Luigi Garzya si emoziona sempre quando parla di Taranto e del Taranto. Nonostante sul campo la sua esperienza in rossoblù non sia stata indimenticabile, l'ex difensore rossoblù ha sempre parole di elogio per la piazza jonica. In un'intervista esclusiva rilasciata a MondoRossoBlù.it, l'ex calciatore salentino ha parlato del Taranto concentrandosi sull'attualità e sul futuro prossimo, con un piccolo ricordo che porta sempre dentro. Ecco, di seguito, le sue dichiarazioni.
Garzya, lo scorso 7 marzo il Taranto è stato escluso dal campionato di serie C. Una giornata per certi versi storica per il calcio rossoblù ma condita ovviamente da tanta negatività e sgomento. Che sensazioni ha provato?
"Beh diciamo che non è stato un fulmine a ciel sereno. La situazione era nota da tempo e, purtroppo, si è verificato ciò che nessuno sperava e desiderava. Una pagina brutta e triste per Taranto e i suoi grandi tifosi. Sfortunatamente, tutto questo avviene nel momento in cui non hai una società solida e che ha continuità progettuale. Succede quando non hai un'idea valida di calcio e si gestisce non con la necessaria lucidità. Quando non ci sono pilastri, la casa crolla inevitabilmente. Io non mi faccio capace di come una piazza come Taranto non riesca ad avere una società forte e competente, con un bacino d'utenza cosi importante e con un tifo da serie A. E' una domanda a cui non si riesce mai a dare un'effettiva risposta''
Secondo Lei ora che futuro si prospetta per il Taranto?
''Bisogna assolutamente cambiare tutto e azzerare tutto. Taranto ha bisogno di una società seria, forte e con elementi di spessore sul piano gestionale e calcistico. E' ora di cambiare mentalità e modo di vedere il calcio. Poi, con quel pubblico tutto è possibile. Giocare allo stadio Iacovone con quella tifoseria dà una marcia in più e io ne so qualcosa. Poi con il nuovo impianto che si sta costruendo per i Giochi del Mediterraneo, sarà ancora di più una società appetibile. La speranza è che si possa costruire davvero qualcosa di effettivamente nuovo''
Presumibilmente, il nuovo Taranto partirà dal campionato di Eccellenza regionale pugliese. Da esperto di calcio, che campionato sarà?
''Come tutti i campionati, anche l'Eccellenza nasconde le sue insidie. E' chiaro che l'ambiente tarantino non è abituato a giocare su quei campi, a calarsi in quella mentalità. E' altrettanto chiaro, però, che non è possibile che il Taranto possa fare la comparsa in Eccellenza. Deve formare subito una squadra per vincere senza se e senza ma. Altrimenti è inutile ricostruire. Meglio chiudere baracca e burattini. Bisogna subito allestire una squadra per primeggiare in Eccellenza e andare subito in serie D. Poi si potranno aprire nuovi scenari soprattutto con lo stadio nuovo a capienza massima''
Quando Lei parla di Taranto si emoziona sempre nonostante la brevissima esperienza temporale in maglia rossoblù. Che ricordi ha in particolare?
''Sul campo non sono ricordi piacevoli perchè anch'io, insieme ai miei compagni, sono stato vittima di una gestione societaria non positiva con situazioni davvero complicate. C'erano problemi di tutti i tipi. Io sono stato abituato a giocare da professionista in serie A e serie B ma quell'esperienza a Taranto non fu bellissima. In compenso, però, i ricordi più belli sono legati a quella magica tifoseria. Uno stadio da serie A per passione e attaccamento ai colori. I tifosi del Taranto sono straordinari. E con quello stadio rinnovato, fossi un supporter rossoblù, sarei orgoglioso di vedere la mia squadra in un impianto cosi''.
TARANTO FC
Garzya a MRB.it: ''Taranto, è ora di cambiare tutto! Ricordi? Ho sempre quei tifosi nel cuore''
Intervista esclusiva all'ex difensore del club rossoblù
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