Alla vigilia della sfida contro il Brilla Campi, l'allenatore del Taranto, Luca Tiozzo, ha fatto il punto sulle condizioni della squadra, sul lavoro svolto nelle ultime settimane e sugli aspetti da migliorare in vista del prossimo impegno di campionato. Il tecnico rossoblù ha affrontato anche i temi legati alla gestione delle partite in trasferta, all'assetto tattico, alle caratteristiche di Francesco Losavio e alle scelte di formazione, soffermandosi sulle insidie rappresentate dalla formazione salentina.

Tiozzo ha innanzitutto richiamato l'attenzione sulle difficoltà della partita, sottolineando la necessità di mantenere alta la concentrazione per tutta la durata dell'incontro. «È una partita insidiosa. L'anno scorso hanno costruito il loro campionato in casa e quest'anno i numeri dicono che hanno fatto un po' meno punti tra le mura amiche. Tuttavia, hanno affrontato squadre del girone che hanno anche più punti di loro e se la sono giocata fino all'ultimo. Abbiamo visto anche in Coppa Italia che l'insidia è sempre dietro l'angolo, perché magari parti non benissimo, commetti uno o due errori e poi rischi di complicarti la vita. Bisogna affrontare le partite con la barra dritta, perché noi non possiamo sbagliare, neanche per venti o venticinque minuti. Dobbiamo approcciare bene la gara e poi giocarla al meglio dal primo minuto al novantacinquesimo».

Il tecnico ha quindi fatto il punto sulle condizioni della squadra dopo l'impegno di Coppa Italia, spiegando che alcuni giocatori erano stati preservati in vista della gara di campionato, ma che gli infortuni occorsi durante la partita hanno modificato i programmi. «Chi era in dubbio per la partita contro l'Ugento abbiamo cercato di risparmiarlo. Purtroppo, dopo dodici minuti si è fatto male Potenza e dopo venti minuti Corvino. È questa la cosa che più mi dispiace della Coppa, perché i primi venticinque minuti non li abbiamo giocati bene, ma non sono stati neanche facili: effettuare due cambi nei primi venti/venticinque minuti non è usuale nel calcio. Poi abbiamo cambiato tutti i giocatori rispetto alla domenica precedente. Fortunatamente, per domani siamo tutti a disposizione».

Proprio sulle condizioni di Vincenzo Corvino, Tiozzo ha fornito ulteriori indicazioni, chiarendo che non sembrano esserci conseguenze particolarmente gravi. Il discorso si è poi spostato sul percorso di crescita della squadra e sul grado di assimilazione delle idee dell'allenatore. «Vincenzo non ha una problematica grossa, però bisogna capire bene cosa fare, perché sono passati soltanto quattro giorni da giovedì. Fortunatamente, dovremmo aver scongiurato infortuni muscolari gravi. Per quanto riguarda il lavoro svolto, penso ormai di sentire questa squadra mia. Non bisogna più cercare scuse, perché non mi piace trovarle. Abbiamo cambiato qualcosina e inserito anche dei giocatori che stanno giocando. Troviamo ancora delle difficoltà quando si presenta un imprevisto durante la gara ed è lì che, secondo me, mancano ancora cinquanta o sessanta sedute di allenamento e di conoscenza. Sono arrivati giocatori nell'arco di dieci, quindici o venti giorni e siamo insieme da trentacinque o quaranta giorni. Se devo essere onesto, però, vedendo gli allenamenti e le proposte, ormai cominciamo a intenderci con i ragazzi. Credo che siamo a un buon livello. Poi sapete che nel calcio bisogna migliorare di giorno in giorno e non possiamo lasciare nulla al caso. Mi piace approfondire ogni settimana qualche dettaglio, ma ci vuole tempo. Questa settimana ci siamo concentrati soprattutto sulla preparazione delle partite e abbiamo lavorato meno sui principi di gioco».

Un altro tema affrontato in conferenza stampa riguarda la capacità del Taranto di gestire le cosiddette partite sporche, nelle quali le condizioni del campo e l'atteggiamento degli avversari possono rendere più complicata la costruzione del gioco. Tiozzo ha individuato nella lettura delle diverse situazioni uno degli aspetti sui quali lavorare maggiormente. «Parto dal presupposto che la partita dell'anno scorso non l'ho vista, perciò non avrò mai un termine di paragone in quest'ottica. Mi piacerebbe sempre giocare un calcio gradevole, però ci sono anche gli avversari. Secondo me, i primi venticinque minuti dell'altro giorno sono stati per alcuni tratti caotici e la partita non è stata pulita, ma sporca. Credo che non siamo ancora a un buon punto sotto questo aspetto, perché dobbiamo migliorare nella lettura della gara. Ci può stare che per dieci o quindici minuti un avversario ti metta in difficoltà. Ieri il Barcellona ha vinto 5-2, ma ha comunque subito il gol dell'1-1. Il problema è capire come gestire quei momenti. In alcune situazioni non dovevamo cercare la palla lunga centralmente, anche perché tornava indietro e rimbalzava corta, ma dovevamo uscire in maniera semplice, anche con più spregiudicatezza sui terzini, e buttare la palla in calcio d'angolo. Questo serve a evitare di subire una pressione continua e forte centralmente. A volte, invece, capiamo di essere in difficoltà e rispondiamo al pressing avversario con un contropressing immediato, ribaltando la situazione. Se le pressioni vengono fatte bene, come nei primi venti minuti non è successo, secondo me alla lunga il Taranto riesce a venirne fuori. Dobbiamo migliorare, anche perché la categoria e i campi più stretti in trasferta, rispetto ai sessantasei metri di ampiezza del nostro Iacovone, possono portare le partite su binari differenti».

Sulla fase difensiva e sulla possibilità di modificare il modulo per garantire maggiore protezione alla retroguardia, l'allenatore ha escluso che gli episodi negativi più recenti siano riconducibili principalmente al sistema di gioco. «Secondo me, l'espulsione di giovedì e il palo non derivano da uno schieramento tattico, ma da una grande disattenzione di un ragazzo che era entrato a freddo da appena un minuto. Bisogna dirlo, perché avere due infortuni nei primi venticinque minuti significa non poter fare la partita come vorresti. Entrano due ragazzi a freddo, affaticati dalla domenica precedente, ai quali chiedi di stare attenti, ma non puoi pretendere la stessa intensità e la stessa ferocia, anche perché hai paura di fare un autogol. L'errore che ha portato all'espulsione nasce al di là del modulo. Un esterno non può andare a pressare il centrale difensivo: abbiamo sbagliato proprio l'uscita».

Tiozzo ha quindi spiegato le caratteristiche dell'organizzazione difensiva adottata dalla squadra, evidenziando l'importanza del lavoro collettivo e della corretta sincronizzazione dei movimenti. «Se facciamo un 4-4-2 o un 4-2-3-1 in fase di non possesso, con le linee corte e strette, subiamo il giusto o quasi niente. Se invece ci inventiamo pressioni sporadiche o isolate e ci allunghiamo, rischiamo indipendentemente dal fatto di giocare con il 4-3-3 o con il 4-2-3-1. Se non pressiamo con ferocia per dieci, quindici o venti secondi, abbiamo comunque entrambi i mediani in traiettoria: uno forte sul lato della palla e l'altro abbastanza vicino. Abbiamo quindi un doppio schermo davanti alla difesa. Quando ci alziamo, dobbiamo farlo bene, al momento giusto, andando uomo contro uomo per sporcare la giocata. Non credo sia una questione di modulo, né del 3-4-1-2 che facevamo prima, né del 4-2-3-1 o del 4-4-2 difensivo che utilizziamo adesso. Credo che sia fondamentale interpretare bene i momenti della gara».

Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche di Francesco Losavio e del suo possibile impiego accanto a una punta più fisica. Tiozzo ha confermato la propria fiducia nell'attaccante rossoblù, ricordando il suo rendimento realizzativo e la duttilità che gli consente di ricoprire più ruoli nel reparto offensivo. «Partiamo dal presupposto che Losavio, prima della partita contro il Canosa, aveva fatto tre gol in tre partite. Condivido il fatto che possa arrivare a venti gol anche quest'anno, perché ne mancano trenta e probabilmente li farà. Francesco lo conosco da quando era giovane a Fasano e sono stato il primo, o uno dei primi, a metterlo lì davanti, addirittura a fare il nove. Chiaramente è un nove diverso da Saraniti e Rajkovic, però deve giocare con un trequartista o una seconda punta alle spalle, che potrebbe essere Falzerano. A Canosa, invece, lo abbiamo un po' abbandonato e non lo abbiamo messo nelle condizioni giuste. Per me Losavio può fare tutti i ruoli davanti, dall'esterno al sottopunta, dalla seconda punta alla prima punta. L'importante è abbinarlo bene ai compagni. In questo momento preferisco Falzerano sulla trequarti, perché ci aiuta nella prima uscita grazie alle sue qualità da trequartista, oltre che da mezzala. Con i suoi movimenti può eludere la prima pressione e consentirci di lasciare due centrali contro uno, giocando meglio centralmente. Losavio, invece, è un giocatore che si abbina maggiormente alla prima punta nella seconda fase del possesso. Ho la massima fiducia in Francesco e sono convinto che ci darà un aiuto straordinario anche quest'anno, al di là dei cambiamenti nella rosa e dell'arrivo di un giocatore importante per la categoria come Marcello Falzerano».

Il tecnico si è soffermato anche sulla composizione della rosa e sulle scelte a centrocampo, chiarendo la situazione di alcuni giocatori e spiegando come la disponibilità di più alternative rappresenti una risorsa per la squadra. A proposito di Potenza, Tiozzo ha precisato che la decisione di lasciare Taranto è legata a motivazioni familiari. «Vincenzo ha chiesto di andare via per una questione che non riguarda l'aspetto sportivo, né problemi con lo spogliatoio, con me o con la società. Ha avuto un lutto, ha la moglie incinta e soffriva un po' la lontananza. Quando ci ha salutato ci ha detto: “Io vado via da Taranto e, ovunque andrò, farò comunque dieci passi indietro”. Lo ha fatto malvolentieri, ma è una questione familiare e non c'entra nulla il fatto di essere in tribuna o in panchina».

Il discorso si è poi concentrato su Skoric e sugli altri calciatori che nelle ultime partite hanno trovato meno spazio. «Qui a Taranto tutti stanno sul pezzo. Skoric aveva giocato due partite importantissime da titolare, poi è rimasto in tribuna due volte consecutive e domani ritorna tra i nostri. È vero che tante tribune possono portare qualcuno a pensarla diversamente, ma in questo momento chi si allena bene poi gioca. Un mese fa mi avevate fatto la stessa domanda su Skoric, che sembrava ai margini, e poi ha disputato due partite secondo me molto buone, in Coppa Italia e contro il Canosa. È stato sostituito soltanto perché in una partita maschia aveva preso un'ammonizione un po' strana al trentatreesimo del primo tempo. A me piace giocare con i due mediani e con Falzerano, ma, se sarà necessario, potremo anche fare il 4-3-3. Ci siamo schierati in alcune partite anche con il 3-5-2 e un vertice basso. Perciò non considero questa situazione un qualcosa in meno, ma un qualcosa in più. Dobbiamo ringraziare la società per la qualità degli allenamenti e per il lavoro fatto, che ci ha permesso di avere anche una grande quantità di giocatori, tutti di qualità. Purtroppo, come vi rispondo ogni domenica a fine partita, mi chiedete perché Skoric, Angiulli o Di Paolantonio non siano tra i convocati. Su ventotto giocatori, otto devono andare in tribuna. In Serie A ci sono panchine più lunghe e si possono fare scelte durante la partita; io, invece, devo prenderle anche il giorno prima, ventiquattro ore prima della gara, come oggi, e a malincuore».

In chiusura, Tiozzo ha presentato il Brilla Campi, soffermandosi soprattutto sull'organizzazione difensiva della formazione salentina e sulle caratteristiche che il Taranto dovrà mettere in campo per provare a conquistare i tre punti. «Dovremo fare una partita di grande personalità, su un campo stretto che non è come il nostro Iacovone. Dovremo cercare di fare un buon possesso palla, diverso da quello dei primi venticinque minuti contro l'Atletico Acquaviva, e imprimere una grande pressione. Secondo me, le partite che abbiamo fatto meglio sono nate dalla pressione e dalla grande voglia di pressare forte, prendendoci anche qualche rischio. Penso alla gara contro il Novoli in casa: nel primo tempo hanno avuto un'occasione, ma quel rischio può portare grandi benefici».

L'allenatore rossoblù ha quindi riconosciuto i meriti del prossimo avversario, sottolineandone la solidità e la capacità di alternare l'attesa alla pressione alta. «Il Brilla Campi è una squadra che, se la lasci palleggiare, riesce ad andare da una parte all'altra, a volte con il fraseggio e altre con gli attacchi diretti. L'allenatore ha le idee chiare e ha giocatori, anche argentini come lui, con i quali probabilmente c'è una buona intesa. Ma hanno una grande difesa e soprattutto una grande fase di non possesso. Si aiutano, fanno i movimenti giusti, sanno quando aspettare sotto la linea della palla in undici e quando, invece, alzare la pressione, magari mandando una mezzala sul centrale difensivo. In questo modo possono incastrarti e complicarti la manovra. Noi dovremo avere personalità nel cercare il buco giusto e nel saltare la prima pressione, perché loro sono molto bravi a venire a prenderti».

Tiozzo ha infine voluto riconoscere il lavoro svolto dai suoi giocatori durante la settimana, mostrando apprezzamento per l'atteggiamento del gruppo nonostante gli impegni ravvicinati. «Speriamo di riuscire a fare quello che abbiamo preparato. Oggi, secondo me, abbiamo fatto una grande rifinitura e ieri un grandissimo allenamento. Se dovessi dirvelo, sono forse due degli allenamenti più belli da quando sono qui. Ultimamente i ragazzi stanno lavorando molto bene, anche se giochiamo ogni tre o quattro giorni e ci sono giocatori che devono recuperare. Questo Taranto si sta allenando molto bene, sia sotto l'aspetto delle idee e dell'attenzione, sia sotto quello dell'agonismo. Mi sembra giusto dare atto di questo ai ragazzi».