C'è un nuovo capitolo che è partito per il calcio a Taranto. Giovedi 7 agosto 2025 è stata una di quelle date da segnare con un bel cerchio rosso perchè è una di quelle giornate da ricordare. Da quel 7 marzo 2025, giorno dell'esclusione del Taranto dal campionato di serie C, sono passati cinque mesi. Senza più vedere le maglie rossoblù in campo, senza il pubblico, senza l'adrenalina della partita, senza il pallone rotolare per un campo di calcio. Dal 7 marzo al 7 agosto. Questo numero sette che rimane impresso. Quasi come una premonizione.

Ora c'è un nuovo sodalizio. La S.S. Taranto 2025. Al timone il Gruppo Finlad dei fratelli Ladisa. Un'indubbia garanzia di solidità e di esperienza nel mondo del calcio. Ultima esperienza fu quella di Monopoli con alcuni importanti risultati ottenuti, riuscendo nell'impresa di portare il Gabbiano nel professionismo. Nel 2018 il tentativo non riuscito di prendere il nuovo Bari dopo il fallimento di Giancaspro. Oggi la nuova sfida si chiama Taranto. Una sfida affascinante. Impegnativa. Complessa. Ma, certamente, stuzzicante. 

In tutto ciò, una riflessione, però, va fatta. Alle 23.59 del 6 agosto solo due sono state le manifestazioni d'interesse. Oltre al gruppo barese risultato vincitore del bando, vi è stata l'offerta presentata dall'imprenditore americano David Warren. Dietro di loro il vuoto. Un po' triste. Un po' sorprendente. Nelle scorse settimane e negli scorsi mesi si era messa in piedi una narrazione che voleva il nuovo Taranto in itinere voluto e desiderato da tanti investitori: locali, nazionali ed internazionale. Una sorta di caccia all'affare. Lo stadio nuovo, i progetti, il settore giovanile, la passione da ritrovare. Insomma, di tutto e di più. 

Nei fatti nulla di tutto quanto preventivato e sbandierato a più venti si è verificato. Ma allora, Taranto e il Taranto erano davvero appetibili? Lo stadio nuovo, considerato il vero gioiello dell' "affare" Taranto, è stato cosi attrattivo? Possibile che la prospettiva di questo contenitore dove far ruotare i destini di questa società non abbia spinto tanti imprenditori a scommettere sul Taranto? Forse, un interrogativo andrebbe posto a chi, probabilmente, poco conosce l'attuale tessuto sociale ed economico della città. Nessun imprenditore della città si è fatto avanti. Forse, davvero il sintomo di una crisi profonda di un territorio che non riesce a scommettere su ciò che di più caro esiste in città: la squadra di calcio. E neanche da fuori c'è stata tutta questa fila di pretendenti. Una sincera delusione dopo tanto parlare e dopo tanti presunti investitori con la fila dietro Palazzo di Città. Quasi, a questo punto, arrivando a dubitare di reali veri interessi a partecipare al bando se non per bieca volontà semplicemente di apparire e di avere qualche titolo di giornale in più.

Ad ogni modo, ora c'è una ripartenza. C'è un nuovo proprietario. Lasciandoci alle spalle polemiche ed emozioni negative, con il Gruppo Ladisa riparte il calcio a Taranto. Nella speranza di scrivere un libro diverso e vincente.