Quando 27 anni fa Mihajlovic stregò lo Iacovone
AMARCORD | Era Taranto-Roma 1-3, ritorno dei sedicesimi di Coppa Italia. Il serbo segnò anche all'andata
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Mihajlovic, primo da destra, allo Iacovone. Archivio storico Franco Valdevies, foto di Ninni Cannella
Armando Torro | 26 Agosto 2019 - 18:08
Ha fatto un certo effetto vedere Sinisa Mihajlovic in panchina al Bentegodi per Verona-Bologna: un misto di ammirazione e nostalgia per un grande ex calciatore e buon allenatore che lotta contro la leucemia, tornato a seguire direttamente i suoi dopo 40 giorni di cure all'ospedale Sant'Orsola. Il ciclo di chemioterapia si sta facendo sentire e il dimagrimento come il cappellino e il cerotto sul collo ne sono una dimostrazione pratica, anche se il professor Michele Cavo ha dichiarato all'Ansa che il tecnico serbo sarà presente ad altre partite (non tutte) dei rossoblù.



Fa un certo effetto rivedere un Mihajlovic giovanissimo allo Iacovone con la maglia della Roma il 2 settembre 1992 nel ritorno dei sedicesimi di finale di Coppa Italia. Fa un certo effetto rivedere la punizione da 30 metri che sorprese Ferraresso e che negli anni alla Stella Rossa avevano imparato a conoscere tante persone, un po' meno qui. Fa un certo effetto ricordare che quello fu il primo gol in trasferta del serbo con le maglie di squadre italiane e anche all'andata finita 4-1 per i giallorossi segnò su punizione (il primo in assoluto in Italia) aprendo il match al 3'. Quindi le prime 2 delle 61 reti segnate tra Roma, Sampdoria, Lazio e Inter furono proprio contro il Taranto allora allenato da Vitali.
Fa un certo effetto ricordare che quella fu la seconda partita in notturna della storia allo Iacovone, dopo Taranto-Lucchese 2-1 il 23 agosto, sempre di 27 anni fa e in Coppa Italia, con il tutto esaurito.



Infine, fa un certo effetto (stavolta con qualche punta di amarezza) che quella Roma dei vari Caniggia, Rizzitelli, Giannini, Carnevale, Comi e Aldair diretta in panchina da Boskov fu l'ultima vera grande affrontata dai rossoblù. E pensare che ci vorranno diversi anni per tornare a vivere sfide così... sì, fa un certo effetto.

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