XX GIOCHI DEL MEDITERRANEO - TARANTO 2026

Ferrarese: ''Abbiamo salvato i Giochi del Mediterraneo, ora serve unità''

Video social del Commissario dei Giochi che vuole fare chiarezza

Massimo Ferrarese, commissario dei Giochi del Mediterraneo 2026 - foto Luca Barone

   Redazione MRB.it

10 Settembre 2025 - 19:00

Tempo di lettura: 3 minuti

«È arrivato il momento di fare chiarezza sui Giochi del Mediterraneo». Con queste parole Massimo Ferrarese, commissario straordinario dell'evento, ha scelto i social per intervenire e rispondere alle polemiche e alle accuse che negli ultimi mesi hanno alimentato dubbi sul futuro della manifestazione.

Il suo tono è fermo e deciso: «Ho il dovere di chiarire, non per un fatto personale, ma perché alcune falsità possono creare grandi danni e già li hanno creati a quello che è il più importante evento mai realizzato nel Sud Italia, che deve svolgersi a Taranto e in Puglia».

Ferrarese ricorda come l'assegnazione dei Giochi fosse già compromessa: «Abbiamo salvato i Giochi per i capelli. A novembre 2023, a Tirana, avevano già deciso di spostarli e toglierli a Taranto. Io sono andato lì e abbiamo convinto il governo, che ringrazio, a investire 200 milioni di euro proprio per questo motivo».

Il commissario rivendica il lavoro svolto in pochi mesi: «Non c'era nemmeno un progetto. Da gennaio 2024 abbiamo fatto tutti i progetti, poi le gare, poi gli affidamenti, e infine abbiamo fatto partire i cantieri. Sono sotto gli occhi di tutti e non sono assolutamente in ritardo. Li controllo quotidianamente con i miei tecnici e vanno avanti come da cronoprogramma».

Ferrarese non nasconde l'irritazione per la diffusione di notizie che definisce “false”: «Queste falsità creano problemi perché vengono ripetute non solo a livello locale, ma anche nazionale e internazionale. Chiunque abbia dubbi può venire nella struttura commissariale, parlare con me e verificare con i miei tecnici lo stato dei cantieri. Ma mentre noi costruiamo, c'è chi demolisce. Se lo fa un cittadino al bar o su Facebook posso capirlo, ma quando lo fanno politici o istituzioni è grave: significa volere il male non solo dell'evento, ma dei cittadini».

Il commissario mette in guardia anche sugli effetti economici delle polemiche: «Gli sponsor, di fronte a un clima di incertezza, esitano a investire, e questo fa perdere risorse al comitato organizzatore».

Ferrarese ricorda inoltre l'eredità ricevuta: «Quando sento parlare di villaggi da 150 milioni di euro, mi chiedo chi lo abbia mai scritto nel masterplan. Io ne ho ereditato uno che prevedeva con 150 milioni la realizzazione di tutti i cantieri e l'organizzazione dei Giochi. Ma come si poteva fare con quella cifra lo stadio da 70 milioni, le piscine da 40 milioni e tutte le altre opere necessarie? Infatti, il governo ha dovuto aggiungere altri 200 milioni per poter andare avanti».

E qui arriva l'attacco più diretto: «Non riesco a capire perché proprio coloro che hanno creato il danno, oggi vengano a dire al sottoscritto, che sta tentando con un miracolo di recuperare quattro anni persi, che siamo in ritardo. Io e la mia struttura lavoriamo dalla mattina alla sera per fare i Giochi del Mediterraneo. Criticità? Certo che ce ne sono, dopo tanti anni di inattività era inevitabile. Ma è paradossale che proprio chi ha generato i problemi oggi diffonda a livello internazionale la notizia che i Giochi non si faranno».

Ferrarese respinge anche le critiche sulle gare d'appalto: «Si è detto che abbiamo penalizzato le imprese locali, ma non è vero. Abbiamo fatto gare al massimo ribasso, che anzi possono premiare le imprese locali, in grado di offrire percentuali di sconto più alte. Il mio dovere è far risparmiare la struttura e utilizzare i fondi anche per strade, parcheggi e altre opere utili al territorio».

Il commissario chiude con un appello all'unità: «Non c'è nulla che possa far pensare che i Giochi non si faranno. Chiedo soprattutto a chi rappresenta le istituzioni e la politica di lavorare tutti nella stessa direzione. Solo così realizzeremo l'evento più importante di sempre. Altrimenti chi continuerà a diffondere notizie false se ne assumerà la responsabilità».

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