CR7... raccontato da Guillem Balague
LE VOCI DI MRB.IT | 'Due Calci in Libreria', dalla rubrica di Angelica Grippa
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Angelica Grippa | 10 Gennaio 2019 - 16:38
"Ma il Ronaldo uomo sa stupire non meno del campione. Se, come ha scritto Cesare Pavese, non c’è arte senza ossessione, allora Cristiano Ronaldo è l’ossessione dell’arte che rincorre il pallone..."

Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, classe 1985 non ha bisogno di grandi presentazioni, lo troviamo su tutti i giornali calcistici e su tutte le prime pagine sportive da almeno dieci anni. Guillem Balague nel sua biografia dedicata, cerca di scavare a fondo, oltre il personaggio, per scoprire cosa si cela sotto quella macchina apparentemente perfetta e insuperabile. L’autore ha raccolto tutte le testimonianze delle persone più vicine al fuoriclasse, partendo da Madeira, l’isola che ha dato i natali al calciatore. Quarto figlio non voluto da una famiglia non certo benestante, Cristiano ha lottato sin dal primo istante per mantenere la vita, calciando il pallone su un’isola che per conformazione non poteva permettersi nemmeno un campo vero e proprio. Questo ha aiutato le sue doti tecniche, un allenamento costante e naturale, e come conseguenza lo stupore dei tifosi dinanzi ai movimenti di questo atleta. Ronaldo deve tantissimo a sua madre Dolores, una donna dal passato complesso che ha spinto il figlio a trascurare qualsiasi cosa pur di inseguire il proprio sogno, ha creduto fermamente che quel figlio potesse riscattare la sorte sfortunata dell’intera famiglia. Un padre alcolizzato, morto a 52 anni, un fratello tossicodipendente e tanta voglia di riscatto, ecco questo libro prima di ogni altra cosa, è la storia di un uomo che si riscatta dal fato avverso.

A 12 anni lascia la famiglia per entrare nelle giovanili dello Sporting Lisbona, ha imparato presto a cavarsela da solo. Preso in giro per l’accento e per la provenienza, dopo i primi anni complessi, ha individuato le figure che lo hanno indirizzato al successo, in primis Pereira. A 18 anni arriva il contratto con il Manchester United, la prima vera svolta della sua vita. Nessuno credeva poi così tanto in questo talento, è stato vicino a Inter, Juve e Parma ma nessuno ha veramente lottato per lui. Ferguson si, lui lo avrebbe voluto a tutti i costi, avrebbe voluto trasformare quel diamante grezzo in uno delle bandiere dei Red Devils, non sapendo di diventare una figura quasi paterna per uno dei calciatori più forti della storia del calcio. Deriso dai sui compagni inglesi per lo stile, per le esagerazioni, Ronaldo ha creduto in se stesso con tutto il cuore e tutto l’impegno possibile. Questo ha contraddistinto l’uomo da tutti gli altri campioni, Ronaldo il suo talento lo ha plasmato, lo ha portato ai massimi livelli con un lavoro quotidiano e impressionante. Quando tutti smettevano, lui continuava, quando gli altri andavano a casa, lui era ancora lì in campo a perfezionarsi.

Gli anni d’oro che lo hanno consacrato al mondo li ha vissuti a Madrid, un sogno che si realizza e una figura, Mendes il suo agente, la persona più fidata che conosce. Con, e per i Blancos ha frantumato ogni record possibile, 3 Champions vinte consecutive, 5 in carriera, 5 palloni d’oro e un europeo con la sua nazionale portoghese. Un uomo che come afferma Diego Armando Maradona, non si nasconde mai, un leader che vuole sempre di più. Ronaldo ti vuole conquistare, questo è il suo più grande pregio, ma anche al sua più grande debolezza. Molti hanno parlato della sua ferma volontà di colmare un vuoto affettivo che si porta dietro dall’infanzia, cercando di farsi idolo, di avere l’amore incondizionato della gente. Il successo lo appaga, il campo lo adora, ma non smette mai di volere di più. Un campione che divide, o lo si ama o lo si odia. A Madrid non ha mai trovato l’ambiente familiare che avrebbe voluto, anzi molto spesso ha trovato ostilità da tutte le parti, nonostante gli sforzi continui. Questa è stata una delle motivazioni fondamentali del suo ultimo trasferimento su territorio italiano.

E’ importante anche per comprendere la sua affermazione di sentirsi in famiglia nella Juventus. Cristiano nasconde tantissimo, perché non vuole mostrarsi debole, adora apparire invincibile, con i sui vezzi, le sue esternazioni e la sua esultanza ormai famosa in ogni angolo del pianeta. Come la rovesciata contro la Juventus nella gara d’andata dei quarti finali di Champions League stagione 2017/2018, il rispetto e l’ammirazione del popolo bianconero ha colpito la macchina perfetta. Colpito a tal punto che, alla ricerca di una nuova sfida, Ronaldo ha scelto la Torino bianconera, nell’incredulità dei tifosi italiani. Nel luglio 2018 ha materializzato la scelta con un contratto che ha siglato quello che è l’affare del secolo. La sua più grande rivalità l’ha consumata con Lionel Messi, una competizione che ha portato il calcio negli ultimi dieci anni a livelli impressionanti. L’Italia è impazzita, Ronaldo voleva conquistare anche questo campionato, anche chi avendolo come antagonista l’ha odiato. Ha riportato l’attenzione sul Campionato di Serie A, ha cambiato ancora una volta il suo stile di gioco, mostrandosi altruista con i compagni, dedito finalmente al gioco di squadra. Quello che si evince dal libro e dalla sua carriera, sono il riscatto assoluto di un uomo, ma soprattutto una crescita a tutti i livelli che Ronaldo porta avanti con costanza e lavoro.

"Indipendentemente da quello che pensano i leader delle sigle sindacali, Ronaldo rappresenta di fatto un punto di svolta non solo per la Juventus ma per l’intero calcio italiano"...
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