CALCIO

Donne e arbitraggio, una storia in evoluzione

Secondo i dati del 2022, un arbitro su quattro è donna

Gasperotti di Rovereto, arbitrò il match tra Taranto e Catania - foto Luca Barone

   Marianna Merico

03 Marzo 2024 - 15:30

Tempo di lettura: 3 minuti

Secondo i dati diffusi dalla Camera Arbitrale di Milano nel 2022, in media, un arbitro su quattro è donna. Nel corso di quell'anno le nomine di arbitri donna furono infatti solamente 45, pari al 25% del totale. Per quanto riguarda le iscrizioni all'AIA (Associazione Italiana Arbitri), gli associati nel 2024 si aggirano attorno ai 30.500, tra cui le donne sono circa 1900, rappresentando il 6,2%. La metà di loro ha dai 15 ai 19 anni, perciò si nota un importante avvicinamento delle più giovani a questo movimento .L'Italia non ha ancora nessuna rappresentante nella lista ELITE, in cui appaiono nomi come quello della francese Stéphanie Frappart, arrivata a condurre partite di Champions League e del Mondiale.

La prima volta che una donna diresse un incontro di calcio maschile in Italia fu negli anni '80 durante uno scontro tra Colonnata e Fiorenza nel campionato UISP. Attualmente a ricoprire questo ruolo nella massima categoria è Maria Sole Ferrieri Caputi, che ha segnato la storia dell'arbitrato femminile italiano dopo essere stata designata per la sfida di Coppa Italia tra Cagliari e Cittadella nel 2021. L'anno successivo è diventata la prima direttrice di gara donna di Serie A dopo diversi anni di esperienza accumulata dalla Serie D alla Serie B. In categorie di questo tipo sta diventando sempre più frequente vedere delle donne col fischietto: spicca il nome di Maria Marotta, che oltre ad aver arbitrato in Serie D,C e B, ha esordito a livello internazionale nel match tra Bielorussia e Slovenia nel 2016. Fa parte della lista FIRST degli arbitri e conta 67 presenze in Serie C, di cui solo 6 nel girone C: nel 2022 diresse, ad esempio, lo scontro tra AZ Picerno e Taranto, terminata 2-2. In quell'occasione non ci furono occasioni contestabile la gestione dei cartellini fu ordinata. Nella lista SECOND è presente Graziella Pirriatore, che nel 2018 arbitrò Taranto-Manfredonia, conclusa 8-1.Ultimamente ad arbitrare il match Taranto-Catania, vinto dalla squadra di casa per 1-0,è stata la signora Gasperotti, che ha dimostrato carattere e attenzione. Finora ha diretto 9 gare in Serie C con un bilancio favorevole alle squadre in trasferta, che godono di 5 vittorie, mentre le squadre di casa solo 3.

Al giorno d'oggi, come si evince dalle statistiche, le donne facenti parte del mondo dell'arbitraggio sono ancora poche in proporzione agli uomini. Fattore determinante nel corso degli anni è stato il forte pregiudizio della società, che ha sempre condizionato il rapporto tra le donne e il calcio. L'audience del calcio femminile, ad esempio, è notevolmente minore in confronto a quella maschile e spesso le donne non vengono considerate adatte alla direzione delle gare. Indubbiamente esse sono biologicamente diverse dagli uomini, perciò potrebbero avere la necessità di allenarsi di più rispetto a questi ultimi. A livello di capacità non ci sono però differenze: per svolgere al meglio questa professione sono infatti determinanti fattori come la dedizione e la bravura nel prendere le decisioni, il che non riguarda le questioni di genere. Inoltre, un punto a favore delle donne può essere il carattere, dato che sono inclini ad assumere atteggiamenti più moderati e gli stessi giocatori sono meno disposti a rivolgersi a loro in maniera aggressiva. Ciò permette di diminuire il livello di tensione in campo tra gli avversari e di ridurre le polemiche. La storia dell'arbitraggio femminile è in continua evoluzione e si prevede negli anni a venire una diminuzione del divario tra uomini e donne nella percentuale riguardante questo movimento.

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