PONTE GIREVOLE ASI

VCT, Nardone: ''Lo specchio dell'andamento della nostra stagione''

Il capitano dei delfini analizza la sconfitta in semifinale contro Dea Impianti e traccia il bilancio finale dell'annata rossoblù

La sconfitta nella semifinale del Ponte Girevole ASI è stata l'ultima partita ufficiale nel 2021/2022 della Virtus Calcio Taranto e, arrivati alla fine, è tempo di bilanci.

A parlare a MRB.it è stato Benedetto Nardone che ha subito inquadrato il 2-2 contro la Dea Impianti come "lo specchio dell'andamento della nostra stagione, che è nata storta ed è finita nella stessa maniera". Il difensore e capitano dei delfini ha analizzato il match giocato lunedì sera al comunale di Talsano ripercorrendo le fasi più importanti, facendo evincere tutto il rammarico per i rossoblù.
"Abbiamo pareggiato e poi perso una partita dominata in cui abbiamo subito solo un tiro in porta su azione per delle gravi disattenzioni, ma purtroppo il calcio è così, non sempre passa la squadra che gioca meglio. C'è stata poca lucidità davanti pur avendo tante occasioni da gol e il loro portiere è stato determinante, già nei primi 10' avremmo dovuto fare l'1-0", ha detto chiaramente sui minuti regolamentari.
Ha toccato anche il tema delle decisioni arbitrali che non hanno sorriso alla Virtus: "Secondo me il rigore non c'era e non se l'è sentita di espellere Cerabona, però dobbiamo dire che anche l'arbitro può sbagliare come noi in campo", ha ricordato.
Quanto al momento decisivo, ha raccontato il motivo per cui non ha calciato uno dei rigori: "Timori fisici, avevo un problema all'adduttore e temevo di peggiorare la situazione con lo sforzo. Poi ho lasciato spazio a chi si era ben comportato dal dischetto nel quarto di finale contro l'Atletico Statte". Tra loro c'è Leccardi, a cui il tarantino classe '77 ha dedicato un pensiero: "Voglio fargli un plauso perché in campo è stato superlativo nella semifinale e in generale è cresciuto tanto in questo periodo".

Uscire dal torneo in quel modo ha fatto male ai rossoblù che pregustavano il riscatto dopo l'altra semifinale persa, quella di Coppa Italia, ma Nardone ha provato comunque a vedere un aspetto positivo: "Inizialmente avevamo preso la competizione come un'occasione di crescita per creare amalgama con i nuovi arrivati, poi è chiaro che ci è venuto l'appetito partita dopo partita e speravamo di vincere. Speriamo comunque che i giovani possano avere un'ulteriore crescita per la prossima stagione".
A tal proposito, è molto probabile che mister Palumbo gli confermi i galloni da capitano, essendo tra i più esperti nonché uno dei leader dello spogliatoio: "Non serve la fascia per essere capitani, io mi comporto allo stesso modo - ha chiarito il 45enne -. È ovvio che sarebbe un onore portarla anche l'anno prossimo, ma contano la Virtus e il modo di trasmettere fiducia, far crescere i ragazzi e raggiungere gli obiettivi".

Ed ecco la pagella di fine anno data da Nardone, che ha fatto la doppia esperienza di giocatore e allenatore (in sostituzione di mister Palumbo per due gare): "Alla squadra do la sufficienza perché abbiamo raggiunto la salvezza, ma il voto non può essere più alto perché abbiamo perso due semifinali. Per me vale la stessa cosa, a causa degli infortuni ho potuto contribuire poco, e l'aver fatto anche da allenatore non cambia molto le cose", ha spiegato.
L'ultima considerazione, a integrare il voto, è sul meglio e il peggio della Virtus da settembre a giugno in termini di partite: "La peggiore è stata il 4-0 di Castellaneta contro Automobili Perrone nel girone di ritorno, mentre la migliore è stata la vittoria su Caffè del Regno alla terza giornata", ha concluso capitan Nardone.



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