foto Luca Barone
foto Luca Barone
|
|
Maurizio Calò |
|
|
|
Tempo di lettura: 2 minuti
Domenica il Taranto ha ripreso il suo cammino “regolare” imponendo
con forza la sua supremazia sul campo dell'Ugento e continuando sulla strada
delle vittorie. Una strada che la squadra rossoblù ha ricominciato a percorrere
dalla partita contro la Virtus Mola in poi. Sei vittorie consecutive e una
dimostrazione importante di presenza mentale in questo campionato.
E, sin qui, sembrerebbe tutto normale. Se non fosse che la
Coppa Italia è sfumata via in un assurdo pomeriggio di febbraio dove tutti gli
occhi e tutte le attese erano concentrate sullo stadio Ventura di Bisceglie. La
partita, forse, più importante di questo frangente dell'era Ladisa e del
Taranto di quest'anno. Una partita che ha visto la squadra di Danucci
improvvisamente dissolversi, impaurita o, forse, travolta dalla pressione del
risultato finale. Sta di fatto che la Coppa Italia è volata via con un Taranto
decisamente diverso da quello visto e ammirato nell'ultimo spezzone di
campionato.
E' bastato rituffarsi proprio sul campionato per vedere quel
Taranto che stiamo avendo l'abitudine di apprezzare, capace di chiudere subito
la partita non dando nessuna speranza agli avversari di potersi rimettere in
carreggiata. E, allora, perché questo Taranto a Bisceglie non si è visto?
Questa la grande domanda che pervade i cuori e le menti dei tifosi rossoblù. Oramai,
però, è inutile pensare a ciò che è stato. La squadra ha il dovere morale,
tecnico e matematico di accelerare ancora di più, di non fermarsi e di
proseguire sul tracciato solcato delle vittorie in campionato. La vicenda
Foggia Incedit potrebbe rimettere molte cose in discussione e ora il Taranto
potrà concentrarsi al meglio partita dopo partita su questo campionato. Ora non
è più tempo di calcoli ma è tempo di lottare sino all'ultimo per la promozione
in serie D. A tutti i costi e senza alibi.