Il Taranto si prepara alla trasferta sul campo dell'A. Toma Maglie dopo una settimana particolarmente intensa per Luca Tiozzo, arrivato sulla panchina rossoblù a ridosso di una fase del calendario caratterizzata da più impegni ravvicinati. Il tecnico ha parlato alla vigilia della gara, soffermandosi innanzitutto sul poco tempo avuto a disposizione per conoscere la squadra e lavorare sulle proprie idee.

«Da allenatore preferirei aver avuto una settimana tipo, per provare tante più cose. Però non è che possiamo deciderlo noi: lo decide il calendario, lo decidono le vicissitudini attraverso cui è passato il Taranto. Perciò ci prendiamo tutto quello che è da prendere e ci lavoriamo, anche perché giocare è sempre bello».

Il tecnico ha poi spiegato che, nonostante il calendario fitto, sarà necessario gestire con attenzione le energie della rosa, anche alla luce degli ultimi arrivi di Lupo e Taurino. «Sicuramente abbiamo cambiato qualcosa. La partita di giovedì è comunque molto più vicina a un'altra partita ufficiale come quella di domani. I recuperi bisogna saperli gestire, siamo ancora a settembre e la preparazione è finita da quindici-venti giorni. Bisogna anche saper dosare le forze settimanali. Lupo sta bene, mentre Taurino sta abbastanza bene. Uno si stava allenando con una squadra e l'altro aveva fatto quasi un ritiro insieme a una squadra in Serie D, perciò stanno tutti abbastanza bene. Poi, sull'utilizzo, lo vedremo».

Uno dei temi affrontati riguarda anche la composizione della rosa e la possibilità di intervenire ulteriormente sul gruppo. Tiozzo non ha voluto individuare a priori giocatori non adatti alle proprie idee, sottolineando invece la necessità di lavorare sul collettivo. «Nel momento in cui non riusciamo a tirare fuori il massimo dalle partite che andiamo a fare, come vorrei farlo io, probabilmente riteniamo che alcuni interpreti non possano andare bene. Io invece penso che non sia totalmente così. Quando noi prenderemo una certa dimestichezza del gioco, quando subiremo un po' meno gli avversari e quando riusciremo a tenerli con più costanza, alcune crepe si potranno evidenziare meno». Sul tempo necessario per vedere un Taranto maggiormente vicino alle proprie idee tattiche, l'allenatore ha evitato di fissare una scadenza precisa. «Se dicessi cinque, otto o dieci giorni, avrei la sfera magica, però il calcio non è proprio così. Io credo che già domani, ma soprattutto settimana prossima con una settimana di lavoro, noi possiamo fare dei grandi passi in avanti».

Tiozzo è tornato anche sulle parole pronunciate dopo la gara di Coppa Italia contro l'Ostuni, quando aveva annunciato un Taranto protagonista a Maglie. «Penso che il Taranto debba fare una grande partita, come l'abbiamo fatta con il Racale. La partita con l'Ostuni è stata un crescendo e l'ultima mezz'ora è stata fatta bene. Se dico a senso unico magari è troppo, perché prima abbiamo trovato un Ostuni che ci ha dato un gran filo da torcere, poi ci hanno dato qualcosa in più. Non perché gli altri abbiano fatto male, ma perché abbiamo una rosa competitiva. L'ultima mezz'ora mi lascia un retrogusto molto, molto dolce. Se fino al novantesimo avessimo subito gli avversari in lungo e in largo, quel retrogusto sarebbe stato amaro e forse non avrei detto quella cosa lì. Però vedo dei ragazzi partecipi, vedo dei ragazzi che ci seguono e vedo dei ragazzi che, ripeto, nell'ultima mezz'ora hanno creato tantissimi presupposti. Prima no, e l'ho detto anche nell'intervista post partita».

Per Tiozzo, uno degli aspetti sui quali lavorare riguarda anche la componente caratteriale e la capacità della squadra di lasciarsi alle spalle le difficoltà delle prime giornate. «Serve prima di tutto lavorare. Serve trovare uno stato d'animo, un po' di serenità. Questo te lo danno sicuramente i risultati, e poi te lo dovrebbe dare anche un risultato meritato e dettato dal gioco. Se mettiamo insieme tutti questi piccoli ingredienti, sicuramente scacciamo un po' di scorie negative e ne mettiamo dentro qualche bell'ingrediente dolce, per fare in modo che poi la domenica la prestazione venga migliore».

Infine, Tiozzo ha affrontato il tema della ricerca della profondità, uno degli aspetti emersi anche contro l'Ostuni. «Le prime occasioni, compresa quella di Losavio davanti al portiere, sono state occasioni dettate dalla profondità, prevalentemente da giocatori che ce l'hanno, ovvero Losavio e Oltremarini. Io credo che la profondità, quando cercarla e come cercarla, ce lo dicano gli avversari. La profondità, come l'ampiezza, sono delle condizioni da ricercare. Giovedì, nei primi venti-venticinque minuti, l'abbiamo fatto. Ecco, secondo me alcune volte l'abbiamo forzata. Magari si potevano fare due passaggi più dentro e poi cercare la profondità, facendo un movimento di esca più di uno contro uno sullo spazio per i nostri giocatori. Quelle tre volte che l'abbiamo fatto così sono saltate fuori il gol, una grande occasione del primo tempo e, se vi ricordate, anche la grandissima occasione di Losavio nel secondo tempo. Si è andati tre volte davanti al portiere».

In chiusura, il tecnico ha parlato della possibilità di vedere insieme Taurino, Losavio e Corvino, chiarendo però che contro il Maglie non sarà ancora il momento. «Secondo me giocheranno insieme, ma non domenica. Non hanno controindicazioni: uno può fare l'esterno, uno può fare il trequartista e uno può fare la prima punta». Quanto alla condizione complessiva della squadra, Tiozzo non ha indicato una percentuale precisa. «Non do un numero, però secondo me possiamo migliorare tanto, anche nel breve, perché basta acquisire un po' più di personalità e capire che con quattro o cinque passaggi in più possiamo mettere e alzare il grado di essere molto più gradevoli dentro al campo rispetto a quello che avete visto, magari fatto di garra, ripartenza o palla lunga».

E proprio in vista della sfida di Maglie, il tecnico si aspetta già un primo passo in questa direzione: «Già domani sono convinto, per quello che ho visto in questi tre giorni post Ostuni e in queste due rifiniture, che riusciremo a tenere meglio il campo sotto l'aspetto del palleggio. Poi, quando si ha il palleggio, bisogna stare più attenti alle ripartenze, perché la coperta è sempre corta. Però, siccome noi vorremmo un Taranto più padrone del proprio destino, io penso che stiamo alzando il numero di giri sotto questo aspetto».