CALCIO

Dopolavoro Tarantino: quando il calcio a otto diventa un ponte sociale

Il progetto è semplice quanto ambizioso, ogni partita è un'occasione per fare comunità
   Comunicato Stampa

29 Dicembre 2025 - 16:30

Tempo di lettura: 2 minuti

C'è un'idea di calcio che va oltre il risultato, oltre la classifica, oltre i novanta minuti. È un calcio che nasce dal basso, nei campi di provincia, e che usa il gioco come strumento di relazione, inclusione e responsabilità collettiva. A Taranto questa idea ha preso forma con il Dopolavoro Tarantino, una squadra di calcio a otto che ha scelto di scendere in campo per creare un ponte concreto tra la cittadinanza e le associazioni impegnate nel sociale.

Il progetto è semplice quanto ambizioso: ogni partita è un'occasione per fare comunità. Al termine della gara, infatti, non c'è solo il fischio finale ma un terzo tempo condiviso con gli avversari, un momento conviviale pensato per stare insieme, conoscersi e raccogliere fondi da destinare alle realtà del territorio che operano nel sociale. Il calcio diventa così un pretesto virtuoso, un linguaggio comune capace di unire mondi diversi.

Ma il Dopolavoro Tarantino non vuole restare un'esperienza isolata. L'obiettivo è più ampio: dare vita a un vero e proprio movimento, una rete di squadre accomunate dagli stessi valori, tutte riconoscibili sotto un unico nome e una stessa visione: “calcio a 8 per il sociale”. Un'identità che parli di sport popolare, partecipazione e impegno civile.

Il sogno, dichiarato ma tutt'altro che irrealistico, è quello di arrivare a organizzare una Coppa Italia per il Sociale, una competizione nazionale che coinvolga squadre provenienti da diverse regioni. Non serve partire in grande: basterebbero anche quattro squadre per dare il via a qualcosa di nuovo. Due, in realtà, esistono già. Oltre a Taranto, infatti, anche a Fasano, in provincia di Brindisi, è nato un progetto ispirato direttamente a questa esperienza: si chiama Ultrasolidale e rappresenta il primo segnale concreto di come l'idea possa essere replicata e adattata ad altri territori.

Accanto all'attività sportiva, il Dopolavoro Tarantino organizza regolarmente eventi di autofinanziamento, momenti di aggregazione che rafforzano il legame con la comunità e permettono di sostenere il club e le sue iniziative. Tra gli ultimi, un Mercante in Fiera dedicato al calcio del passato, con premi e cimeli che raccontano una memoria sportiva condivisa e ancora capace di emozionare.

In un panorama calcistico spesso dominato da logiche di performance e business, il Dopolavoro Tarantino prova a rimettere al centro le persone, i territori e le relazioni. Un progetto che parla di sport, sì, ma soprattutto di responsabilità sociale, partecipazione e visione collettiva.

L'invito è aperto: seguire il progetto su Instagram e contattare la squadra per chiunque voglia attivarsi nel proprio territorio e dare vita a un'esperienza simile. Perché il calcio, quando è davvero di tutti, può ancora essere uno strumento potente di cambiamento.

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