Christian Parabita, l’Italia alla conquista dell’Albania
CALCIO | Intervista al nuovo preparatore atletico della Dinamo Tirana, nel team di mister Moriero
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foto FK Dinamo Tirana
Roberto Orlando | 7 Gennaio 2021 - 17:00
Tempo di lettura: 2 minuti e 52 secondi
L’Italia alla conquista dell’Albania. No, non è tornato il colonialismo del ventennio ma, fortunatamente, si parla di calcio, lo sport che unisce i popoli. E il rapporto tra l’Italia e l’Albania, dopo la dissoluzione della cortina di ferro, è sempre stato forte e intenso. Ne sa qualcosa anche Christian Parabita, già al Taranto di D’Addario nel 2011, che è stato presentato dalla società albanese insieme al nuovo tecnico della squadra, Francesco Moriero e Fabrizio Miccoli, vice allenatore e responsabile del settore giovanile.
Abbiamo raggiunto telefonicamente Christian, amico di vecchia data ma soprattutto vero professionista del suo settore (ha studiato e conseguito il master in Teorie e tecniche della preparazione atletica, nonché ha conseguito le certificazioni di allenatore UEFA B e preparatore atletico presso il centro federale di Coverciano). Ne abbiamo approfittato per parlare di questa nuova avventura oltre l’adriatico dopo le tante esperienze in Italia.

Allora Christian, come è nata l’avventura a Tirana?
Diciamo che è una di quelle chiamate alle quali non puoi rinunciare. Per me, che comunque ho girato parecchio (Arzachena, Grosseto, Virtus Francavilla, Casale, Matera, tra le altre, ndr), è un importante passo avanti. Lo staff di mister Moriero è davvero di altissimo livello professionale ma soprattutto umano, una componente indispensabile se si vogliono conseguire risultati.

A proposito di risultati, la Dinamo Tirana è prima in classifica e punta alla promozione.
La squadra è una delle più blasonate d’Albania con 18 scudetti e 13 coppe d’Albania. Dopo la retrocessione del 2012 ha vivacchiato in serie B, ma l’anno scorso rischiava un’altra retrocessione. L’arrivo del nuovo presidente, Marco Pontrelli, ha ridato linfa alla squadra, che adesso vuole tornare in serie A.

Presidente italiano, staff italiano, un paio di connazionali in rosa… una bella colonia.
Si, e benvoluti. Il direttore generale è albanese, (Ermal, ndr), una persona stimata e apprezzata in tutto il Paese, per il resto oltre a noi ci sono anche calciatori di altre nazionalità. Ripeto, anche se è serie B albanese, questa è una vetrina importantissima per la mia carriera.

Conoscendo l’Albania e l’amore che hanno per l’Italia, immagino che non hai avuto problemi con la lingua.
Infatti! Dopo che abbiamo aiutato il popolo albanese durante la crisi degli anni ’90 ci adorano e vedono all’Italia come una grande nazione. L’italiano è la seconda lingua e naturalmente non abbiamo avuto difficoltà. Certo, all’occorrenza si usa l’inglese, ma sul lavoro nessun problema.

A proposito di lavoro, come procede la tua attività?
Ci siamo subito tuffati nella realtà di questo campionato, che è molto fisico. Ricorda un po’ i campionati minori inglesi, dove c’è tanto agonismo e fisicità. Proprio per questo abbiamo settato i nostri allenamenti proprio per permettere ai calciatori di poter affrontare le gare con la migliore preparazione.

Obbiettivo stagionale?
Naturalmente la promozione in serie A. Il campionato è difficile e al termine della regular season occorrerà affrontare anche i play-off. Ma la società è solida e lo staff è pieno di entusiasmo per poter raggiungere questo traguardo.

Un saluto e un forte in bocca al lupo a Christian e al nuovo mister Moriero, che ha preso il posto di una vecchia conoscenza del calcio rossoblù, Fabrizio Cammarata. Seguiremo con interesse anche la Dinamo.
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