VERSO VIRTUS FRANCAVILLA-TARANTO

Matias Antonini, da pupillo di Luis Figo a punto fermo della difesa rossoblù

Su di lui ci fu l'interesse di Guardiola. Qualche minuto con l'Inter nel Trofeo Luigi Berlusconi

Foto Luca Barone

   Maurizio Calò

16 Novembre 2022 - 19:30

Veramente interessante la storia di Matias Antonini, difensore del Taranto arrivato quest'anno e piano piano sempre più perno della retroguardia rossoblù. Giocatore dal fisico roccioso e bravo sulle palle inattive, Antonini non è certo l'ultimo arrivato nel mondo del calcio. Ora guida la difesa jonica con l'anima da veterano e si è riscoperto importante goleador grazie al suo proverbiale colpo di testa e alla sua fisicità. Obiettivo ora provare a fermare lo spauracchio Patierno nella difficile trasferta di Francavilla Fontana di domenica prossima. Ma la sua storia è davvero interessante.

In Brasile nella sua città ovvero Porto Alegre, Antonini mosse i suoi primi passi indossando la maglia di Pelè e Kakà idoli verde oro e sempre nei sogni e nell'immaginario dei tifosi brasiliani. Suo nonno, spesso, filmava le sue prodezze con i piedi e decise di inviare i suoi filmati alla Dream Soccer, società di Luis Figo il quale notò subito le qualità del buon Matias

Grazie a questa esperienza con la società di Figo, Matias Antonini ha iniziato la sua carriera in Italia al Meda. Restò tre anni in questa squadra per poi arrivare addirittura all'Inter dalla Primavera alla prima squadra e sempre grazie a Luis Figo. Per Antonini indimenticabili quei minuti giocati nel trofeo "Luigi Berlusconi" contro il Milan in marcatura su Kevin Prince Boateng, un'esperienza che lo stesso difensore brasiliano commentò cosi: '' E’ un’esperienza che tutti i 17enni vorrebbero vivere. Si tratta della realizzazione di un sogno, che mi dà la forza di crescere sempre di più''. E in quella circostanza persino Pepp Guardiola, allora tecnico del Bayern Monaco, inviò un suo collaboratore per visionarlo.

Dopo l'esperienza all'Inter andò al Cagliari nonostante le lusinghe della Sampdoria e sempre sotto gli occhi attenti degli emissari di Guardiola. Davvero era voluto da tutti. Dopo la prima stagione in Primavera, Matias si guadagnò il ritiro con la prima squadra, al fianco di Barella. Rastelli aveva fiducia in lui e gli permise anche di esordire a Marassi, in Coppa Italia, proprio contro la Sampdoria. Poi, improvvisamente il buon Antonini si trova senza squadra e ricomincia tutto dall'inizio. Prima il Gremio, a casa sua, dove tutto era iniziato. Poi l’Italia, ancora una volta. Questa volta senza Figo né Guardiola. Riparte da sé stesso, con il suo futebol. Passerà dalla Serie C con l’Arezzo fino alla D con Nibionnoggionno e Ravenna. Oggi, il ragazzo di Porto Alegre disegna il suo percorso con il Taranto, squadra con la quale ha segnato il secondo gol in stagione portando i tre punti contro la Viterbese Sempre con il pallone tra i piedi e, magari, con suo nonno sempre a riprenderlo.



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