Ci pensa Dzeko, la Roma è in semifinale
QUARTI DI FINALE | Il bosniaco segna l'1-1 decisivo contro l'Ajax, per i giallorossi sarà sfida da sogno al Manchester United
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Armando Torro | 16 Aprile 2021 - 07:00
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L'unico vero dispiacere nel giovedì sera di Europa League all'Olimpico è stata l'assenza del pubblico, che avrebbe meritato di vedere la Roma qualificarsi per una semifinale continentale a 3 anni e 5 giorni esatti dall'epica rimonta sul Barcellona.

La squadra di Fonseca è riuscita a completare il lavoro dopo l'impresa dell'andata contro l'Ajax alla Johann Cruijff Arena, soffrendo gli olandesi e offrendo un'altra grande prova di resistenza e reazione alle difficoltà.
L'allenatore portoghese l'aveva preparata così: 3-4-2-1 in fase offensiva e 5-3-1-1 in quella difensiva per i giallorossi, con la coppia inedita di esterni Karsdorp-Calafiori ad aspettare Neres e Anthony per poi ripartire in contropiede, appoggiandosi su Dzeko, uno dei marcatori in quel match del 10 aprile 2018.
La tattica si è rivelata efficace già al 3' quando un pallone recuperato è passato per i piedi del bosniaco che ha lanciato Pellegrini - bravo a fare il doppio ruolo abbassandosi sulla linea dei mediani - in campo aperto, ma dopo 50 metri di corsa il capitano ha calciato debolmente sull'ex Stekelenburg, rientrato dopo i disastri di Scherpen. A proposito di capitani, il 9 non ha avuto bisogno della fascia per mostrare la sua leadership tecnica e caratteriale: la squadra si è affidata sempre a lui e su un'altra sua imbucata è arrivato poco dopo il gol di Veretout, annullato per fuorigioco del francese.
Il possesso palla dell'Ajax ha avuto punte del 75% durante la partita, ma finché la circolazione è stata lenta i lancieri non hanno creato grossi pericoli per Pau López, che nel primo tempo ha rischiato sostanzialmente a causa di un suo errore in impostazione, ma Diawara ha riscattato la prestazione dell'andata salvando su Klaassen.

Nella ripresa l'ingresso di Brobbey ha cambiato la partita perché ha permesso all'Ajax di avere un gioco più rapido e verticale: proprio grazie a un lancio di oltre 50 metri, al 3' l'attaccante classe 2002 ha bucato la difesa giallorossa passando in velocità tra Mancini e Cristante - non esenti da colpe - e ha spedito il pallone in porta anticipando López in uscita. Sulla scia del vantaggio, gli ospiti hanno schiacciato la Roma e nel giro di altri 7' è arrivato lo 0-2 di Tadic, cancellato dopo on field review per un fallo evidente su Mkhitaryan.
Proprio l'armeno, nel bel mezzo dell'assalto olandese, al 72' ha lanciato Calafiori sulla sinistra che ha saltato Schuurs e messo in mezzo, trovando la deviazione di Gravenberch e soprattutto il tap-in vincente di Dzeko per l'1-1, cioè il 30° gol nelle coppe europee con la Roma per il bosniaco che di fatto ha tagliato le gambe alla squadra di Ten Hag.
Ci sarebbe stato ancora lo spettro dei supplementari, ma l'undici di Fonseca ha saputo difendere compatto e non ha concesso nulla, se non palloni buttati disperatamente in area, fino allo scadere dei 5' di recupero. Dopodiché è esplosa la gioia dei giallorossi, che continueranno a rappresentare l'Italia in Europa.

La semifinale, come tre anni fa, sarà ancora contro un club inglese, lo strafavorito per la vittoria finale Manchester United, retrocesso dalla Champions League come Shakhtar e Ajax, e non è detto che la Roma non faccia il tris, giocando per la terza volta il ritorno in casa.
Di sicuro i Red Devils hanno concesso il bis contro il Granada, con un altro 2-0 che ha mostrato tutta la superiorità della squadra di Solskjaer. Ha trovato subito al 6' il vantaggio con Cavani al 50° gol personale nelle coppe europee, poi ha abbassato il ritmo, ha creato un'occasione a testa per l'uruguagio e van de Beek a inizio ripresa per raddoppiare. Gli spagnoli sono stati generosi, ma praticamente non si è vista alcuna parata importante di De Gea fino al 90' su Herrera (l'unico a provarci con insistenza, sempre di testa), solo che sul ribaltamento di fronte è arrivata la punizione da cui è nato l'autogol dell'ex madridista Vallejo.

Dall'altra parte del tabellone il Villarreal di Emery ha superato l'ostacolo Dinamo Zagabria dominando il primo tempo concluso sul 2-0 con le reti di Alcácer (inizialmente annullata per fuorigioco rivelatosi inesistente) e Moreno. Con la qualificazione già in tasca è arrivato il gol della bandiera del solito Orsic per i croati, poi Samu ha centrato il secondo palo della serata e alla terza occasione Livakovic gli ha negato il gol con un gran tuffo alla sua destra.
Per il sottomarino giallo ci sarà una sorta di deja-vu perché, rispettando pronostico, l'Arsenal ha strapazzato lo Slavia Praga a domicilio, stavolta concretizzando la maggioranza delle palle gol create, a differenza di una settimana prima, e segnandone tre nel giro di 7' a metà primo tempo.

Il 4-0 finale firmato Pépé, Lacazette (doppietta) e Saka regalerà a distanza di 15 anni un'altra semifinale europea tra le due squadre, dopo quella di Champions famosa per il rigore sbagliato da Riquelme al 90' che avrebbe mandato la sfida ai supplementari. Per Emery ci sarà la possibilità di vendicarsi della sua ex squadra, da cui fu esonerato proprio dopo una sconfitta in Europa League un anno e mezzo fa, e di centrare la sua quinta finale nella competizione: prima le tre vittorie consecutive sulla panchina del Siviglia dal 2014 al 2016, poi la sconfitta contro il Chelsea nel derby di Londra alla guida dei Gunners nel 2019.

Roma-Ajax 1-1
Brobbey 48' (A); Dzeko 72' (R)
Man. Utd-Granada 2-0
Cavani 6', Vallejo a 90'
Villarreal-Dinamo Zagabria 2-1
Alcácer 36', Moreno 43' (V); Orsic 74' (D)
Sl. Praga-Arsenal 0-4
Pépé 18', Lacazette r 21',77', Saka 24'


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