Ciro Danucci - foto Luca Barone
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Redazione MRB.it |
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Alla vigilia della finale di ritorno della Coppa Italia di Eccellenza contro il Bisceglie, l'allenatore del Taranto Ciro Danucci ha incontrato la stampa per fare il punto su una sfida molto importante per la stagione rossoblù.
Interpellato inizialmente sul tema, spesso evocato, della fortuna, Danucci ha subito chiarito la propria visione. «La fortuna è una componente molte volte, però io, come dico sempre, la fortuna va ricercata, perché se la ricerchi attraverso il gioco, attraverso il proporre qualcosa, magari viene più facilmente. Se pensiamo alla mera fortuna così, io non credo a questo tipo di situazioni. Credo molto invece nel lavoro, nell'atteggiamento che i ragazzi devono avere durante la settimana, che poi è lo stesso atteggiamento che riportano in partita. Con la fortuna puoi vincere una partita o due, ma alla lunga non ti aiuta. Sono il lavoro, la compattezza del gruppo e l'atteggiamento che ti portano lontano».
Un passaggio poi inevitabile sulle condizioni fisiche della squadra, tema centrale alla vigilia di una gara così impegnativa. «Per quanto riguarda la questione fisica, aspettiamo domani mattina per sciogliere gli ultimi dubbi. Hadziosmanovic ha fatto lavori a parte in questi giorni, valuteremo con i dottori se sarà il caso di rischiarlo o meno. Nicola Loiodice si è allenato negli ultimi due giorni, non toccava il pallone da 12-13 giorni, viene da un periodo di recupero, ma è sicuramente una freccia in più nel nostro arco. Valuterò se impiegarlo dall'inizio o a gara in corso». Danucci ha poi aggiunto che anche altri elementi, come Delvino, sono in fase di rientro e che la mattinata di gara sarà decisiva per le ultime scelte.
Guardando all'avversario, l'attenzione si è spostata su Lavopa, uno dei punti di forza del Bisceglie. «È un ottimo giocatore, forte per la categoria, con colpi importanti. Non è solo tecnico, è uno che corre e lotta, un giocatore completo. Cercheremo di limitarlo il più possibile. La soluzione con Di Paolantonio e Zampa è una possibilità, l'abbiamo provata, ma decido sempre la mattina della partita, anche in base alle condizioni dei singoli».
Sul piano emotivo, Danucci ha ribadito come queste partite abbiano una preparazione particolare. «Sono partite che si preparano da sole. Serve serenità, professionalità e grande cura dei dettagli, perché in queste gare i dettagli fanno la differenza. Io le vivo con grande tranquillità e cerco di trasmettere ai ragazzi autostima e consapevolezza. Affrontiamo una squadra che è prima in classifica, meritatamente, ben allenata. Andremo a giocare in un campo difficile e caldo, ma sono sicuro che ci faremo trovare pronti».
Alla domanda sulla chiave della partita, il tecnico ha evitato calcoli. «Sono partite secche, senza pregresso. Vincere chi sbaglierà meno, chi avrà più fame, più determinazione. Mi aspetto una partita molto combattuta anche dal punto di vista agonistico. La finale di domani ha una storia a sé. Noi cercheremo di fare una grande gara e di metterli in difficoltà, sapendo che affrontiamo una squadra forte e ben messa in campo».
Le scelte di formazione, inevitabilmente, saranno influenzate dalle condizioni non ottimali di diversi elementi. «Abbiamo ancora tanta gente fuori, Trombino e Labianca non saranno della partita. Chi recupera non può essere al meglio, ma queste partite hanno un grande appeal e tutti vogliono giocarle. Cercheremo di mettere in campo una squadra equilibrata, sfruttando al massimo il minutaggio e le qualità dei singoli. Mi riservo ancora qualche ora per decidere strategia e piano gara». Su Aguilera e Sansò, Danucci ha chiarito: «Aguilera sta lavorando da più tempo, domenica ha fatto 20 minuti, sta abbastanza bene ed è arruolabile. Sansò è un ragazzo interessante, può essere una soluzione se Hadziosmanovic non dovesse farcela. Può giocare anche a destra e lì si trova meglio».
Ampio spazio anche al valore umano e tecnico di giocatori esperti come Rizzo e Guastamacchia. «Ho trovato due persone molto disponibili, che mi danno grande fiducia. In allenamento sono partecipi, chiedono, sono dentro al progetto. Hanno tanti campionati alle spalle, conoscono il calore di Taranto e l'importanza della maglia. Trasmettono tutto questo ai compagni con grande professionalità e senza supponenza».
Infine, il pensiero ai tifosi, assenti sugli spalti ma presenti nel cuore della squadra. «Dispiace che una finale non possa essere giocata con entrambe le tifoserie. I nostri tifosi ci hanno spinto per 90 minuti all'andata, anche quando siamo andati sotto. Sappiamo quanto sono importanti e cercheremo di fare una grande partita anche per loro».