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Redazione MRB.it |
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Alla vigilia della delicata sfida contro il Gravina, il presidente del Martina, Piero Lacarbonara, ha tracciato un quadro lucido del momento della squadra. Con la consueta schiettezza, ha affrontato temi tecnici, emotivi e gestionali, sottolineando quanto il gruppo sia determinato a rialzarsi dopo due gare che, pur senza portare punti, hanno mostrato identità e gioco.
“È innegabile che stiamo vivendo un momento difficile, è sotto gli occhi di tutti – ha dichiarato – però quando si produce gioco e c'è compattezza di gruppo, prima o poi le cose cambiano. Io sono molto fiducioso perché abbiamo un'identità, un lavoro che ci contraddistingue. Le valutazioni fatte in questi giorni sono un po' esagerate: siamo i primi ad essere arrabbiati per i risultati, ma sappiamo cosa stiamo costruendo”.
Lacarbonara ha poi spiegato la scelta di richiamare immediatamente la squadra al lavoro dopo l'ultima sconfitta, già dal lunedì con una doppia seduta il martedì: “La sconfitta la viviamo male, tutti, perché conosciamo l'impegno che ci mettiamo. Ripartire subito serviva a stare insieme, capire dove stiamo sbagliando e superare il momento. Il Martina per me è una famiglia: nei momenti difficili si sta uniti, si cerca la strada giusta”. Il presidente non si è sottratto neppure alla questione ambientale: “Non piace perdere a nessuno, ma dobbiamo capire la nostra dimensione. Questo è un girone equilibrato, nessuno può dominare. Serve unione e critica costruttiva, non catastrofismo. Qualcuno dice che dobbiamo pensare a salvarci: bene, lotteremo per salvarci. Ma sono convinto che alla fine il Martina terrà alto l'orgoglio della città”.
Sul mercato, dopo l'arrivo di Druetto, il presidente è stato chiaro: “Non sono mai fermo: ritoccheremo dove necessario. Ma il mercato è aperto e chiuso allo stesso tempo, serve il benestare delle altre società. E l'ambiente, con certe critiche eccessive, non aiuta ad avvicinare nuovi giocatori. Nessuno vuole entrare in un progetto dove percepisce depressione. Serve equilibrio, contare fino a dieci prima di scrivere”.
Infine un appello al pubblico: “Domani mi aspetto un sostegno vero per 90 minuti. Poi si fischia o si applaude a fine partita. Gli ortaggi lasciamoli a casa: le squadre vanno sostenute. Io vengo dalla curva, ho contestato quando c'era da contestare, ma sempre in modo costruttivo. Chi scenderà in campo dovrà dimostrare di essere all'altezza del progetto Martina, e il pubblico dovrà dimostrare di essere all'altezza della sua storia”.