L'EDITORIALE

Taranto, quei minuti che possono cambiare tutto

Dopo ottanta minuti di letargo e grigiore ecco tutto il talento dei rossoblù in quei pochi istanti. Ma qual è il vero Taranto?

foto Luca Barone

   Maurizio Calò

02 Dicembre 2025 - 09:30

Tempo di lettura: 3 minuti

Ad un certo punto ad Ugento contro il Taurisano sembrava di vedere la distruzione di un sogno e di un progetto calcistico. Il naufragio di una nave oramai senza più nulla sopra, senza vele, senza equipaggio, senza un orizzonte. Una squadra in balia delle onde e senza idee. Poi, quei minuti finali incredibili dove improvvisamente cambia tutta la prospettiva, dove la sensazione è quella della rinascita. Dall'inferno al paradiso in pochi istanti. il Taranto visto ad Ugento contro il Taurisano è stato tutto questo. Nulla cosmico per quasi ottanta minuti con due gol sul groppone e l'insipidezza assoluta sotto porta, senza una logica di gioco e solo con qualche iniziativa personale. Poi l'apoteosi. La metamorfosi e la vittoria.

Le mosse di mister Panarelli, con le sostituzioni fatte in corso d'opera, hanno permesso alla squadra di sprizzare, in quei pochi minuti, tutto il talento a disposizione del gruppo con la luce che si è improvvisamente riaccesa. Come a dare un segnale di esistenza e non di totale piattume. Tre lampi, risultato ribaltato e vittoria preziosissima in chiave promozione. Un nuovo campionato che potrebbe ora aprirsi per il Taranto e i suoi giocatori. Con un allenatore arrivato da poco e con ancora tantissimo da lavorare e da fare. Un faro che si riaccende in un buio che sembrava pesto. 

Ma qual è il vero Taranto? Ecco la domanda che ci si pone. Se pensiamo a quello dei primi ottanta minuti c'è di che preoccuparsi ma se è quello degli ultimi minuti tutto è davvero possibile e il futuro diventerebbe molto più allettante. Sarà la vera svolta? Ora ci sarà più consapevolezza che questo campionato è difficile e nessuno ti regala nulla? La speranza è che questo sia definitivamente compreso dalla compagine rossoblù. Luigi Panarelli ha il compito di correggere molti errori che ancora sono presenti, questioni caratteriali e tenuta mentale da ristrutturare e rivedere. Ci vorrà la pazienza di far lavorare un allenatore che deve avere il tempo di inculcare nei suoi le sue idee, il suo modo di vedere il calcio e la sua mentalità. Ci sono vicende da risolvere sulla bontà della rosa, su chi merita di rimanere a Taranto e su chi, forse, non è all'altezza di arrivare a certi obiettivi. Danilo Pagni, nel ruolo di ds, e Luigi Panarelli, nel ruolo di allenatore, dovranno costruire una macchina perfetta che arrivi a vincere con principi, codici e regole ben precise. Le partite vanno giocate sin dall'inizio e non solo qualche minuto. La stella polare dovrà sempre essere l'umiltà e la concentrazione per tutto l'arco della partita senza assolutamente sottovalutare il ben che minimo pericolo imminente ed evitando qualsiasi sopravvalutazione dell'avversario di turno. 

L'auspicio è avere una squadra che abbia le sembianze del nuovo allenatore e che segua lui in tutto e per tutto. La simbiosi dovrà essere totale e nulla dovrà essere lasciato al caso. Domenica arriva il Brindisi, una di quelle sfide che rimangono nella storia e che possono davvero rappresentare il crocevia di una stagione. Ognuno si dovrà prendere le proprie responsabilità per arrivare insieme all'obiettivo della vittoria finale del campionato. 

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