Allo stadio solo con il vaccino? I piani per il futuro
CALCIO | Le parole del ministro Vincenzo Spadafora
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Redazione MRB.it | 2 Gennaio 2021 - 11:30
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Come riporta l'edizione on-line di Repubblica.it il Governo è al lavoro per il piano di ritorno dei tifosi negli stadi. Ecco il passaggio del Ministro Spadafora.

Due piani di azione. Per questo campionato e per il prossimo. I club soffrono tantissimo la mancanza di pubblico: un danno economico enorme (solo per la serie A centinaia di milioni). Per questo si sta studiando se si può fare qualcosa per il girone di ritorno, e poi più avanti, per la prossima stagione che partirà verso fine agosto. Per il presente, almeno immediato, è molto complicato. Il ministro Vincenzo Spadadora è stato chiaro l'altro giorno. "Tifosi allo stadio? Escludo che a gennaio ci possa essere questa possibilità". E ha spiegato il motivo: "Ognuno spera di poter riprendere i propri hobby e le proprie attività professionali, il tema che all'interno di uno stadio da 60mila posti non sia un problema averne 20mila è relativo: avere tutta questa gente che va nella stessa direzione e nello stesso orario significa dover fare una serie di controlli, intensificare il sistema dei trasporti: significa gestire una macchina che in questo momento non è prioritaria rispetto ad altre cose prioritarie per la ripartenza del Paese come ad esempio scuola e sistema industriale. Il mio desiderio è ovviamente rivedere i tifosi allo stadio il prima possibile ma non credo che questo avverrà a gennaio", ha concluso Spadafora.

È possibile fare in modo che negli stadi, e nei palasport, entrino solo i vaccinati? Secondo alcuni legali sì, perché la responsabilità è dei club che, per legge, devono tutelare la salute di chi va a vedere una partita di calcio, di basket o di volley. Va trovato il sistema, appunto, per controllare (una app? una autocertificazione?). Francesco Ghirelli, presidente della Lega di serie C, vuole estendere l'obbligo della vaccinazione anche ai calciatori. E anche questo è possibile. Se uno non si vaccina, non può giocare a calcio, non può fare parte di una comunità perché la metterebbe a serio rischio.
Fonte: LaRepubblica.it
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