CALCIO

Aggressione arbitro, il presidente Greco (AIA): ''Episodi di violenza ogni domenica''

Intervista al presidente AIA Taranto: ''Noi al lavoro, ma la deriva sociale interessa tutti''
   Roberto Orlando

10 Dicembre 2025 - 15:20

Tempo di lettura: 4 minuti

Negli ultimi giorni il mondo arbitrale tarantino è stato scosso da un grave episodio di cronaca: il giovane arbitro Nicola Russo è stato vittima di una violenta aggressione da parte di alcuni dirigenti di una società calcistica durante la gara provinciale Ginosa - Laterza. Un fatto che riaccende i riflettori sul tema, purtroppo attuale, della tutela degli arbitri e del rispetto delle regole sportive. Abbiamo ascoltato telefonicamente Christian Greco, presidente dell'AIA di Taranto, per approfondire quanto accaduto e capire quali azioni l'associazione sta mettendo in campo per proteggere i propri tesserati e promuovere una cultura sportiva sana.

Presidente Greco, innanzitutto: come sta Nicola?
Il ragazzo è ancora scosso per l'accaduto e anche se fisicamente è in ripresa, è rimasto molto scioccato su quanto accadutogli. Ricordiamo che si tratta di un ragazzo di 15 anni, in un torneo, quello di Under16 fascia B, quindi senza classifica, dove alla fine non ci sono promozioni o coppe.

Non è un caso isolato, purtroppo.
No, purtroppo la cronaca ne è piena, da nord a Sud. In questi giorni, dato anche il clamore dell'episodio, sono stato contattato da tantissimi dirigenti e colleghi un po' da tutta Italia. Questa è una deriva sociale, dove sono tanti i fattori negativi alla base. Molti ragazzi vivono già male nella nostra società e sfogano le loro frustrazioni in campo. 

Ma non sono solo loro...
Assolutamente. Sono tate le corresponsabilità: pensiamo ai genitori, dato che a volte anche sugli spalti (e non è raro) scatti la violenza. Idem le società: un paio di settimane fa c'è stato un episodio tra un dirigente e un calciatore avversario e stiamo parlando sempre di calcio giovanile. Purtroppo osservo sempre più un indebolimento da parte delle società: nel bene o nel male anche loro devono pensare a far quadrare i conti, ma di certo ciò non giustifica nessun comportamento non consono ai valori sportivi. Però diversi ragazzi se ne approfittano, mettendosi anche in aperto contrasto anche all'interno delle società stesse. Il quadro non è dei migliori, ci sono episodi di violenza ogni domenica, o dentro o fuori dal campo.

Quali soluzioni possono essere adottate?
Insieme all'AIA Nazionale, che in questi giorni ci è stata molto vicina, stiamo lavorando per fare delle attività incisive. Già noi come AIA provinciale giriamo tra le società per farci conoscere e per spiegare bene i regolamenti. Perché c'è da dire anche questo, che se calciatori e dirigenti non conoscono bene il regolamento, non comprendono le decisioni arbitrali. Decisioni che poi vengono vissute come ingiustizie da parte dei giovani calciatori. E lo sfogo, purtroppo, è quello della violenza. Siamo per un tavolo tecnico anche con FIGC e AIC.

Fermo restando che alla base di tutto ci deve essere maggiore cultura sportiva e civiltà, credi che le società dovrebbero dotarsi di una sorta di sicurezza pubblica privata?
Oggi come oggi la forza pubblica è in capo alle società. Raramente ho visto forze dell'ordine in gare giovanili: d'altronde, parliamo di centinaia di gare ogni domenica solo in Puglia, quindi puoi capire che dispiegamento di forze ci vorrebbe. Sicurezza privata? Torniamo sempre al discorso di prima, le società sono economicamente deboli, in difficoltà. Occorrerebbe capire la fattibilità legata ai costi.

Tornando a Nicola: i suoi amici e colleghi, come hanno vissuto l'accaduto?
Tutti sono stati vicini a Nicola e naturalmente mi riportano le loro preoccupazione. Stiamo parlando di ragazzini di 15-16 anni, che si devono confrontare non solo con i calciatori in campo, ma anche con i dirigenti  col pubblico. Immagina che impressione possa fare, per un giovane arbitro, vedere che magari sugli spalti i genitori siano protagonisti di episodi di violenza. Andrà a finire che nessuno più vorrà fare l'arbitro.

Ringraziamo per la disponibilità Christian Greco, che come ci ha riferito ha passato il giorno dell'Immacolata al telefono con tante testate nazionali che hanno voluto saperne di più. A noi restano due comunicati stampa, la dura presa di posizione del Ginosa e le scuse del Laterza. E ci resta l'amarezza di una società sconfitta, di giovani ragazzi vittime della loro stessa violenza e di un mondo, quello del calcio, sempre più lontano dalla gente.

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