Luca Tiozzo, allenatore del Taranto, ha presentato in conferenza stampa la gara contro il Trani, in programma domenica 25 ottobre allo stadio Iacovone. Il tecnico rossoblù è tornato sulla sconfitta per 3-0 contro il Brilla Campi, soffermandosi sulla reazione della squadra durante la settimana, sull'importanza del sostegno dei tifosi e sulla necessità di superare le difficoltà emerse nelle ultime prestazioni.
«Il bicchiere mezzo pieno è nella consapevolezza dei ragazzi di aver fatto male domenica, perché non si possono prendere tre gol, e nel fatto che hanno tradotto questa amarezza, delusione e tristezza in una settimana di allenamenti fatta bene. Non ci siamo fermati: siamo venuti qui, ci siamo attaccati e alcune volte ci siamo anche accarezzati, ma ci siamo allenati bene. Poteva esserci un grosso scoramento, che è semplicemente morale, ma in campo i ragazzi hanno spinto forte. Questo mi dà la garanzia che domani ci saremo».

Tiozzo ha poi rivolto l'attenzione al pubblico atteso allo Iacovone, con le presenze che si avvicinano a quota 8.000 e la possibilità di raggiungere numeri ancora più alti. Per il tecnico, il sostegno dei tifosi rappresenta una responsabilità per tutta la squadra, soprattutto dopo la battuta d'arresto in trasferta. «Credo sia la testimonianza di un amore unico, difficilmente riscontrabile in Italia, in Europa e nel mondo. Dopo un 3-0, secondo me, ci sarebbe dovuta essere da parte dei tifosi delusione, quasi un abbandono. Invece ci stanno dando amore vero. Avere domani altre 10.000 persone allo stadio è una cosa straordinaria. Io e i miei giocatori dobbiamo capire che questo amore lo dobbiamo restituire, perché domenica non l'abbiamo fatto, anzi li abbiamo delusi. Dobbiamo assolutamente regalare gioia a questi tifosi, dal primo all'ultimo. Possiamo fare 100.000 discorsi motivazionali, ma domani dobbiamo restituire amore attraverso la prestazione, la determinazione, il bel gioco e una grande fase difensiva. Voglio soprattutto che i miei ragazzi percepiscano bene questo messaggio».

L'allenatore ha quindi analizzato la discontinuità mostrata dal Taranto, distinguendo il rendimento del primo tempo da quanto accaduto nella ripresa contro il Brilla Campi. Secondo Tiozzo, la squadra aveva interpretato bene la prima parte della gara, ma non è riuscita a reagire dopo aver subito il vantaggio avversario. «Il primo tempo è stato un tempo da Taranto. Loro hanno avuto un tiro in porta, mentre noi abbiamo rimpallato palloni sulle linee e nell'area piccola. Potevamo essere più cattivi, perché bisogna fare sempre di più, soprattutto quando si perde 3-0. È stato un primo tempo giocato bene, nel quale c'è stato un episodio negativo che abbiamo pagato caro. Nel secondo tempo, invece, c'è poco da parlare di calcio e molto da parlare di anima. Ci sono mancati una reazione feroce, la capacità di capire il momento e quella di non dover prendere il 2-0 in quella maniera. Siamo andati in pressione, ci hanno saltato e ci hanno fatto male. Il 3-0 è stato il deteriorarsi di quelle situazioni. Sta tutto nella testa».

Il tecnico ha spiegato che, a suo giudizio, la difficoltà principale riguarda la capacità del gruppo di reagire emotivamente agli episodi negativi. Un aspetto sul quale, ha sottolineato, stanno lavorando insieme allenatore, staff, direttore sportivo e società. «Quando si parla di tattica e tecnica si può avere un riscontro, si può discutere. Quando si parla di testa, invece, si tocca un argomento molto vasto. Non c'è una testa sola, come nel tennis: uno reagisce in un modo, un altro in un altro. Il problema è come un gruppo di giocatori reagisce alle disavventure che si trova ad affrontare durante la partita. Domenica, fino al trentesimo minuto, nessuno poteva pensare che la gara potesse finire così. Quel tiro ci ha complicato le cose e abbassato l'autostima, mentre la reazione emotiva è stata negativissima. Non voglio attaccare nessun giocatore: li abbiamo sott'occhio ogni minuto, parliamo con loro e cerchiamo soluzioni. Dobbiamo unire le teste il prima possibile e farle ragionare tutte allo stesso modo, lavorando per il bene del Taranto. È una squadra forte e penso che riuscirà a trovare serenità anche in queste difficoltà».

Tiozzo ha affrontato anche il tema delle critiche ricevute dopo le ultime sconfitte, assumendosi le responsabilità dei risultati e ribadendo la volontà di proseguire il proprio lavoro. «Immagino di essere stato criticato a destra e a sinistra, ma è normale e fa parte del mio mestiere. A Taranto c'è una cassa di risonanza maggiore rispetto ad altre realtà. Abbiamo detto che abbiamo un pubblico da Serie A ed è vero, perciò anche le esigenze sono da Serie A ed è sacrosanto che ci si aspetti qualcosa di più da me. Il primo sconfitto di domenica sono io, così come lo sono stato a Canosa. Non lo dico per fare il falso moralista, ma perché lo penso davvero. Lavoro qui con un rapporto chiaro, preciso ed empatico con i miei giocatori e posso assicurarvi che lavoro per il Taranto come non ho mai fatto. Non guardo le critiche, voglio pensare positivo e credere che attraverso il mio lavoro il Taranto possa farcela, che i miei giocatori e i miei tifosi possano gioire. Io non mollo, lavoro più forte, provo a dare idee più chiare ai ragazzi e voglio dare gioia a loro e ai tifosi».

Un passaggio specifico è stato dedicato a Hadziosmanovic, protagonista di un errore nella gara contro il Brilla Campi. Tiozzo ha difeso il valore del calciatore, sottolineandone le qualità e la voglia di riscatto in vista della partita con il Trani. «Nella prima partita allo Iacovone, davanti a 12.500 persone, credo sia stato il migliore in campo e tutti dicevano che era tornato il vero Hadziosmanovic. Vi posso assicurare che sta benissimo ed è un giocatore straordinariamente forte, soprattutto nella fase di spinta e nel possesso palla. Ci resta l'errore di valutazione di domenica, quando pensava che potesse essere fischiato un fallo a suo favore. Gli errori così evidenti i giocatori li capiscono un secondo dopo averli commessi. Sono sicuro che domani non ripeterà lo stesso errore. È difficile saltarlo, è il giocatore che mette più cross nella nostra squadra e rappresenta un valore aggiunto nella fase di possesso. Ha cancellato l'episodio di domenica e, se sarà chiamato in causa, farà una grande partita, perché ha una grandissima voglia di rivalsa e di dimostrare il giocatore forte che è».

In chiusura, il tecnico è tornato sul lavoro svolto durante la settimana e sulla necessità di trasferire in partita quanto mostrato negli allenamenti. Per Tiozzo, la preparazione è stata positiva, ma la squadra deve riuscire a gestire meglio le situazioni che si presentano durante i novanta minuti, senza lasciarsi condizionare dall'ansia e dal peso dei risultati precedenti. «Ero convintissimo che a Brilla Campi avremmo fatto una grande partita, perché i ragazzi stanno svolgendo settimane ottime. Lo testimonia il primo tempo, altrimenti butteremmo tutto nel cestino e non credo sia giusto. Nei primi 30-35 minuti abbiamo dato seguito alle impressioni avute negli allenamenti. Poi ci è volato via il cervello e il secondo e il terzo gol sono stati una conseguenza. Durante gli allenamenti lavoriamo sullo stretto, con grandi difficoltà, ma la domenica ci sono centomila sfaccettature. Se riuscissimo a riprodurre in partita tutto quello che facciamo in allenamento, vinceremmo tutte le gare. Sto cercando di coinvolgere i ragazzi anche a livello mentale, di scioglierli dall'ansia e portarli alla realtà, per fare una grande prestazione e dimostrare le loro capacità. Non dobbiamo entrare in campo con un pensiero negativo, pensando di dover portare un peso sulle spalle perché abbiamo deluso le persone. Dobbiamo essere positivi e credere di poter vincere, perché ci alleniamo bene e siamo forti. Chi non si allena non gioca: domani vedrete anche ragazzi in panchina e qualcuno, purtroppo, in tribuna. Sono persone che si sono allenate forte per il bene della squadra, della proprietà e soprattutto dei tifosi».