TARANTO FC

Corsa, sacrificio e assist. Come Mastromonaco è diventato un punto fermo del Taranto

Con Capuano in panchina le ha giocate tutte, alla conta mancano solamente i gol

foto Luca Barone

   Cosimo Palumbo

09 Dicembre 2022 - 15:15

Siamo quasi al giro di boa di questo campionato, una prima parte di stagione che ha visto il Taranto protagonista di un cammino altalenante che attualmente colloca la formazione ionica al quindicesimo posto con venti punti, utili per conservare un vantaggio di più uno dai playout e per non perdere il treno playoff, distanti una lunghezza.

Tra i protagonisti di questi mesi c’è Gianluca Mastromonaco. Giunto in rossoblù nel 2020, dopo due anni sotto la gestione di Laterza, con cui ha ottenuto una promozione diretta in Serie C e una salvezza, il classe 2000 quest’anno sembra essersi definitivamente guadagnato la fiducia di tutto l’ambiente. Tra i pochi superstiti della rivoluzione estiva, l’esterno è entrato in pianta stabile negli undici titolari, aiutato anche dalla scelta di optare per il 3-5-2. Per minutaggio, infatti, con 1270 minuti giocati, è il quarto alle spalle di Antonini, Manetta e Guida, altri elementi imprescindibili. Con l’arrivo di Capuano, subentrato a Di Costanzo il 12 settembre, Mastromonaco ha giocato tutte le gare per novanta minuti, ad eccezione dei quaranticinque disputati contro Turris e Andria e dei settantasei nell’ultima partita di Pescara. Dati che lasciano intendere come il numero 72 sia diventato un vero e proprio fedelissimo del tecnico campano, in grado di dargli costantemente quella fiducia che è stata ripagata con quattro assist, corsa, dedizione e sacrificio, come quando è stato schierato come mezzala, oltre a prestazioni importanti come, per esempio, quella fornita contro il Crotone.

L’unica nota negativa sono le reti, con il tabellino che, un po’ per sfortuna e un po’ per imprecisione, è fermo ancora a quota zero. Un dato però destinato a variare prima o poi.



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