Un ricordo di Gioppino
STORIE ULTRAS | Quella trasferta ad Acireale…
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Roberto Orlando | 17 Gennaio 2020 - 12:00
Di sicuro ci sono tifosi del Taranto che potrebbero raccontare centinaia di aneddoti legati a qualche trasferta, tra le mie ce n’è una in particolare dove il protagonista è proprio “Gioppino”, prematuramente scomparso oggi. Tante testimonianze d’affetto sui social da parte di tutti, tante storie che si intrecciano…

Campionato 2003-2004, quello dei play-out persi a Fermo. A Febbraio il Taranto è di scena ad Acireale alla ricerca disperata di punti, mentre i siciliani sono in corsa per i play-off. Nonostante la contestazione verso Pieroni e Giove, i tifosi sono sempre presenti in tutte le trasferte ed anche ad Acireale si presentano un centinaio di cuori rossoblù. Io in quel periodo ero ad Augusta e in quella domenica organizzo un’auto con un altro collega per andare a vedere la partita. Andiamo ad acquistare il biglietto e notiamo che sul manifesto messo in città al posto dello stemma del Taranto c’è quello di… Taranto Supporters. Sorridiamo, acquistiamo il biglietto ed entriamo al “Tupparello”.

Il Taranto regge 85 minuti agli assalti dei granata, poi crolla e prende tre gol in pochi minuti. Il flebile entusiasmo per un punto da portare a casa lascia il passo allo scoramento più profondo. I rossoblù sono in cattive acque, la situazione societaria non è delle migliori, l’entusiasmo di due anni prima per la serie B sfiorata sembra un ricordo lontanissimo. Gara terminata, attendiamo di uscire: nonostante la nostra tranquillità depressa, la polizia è schierata in tenuta antisommossa, scudo e manganello in mano, in fila.

Gioppino si alza dai gradini e inizia ad armeggiare con cartine e tabacco: concentrato sul suo lavoro, passa in rassegna i poliziotti schierati, quasi a mo' di disinteressata sfida, tipica tarantina. Tutti ci accorgiamo del siparietto e iniziamo a sorridere, pensando alla scena surreale: poliziotti visibilmente intimoriti da questo omone più alto e più grosso di tutti, per nulla intimorito delle divise , dei caschi e degli scudi. Armato solo di cartina, tabacco ed accendino. Dopo aver sfilato due volte davanti ai poliziotti si ferma davanti al più basso (e già vederli era tutto un programma) lecca la cartina, sventola il manufatto davanti il poliziotto e dice: “ma te pare possibile sce ‘nnanz cu ste cadaver?” cercando un confronto sulla prestazione del Taranto con lo sconosciuto poliziotto, che rimane immobile, impassibile, come una tartaruga nel guscio. Iniziamo a ridere, la sconfitta è lontana, il pomeriggio è svoltato.

Il sorriso donatoci da quella scenetta ci ha risarcito da un’altra sconfitta deludente e, a coloro che dovevano tornare a Taranto, dalla pesantezza del pensiero del traghetto e del viaggio di ritorno. Nonostante non ci conoscessimo se non di vista nelle trasferte e allo stadio, hai regalato un sorriso che conserveremo. Ciao “Gioppino”.
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