FINALE

Il Chelsea è campione d'Europa

Havertz segna il primo gol in Champions e stende il Manchester City

L'organizzazione può battere la qualità e, dopo Emery col Villarreal, l'ha dimostrato anche Tuchel. Il suo Chelsea è diventato campione d'Europa, per la seconda volta nella storia del club, superando i favoriti del Manchester City di Guardiola.

Ha vinto ancora la praticità che ha limitato al massimo le potenzialità offensive dell'avversario, forse arrivato all'ultimo atto della Champions League con troppa sicurezza.
I Blues sono stati schierati dall'allenatore tedesco, il terzo consecutivo a vincere la finale, con il collaudato 3-4-2-1 e Werner punta supportato da Havertz e Mount, mentre dall'altra parte Guardiola ha lasciato fuori Cancelo e Rodri per lasciare spazio a Zinchenko e Sterling - impiegato comunque non da attaccante puro - e tenere Gündoğan a impostare con De Bruyne. Il gioco col falso 9 (praticamente a turno) non ha affatto sorpreso la retroguardia londinese, sempre pronta a coprire gli spazi anche grazie all'aiuto di uno straordinario Kanté, praticamente ovunque in campo.
Al contrario il Chelsea ha saputo approfittare dei malposizionamenti della squadra campione d'Inghilterra e ha copincollato il piano tattico che ha permesso di eliminarla in FA Cup: recupero palla, fraseggi rapidi e verticalizzazioni.

All'Estadio do Dragão di Oporto si è vista la stessa partita (infortunio di De Bruyne compreso) di Wembley con le occasioni pericolose create solo dai Blues, che sarebbero andati in vantaggio già al quarto d'ora se Werner non avesse calciato addosso a Ederson e poi sull'esterno della rete da buone posizioni o se il colpo di testa di Kanté fosse stato meglio indirizzato. Dall'altra parte del campo la difesa londinese ha retto benissimo le incursioni e le combinazioni dei giocatori offensivi di Guardiola, con Rüdiger e Thiago Silva sugli scudi, che però ha dovuto abbandonare il terreno di gioco al 39'.
Poco male, perché il sostituto Christensen non è mai andato in apprensione e soprattutto perché tre giri di lancette più tardi un'azione nata a centrocampo sulla fascia sinistra è diventata quella decisiva grazie a un filtrante di 40 metri di Mount per Havertz, non seguito dalla mancata diagonale di Zinchenko. Il tedesco, fino a tre mesi fa un oggetto misterioso dalle parti di Stamford Bridge, ha superato Ederson in uscita prima di depositare in rete il pallone dell'1-0.

Nel secondo tempo Guardiola ha provato a correre ai ripari mettendo finalmente una punta vera come Gabriel Jesús (per l'infortunio di De Bruyne) e ha riequilibrato il centrocampo con Fernandinho al posto di un evanescente Bernardo Silva, ma l'azione più pericolosa è stata sventata da una chiusura di Azpilicueta. Dall'altra parte il neo entrato Pulisic, per Werner, ha sfiorato il raddoppio con la solita azione partita da Kanté e poi sviluppata sulla verticalità e la velocità del nazionale statunitense con Havertz. Allora Guardiola ha provato l'ultima mossa, l'ingresso di Agüero per Sterling (a smentire la sua formazione iniziale), solo che l'unico brivido provato da Mendy è arrivato al sesto dei 7' di recupero con il destro in controbalzo di Mahrez finito a lato di poco che ha fatto poi scatenare i Blues e capitan Azpilicueta ha alzato al cielo di Oporto la coppa dalle grandi orecchie.

È la seconda ottenuta dal Chelsea nella sua storia, ancora grazie a un allenatore subentrato a gennaio come Tuchel che ha rivoltato la squadra come un calzino e si è preso la sua grande rivincita rispetto allo scorso anno a Lisbona e sul Paris Saint Germain che l'aveva scaricato due giorni prima di Natale (e tre giorni prima Emery, altro esonerato dal Psg, aveva vinto l'Europa League).
È stata la rivincita di Havertz che - come Boli col Marsiglia contro il Milan nel 1993 e Mijatovic col Real Madrid contro la Juventus nel 1998 - ha segnato il primo gol in carriera in Champions proprio in una finale conclusa 1-0. Così come quella di Mendy, secondo portiere africano a vincere la coppa da titolare dopo Grobbelaar, che solo 7 anni fa era disoccupato.

E per pensare quanto sia lontano il nostro calcio da certe conquiste, basti pensare che Jorginho è il primo italiano a vincere, scendendo in campo, la finale di Champions dai tempi di Materazzi.
Forse ci sarà da capire questo per ripartire e provare a sfidare le inglesi che dal 2018 sono rappresentate all'ultimo atto del più importante torneo continentale.


Man. City-Chelsea 0-1
Havertz 42'






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