è anche esposta la coppa conquistata dagli Invincibili, squadra che vinse la Premier League 2003-2004 da imbattuta terminando la competizione con 26 vittorie e 12 pareggi raccogliendo una striscia totale di 49 risultati utili positivi.



Dal Directors Box si passa al Diamond Club, ristorante extra lusso ricco di eleganza accessibile solamente ai membri. Da qui si ha la possibilità di accedere alle poltrone vip e di ammirare una prima visuale dall'alto del terreno di gioco e dell'intera struttura. Ciò che colpisce è la modernità e la grandezza di essa. L'impianto è sontuoso e molto dettagliato, lungo gli anelli sono rappresentati i trofei della squadra e vari striscioni dei fan club provenienti da tutto il mondo. Frontalmente, nell'East Stand, si può notare il cannone, simbolo dell'Arsenal, composto da vari seggiolini bianchi.



Proseguendo si giunge nell'area ingresso calciatori. All'entrata è posta una capsula del tempo, collocata nell'ottobre del 2004, contenente vari oggetti posti dai membri dell'Arsenal nel corso della storia. Sulla sinistra c'è una stanza dedicata ad Arsene Wenger e a tutti i suoi titoli conquistati nel corso dei suoi 22 anni sulla panchina biancorossa. Risalta una frase che cita 'How can anyone say it was a mistake to employ a foreign coach after this?', a testimoniare l'importanza del tecnico francese per questo club. Nella prima parte del corridoio che porta agli spogliatoi, sono posti vari quadri e vari omaggi a ricordare la storia del club come le foto della già citata vittoria del campionato 2003-2004, le vittorie in Fa Cup e la storica finale di Champions a Parigi nel 2006 contro il Barcellona. Nella seconda metà, invece, lateralmente, sono poste le miniature di ogni singolo calciatore della rosa. Da qui si prosegue verso gli spogliatoi. Dopo una breve visita a quello ospite, si passa a quello dei gunners: lo spazio è enorme, si ha la possibilità di accedere alle docce, alla sala fisioterapia e all'ufficio del coach, ammirando tutti gli appunti e gli schemi del tecnico inerenti alla partita da affrontare. Ovviamente è possibile scattare foto con le divise di ogni singolo giocatore, partendo dai posti dei vari Ozil, Lacazette e Aubameyang, fino a quelli di Torreira, Saka e Leno.



Dall'Arsenal changing room, dopo aver attraversato un tunnel, si va dritti sul terreno di gioco. Come già detto, ciò che colpisce sono le dimensioni, la modernità e la cura della struttura. La grandezza, dal terreno di gioco, risalta ancor di più. Ci si trova dentro a non proprio al classico stadio inglese raccolto, accogliente e con gli spalti ravvicinati, ma si è immersi in un mare di modernità di colore rosso. Andare oltre all'area tecnica e quindi entrare in campo non è concesso, in compenso, però, è possibile effettuare varie foto sulla panchina attualmente occupata da Mikel Arteta. Sulla destra, rivolgendo lo sguardo verso il settore nord dello stadio, chiamato Clock End, notiamo l' orologio ufficiale del vecchio stadio di Highbury, rimosso dalla sua posizione originale e sistemato in questo settore.
L'ultima fase del tour prevede l'ingresso nell'interview area, cioè quello stanzino dove si tengono le brevi interviste prima e dopo il match e, per concludere, si giunge nella vera e propria sala stampa, anch'essa molto moderna e molto spaziosa.



Il tour termina in questo modo, alla fine si ha la possibilità di tornare nello store ufficiale marchiato Adidas e acquistare un ricordo e ritirare l'attestato di partecipazione.

Visitare l'Emirates Stadium è un'esperienza importante che rimane impressa nell'occhio e nella testa di ogni visitatore. Anche se non è lo storico stadio di Highbury che ha accolto leggende di questo sport come Adams, Dixon, Winterburn, Bergkamp, Henry e Whright, ci si ritrova all'interno di una struttura che, per modernità e imponenza, ha pochi eguali al mondo.

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