Il calcio a Taranto, già sparito a marzo, fallisce. E ringraziamo per questo l'ultimo proprietario e presidente, Massimo Giove, che ha gettato nel baratro quasi 100 anni di storia della maglia rossoblù. E lo ha fatto mostrando, in questi otto anni di presidenza, tutto il repertorio del presidente incapace di far crescere attorno alla sua creatura nessun fiore. Settore giovanile, rapporti economici, istituzionali: nulla di tutto questo è stato curato, in una esaltazione delle proprie convinzioni e dei propri mezzi. Con il risultato che adesso i tifosi raccolgono le macerie della sua gestione.

In questi giorni dovremo focalizzarci su ciò che sarà del Taranto del futuro, ma chiudiamo il capitolo con Massimo Giove, autoproclamatosi “il tifoso numero uno” e “il presidente più vincente della storia”. Un tifoso e presidente che ha il primato di aver fatto scomparire il calcio a Taranto a campionato in corso per la prima volta nella sua storia. E che, sempre per la prima volta, dovrà ripartire da categorie ancora più infime della serie D. Grazie Massimo Giove, insomma.

Giove e le Istituzioni
Negli otto anni di presidenza Giove ha avuto rapporti sempre tesi con l'Amministrazione Comunale guidata da Rinaldo Melucci. In più occasioni comunicati stampa, interviste e dichiarazioni degli interessati hanno fatto capire quanto “amore” non ci fosse tra le parti. Dalla messa a norma dello Iacovone per gli eventuali (e a volte improbabili) ripescaggi, ai richiami dell'Amministrazione comunale sui canoni non pagati, fino alla lotta per i lavori dei Giochi del Mediterraneo e la ferma volontà, da parte di Giove, di evitare lavori faraonici (progetto Gabetti) per evitare di rimanere senza stadio. Tra le diatribe più accese quelle con l'ex Sindaco Melucci e l'ex Assessore Fabiano Marti sul campo B dello Iacovone un lavoro atteso quarant'anni e che ha portato tanto veleno e divisioni.

Tutti gli uomini di Giove
Tra allenatori, Direttori Generali e Direttori Sportivi, consulenti e procuratori speciali, sono tanti i personaggi che hanno ruotato intorno al presidente Massimo Giove.

Direttori Generali: In primis fu Gino Montella, già DG ai tempi del Taranto di Pieroni e Giove Presidente ad inizio secolo. Il passato ritorna, dopo oltre un decennio. Nel dicembre del 2019 il dirigente campano venne sollevato dal suo incarico poche ore dopo che lo stesso fu vittima di beceri atti intimidatori (un manichino appeso dal cavalcavia di Viale Magna Grecia).

De Santis prese per un periodo le redini della società non solo come DS, ma anche come DG, visto che il presidente Giove mandò via nel giro di due settimane sia il DS Sgrona che il DG Montella. L'avventura in riva allo jonio del dirigente barese viene ricordata per il caso Kosnic: nel gennaio 2020 il calciatore serbo venne impiegato durante Taranto – Audace Cerignola, ma senza titolo. Kosnic infatti non era tesserato per il Taranto. De Santis parlò di problemi informatici del portale della Federazione. Insomma, il Taranto e la tecnologia non andavano d'accordo già dall'epoca… Con De Santis DS venne anche epurato Stefano D'Agostino uno degli attaccanti più prolifici degli ultimi anni. La sua avventura terminò con il lockdown.

Vittorio Galigani: dal gennaio del 2020 che iniziava a farsi avanti un vecchio personaggio già conosciuto negli ambienti calcistici tarantini, Vittorio Galigani. Dopo aver scaldato i motori criticando aspramente Giove (appellandolo Zio Fester), l'anziano ex dirigente ai tempi di Blasi entra nelle grazie di Giove (o forse meglio averlo come amico che come nemico...) torna in sella alla società iniziando fin da subito a condurre le danze: nel marzo del 2020 gestisce la proposta di acquisto della società da parte di Tillia, rilasciando dichiarazioni di società sana e di grande amicizia con Massimo Giove. Con i suoi articoli al vetriolo contro la APS Taras diventa il miglior alleato di Giove, diventando il regista di alcune operazioni assurde, come il tentato cambio di logo societario. Galigani comincia ad avere smanie di onnipotenza, commentando negativamente la politica del calcio ad inimicandosi anche i vertici di Lega: viene zittito quando i suoi articoli diventano oggetto di deferimento e successiva inibizione e ammenda al TFN. Fino all'agosto del 2024 Galigani è fido scudiero di Giove, è legale rappresentante della società, è colui che praticamente la guida. E nel momento in cui ha sentito che la nave stava affondando, non ha esitato a fuggire. Il suo capolavoro? Far credere, nell'agosto del 2023 di essere stato allontanato dalla società in modo da far tornare i tifosi allo stadio. In realtà, lui non si era mai mosso ma i tifosi hanno nuovamente riaffollato lo Iacovone.

Direttori Sportivi
Franco Sgrona. L'infermiere in pensione, una vita tra squadre minori del panorama pugliese, dove vive la promozione in C2 del Noicattaro. Porta in rossoblù Matute, Guaita, Versienti, ma la sua avventura finisce ai primi di dicembre, sollevato dall'incarico dal DG Montella, che verrà mandato via dopo due settimane anche lui.

Danilo Pagni: il suo triennale dura solo un mese, il suo lavoro non inizia nemmeno. Lui fa capire che non c'erano i presupposti per le ingerenze di qualche… zio.

Francesco Montervino: arriva nel luglio del 2020 per sostituire Pagni e riesce a rimanere in sella costruendo il Taranto che viene promosso a Venosa e che l'anno successivo si salva in serie C. La sua figura cresce e sparisce quella del DG Galigani, relegato in un angolo. Ma alla vigilia di Picerno – Taranto, ultima, inutile gara di campionato stagione 2021/22 Montervino viene sollevato dall'incarico tramite un messaggio whatsapp del consulente personale del presidente. Soltanto qualche giorno prima, in una intervista, il presidente Giove aveva dichiarato l'intenzione di riconfermare il duo Montervino – Laterza. Inutile dire che anche in questo caso la tifoseria chiese a Giove di andar via, attribuendogli incompetenza.

Nicola Dionisio: il dirigente campano giunge a Taranto nel maggio del 2022 con l'ottima referenza a Brindisi della stagione precedente. Insieme a lui arriva come tecnico Nello Di Costanzo, proprio sulla panchina degli adriatici con Dionisio DS. Entrambi verranno cacciati dopo due giornate di campionato.

Luca Evangelisti: il presidente Giove, insieme al suo consulente personale Galigani richiama a Taranto a settembre 2022 altre due vecchie conoscenze, Luca Evangelisti ed Eziolino Capuano. Evangelisti porta a giocare a Taranto Vannucchi, Raicevic, Semprini, Bifulco e ritrova in squadra anche suo figlio Nicolò. A fine stagione, senza troppi sussulti, Evangelisti e il Taranto si separano (risoluzione consensuale) e il ruolo di DS viene surrogato direttamente da mister Capuano.

Gli allenatori
Michele Cazzarò: quando Giove acquisisce la società trova in panchina già il tecnico tarantino, subentrato alla quarta giornata a Francesco Cozza, storica bandiera della Reggina. Il cammino degli uomini di Cazzarò è buono, ma non abbastanza per contrastare la corazzata Potenza, che sarà promossa in serie C con ben 81 punti, ovvero +13 dagli jonici. Cazzarò si rivede sulla panchina del Taranto nella stagione 2024-25, subentrante a mister Gautieri, ma la sua avventura dura fino a fine Novembre quando rassegna le dimissioni. Il castello del Taranto stava già crollando.

Luigi Panarelli: altro ex calciatore rossoblù, subentra alla vigilia di campionato al posto di Cazzarò (stagione 2018-2019), dopo un mini terremoto societario che porterà via dal CDA Annarita Motolese (al suo posto Tonino Borsci). Il Taranto, che lotta per la promozione diretta, deve cedere al Picerno, che vince il campionato con 78 punti. Il Taranto è terzo, dietro l'Audace Cerignola, che ai playoff regalerà una sonora "manita" alla squadra di Panarelli. Il buon Gigi ritorna in sella nella stagione successiva, subentrando a campionato in corso a Ragno. La seconda esperienza sulla panchina rossoblù è terribile: il campionato viene fermato dal Covid e con il Taranto quinto in classifica e una feroce contestazione contro Giove e Galigani. Troppi i passi falsi dei rossoblù.

Nicola Ragno: Giove gioca il tutto per tutto nella stagione 2019-2020 ed allestisce una squadra per andare direttamente in serie C. Al posto di Panarelli viene chiamato un esperto della categoria, Nicola Ragno. Il tecnico barese dura però solo 8 giornate, raccogliendo quattro vittorie e quattro sconfitte, pagando non soltanto i risultati sul campo quanto la campagna negativa attorno a lui dei soliti noti. Al suo posto ritorna Panarelli.

Giuseppe Laterza: un vero uomo prima che un vero allenatore. Il tecnico fasanese, giovane e in rampa di lancio, ha al suo fianco il DS Montervino ed una squadra che può ambire a tanto, nonostante lo scetticismo iniziale. La storica promozione 2020-2021 arriva all'ultima giornata contro il Lavello, con una rete firmata dal giovane Antonio Santarpia. Le lacrime a fine gara sono di gioia e sono quelle di migliaia di tifosi rossoblù, che portano in trionfo il mister. Squadra che vince non si cambia e Laterza si garantisce una nuova stagione, nel professionismo. I rossoblù hanno come obbiettivo la salvezza e la missione viene compiuta chiudendo al quindicesimo posto in classifica con 39 punti. Laterza lascia a fine stagione, non confermato dalla società, che alla vigilia dell'ultima giornata di campionato aveva dato anche il benservito a Montervino.

Di Costanzo: nuovo DS e nuovo allenatore per la stagione 2022-2023. Di Costanzo si presenta con buone credenziali, dopo la salvezza tranquilla ottenuta col Brindisi nella stagione precedente. Ma la spocchia del duo Dionisio-Di Costanzo dura poco ed entrambi vengono silurati dopo due giornate di campionato, zero punti in classifica e 7 gol subiti.

Ezio Capuano: il totem, l'uomo che non deve chiedere mai. Il ritorno di fiamma tra Giove e Capuano scoppia dopo 23 anni dall'ultima esperienza dell'allenatore di Pescopagano in riva allo Jonio. L'obbiettivo è la salvezza e Capuano riesce a friggere con l'acqua. Addirittura, nonostante ogni pronostico, il Taranto chiude la regular season a pari punti con la Juve Stabia e il Giugliano, ma ai playoff ci vanno le vespe per la migliore classifica avulsa. Un viatico che fa ben sperare per la stagione successiva, con l'obbiettivo di entrare nella griglia playoff. Il campionato del Taranto è a dir poco strepitoso, ma già si sentono i primi scricchiolii che porteranno allo scatafascio. I rossoblù a marzo vengono penalizzati di 4 punti, che significa chiudere il campionato al quinto posto e non più al secondo. Cambia il percorso playoff, che si conclude alla prima partita della fase nazionale contro il Vicenza (0-1 in casa, 0-0 in Veneto). In estate Capuano cerca di allestire una squadra altrettanto competitiva, ma tutto il progetto viene smantellato a fine luglio e il tecnico rassegna le dimissioni.

Carmine Gautieri: chiamato in estate per sostituire Capuano, si ritrova una rosa completamente diversa da quella allestita dal tecnico di Pescopagano. I risultati sono terribili, ma le fondamenta della società non ci sono più. Lascia il Taranto ultimo in classifica, in totale abbandono.

Pino Murgia: dopo la parentesi Bisignano, allenatore della Under15, il Taranto trova con molta difficoltà un tecnico col patentino giusto per allenare in terza serie. Murgia guida un branco di ragazzini mandati allo sbaraglio ogni domenica, ma il mister non lesina commenti tecnici a dir poco allucinanti a fine di ogni gara. La sua inutile esperienza sarà legata al fallimento sportivo del Taranto a filo doppio.


Le contestazioni dei tifosi
Il muro di cinta dello stadio attorno alla porta carraia degli spogliatoi è sempre stata negli anni megafono della protesta dei tifosi: oltre le tantissime manifestazioni di dissenso contro atti più o meno formali (l'ultimo è ancora visibile) nel marzo del 2020 in pieno lockdown appeso al cancello degli spogliatoi venne appesa la testa di un maiale con la scritta GIOV€, protesta mai rivendicata né dai gruppi né da altri cani sciolti.
In giro per la città. Invece, tanti adesivi, da Giovexit a Giove vattene a Liberate il Taranto. Ma in giro per Taranto si è trovato anche di peggio: nel febbraio del 2020 davanti ad un rinomato locale del lungomare, venne trovata una testa di agnello con la scritta “DS sporco barese”, con riferimento a Vincenzo De Santis.
I gruppi organizzati entrano in contestazione con la società in diversi momenti come nel 2023, quando poi fecero dietrofront davanti al comunicato societario che allontanava il dirigente Vittorio Galigani. In realtà era una bugia, ma i gruppi tornarono lo stesso allo stadio. L'ultimo periodo di contestazione, dopo l'ottima annata chiusa ai playoff con Capuano in panca, si caratterizza per l'esposizione di un unico striscione "Liberate il Taranto" e dalla aperta contestazione verso la proprietà, che porta a multe seriali, sia in casa (fino a quando si è giocato con i tifosi) che in trasferta.