NUOVO STADIO IACOVONE

Nuovo Iacovone, Ferrara: ''Per Taranto occasione unica. Non escludiamo entrata nel club''

Le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Esperia Investor
   Redazione MRB.it

21 Novembre 2022 - 18:45
RASSEGNA STAMPA
Articolo tratto da Corriereditaranto.it

L'amministratore delegato di Esperia Investor, il tarantino d’origine e milanese d’adozione, Antonio Ferrara, risponde ad alcune perplessità avanzate dall’opinione pubblica riguardo il progetto del nuovo stadio “Iacovone”, presentato ufficialmente la scorsa settimana.

Dottor Ferrara, partiamo dalla capienza (16
.306), una buona parte dei tifosi la ritiene sottodimensionata rispetto alle reali potenzialità di una città come Taranto. Cosa risponde a tal proposito?
«E’ stato condotto un apposito studio che fa riferimento alla media degli spettatori paganti e sottolineo paganti, degli ultimi 30 anni. Posso tranquillamente affermare che la media venuta fuori era inferiore (tra i 12 ed i 13 mila, requisito minimo per un impianto Uefa 4 ndc) alla capienza che poi abbiamo deciso di destinare al nuovo stadio. Solo in 4 occasioni negli ultimi 12 mila giorni di vita, lo “Iacovone” è stato occupato per intero. Abbiamo progettato uno stadio che fosse economicamente sostenibile. Sa quanto costerebbe in più aggiungere 4 mila posti per arrivare ai 20 mila di cui in tanti parlano? Ben 12 milioni di euro. Noi punteremo a destinare circa il 50% della capienza agli abbonati (7500, ndc) con un piano di fidelizzazione conveniente, come accade più o meno ovunque in Europa. Abbonarsi converrà e consentirà al tifoso assiduo – e non a quello occasionale – di garantirsi i top match ad un costo contenuto».

Altra questione sollevata dai web tifosi del Taranto è la ridotta capienza dei settori più popolari...
«Si andrà allo stadio per vivere un’esperienza unica, non solo per vedere la partita. Per questa ci sono le pay tv e lo streaming. Lo stadio sarà vissuto non solo per le due ore circa dell’avvenimento sportivo ma è stato concepito come esperienza per  famiglie. Si potrà visitare il museo, fare shopping, pranzare e poi accomodarsi per tifare la propria squadra del cuore a pochi metri dal rettangolo di gioco. Posso assicurarvi che l’accesso allo stadio, per il tifoso, sarà sostenibile dal punto di vista economico e ne abbiamo fatto menzione nel Piano Economico Finanziario presentato. Taranto ha bisogno di un impianto moderno e funzionale, lo Iacovone, cosi come è ora, ha assorbito negli ultimi 10 anni ben 5 milioni di euro di soldi pubblici per interventi di manutenzione. Quando ho portato l’architetto Zavanella (Gau Arena, ndc) per un sopralluogo, da tarantino sono stato in imbarazzo per le condizioni in cui abbiamo trovato la struttura».

Avete trovato altri investitori per realizzare questo progetto (45 milioni per lo stadio, 25 milioni per l’albergo, ndc)?
«Ci sono interlocuzioni avanzate che definiremo nelle prossime settimane, di più non posso dire».

Il nuovo “Iacovone” per quanti anni sarà dato in gestione?
«Abbiamo chiesto la gestione per 90 anni».

La Red Sport srl , di cui lei è socio con il 38% delle quote, che ruolo avrà?
«Andava costituita una società ad hoc che avesse come oggetto principale della sua attività, la gestione di impianti sportivi polivalenti; cosi come ho costituito la Blue Sport srl – e le do una notizia – per un progetto di costruzione di quattro campi da calcio regolamentari a Lama, più foresteria per eventuale settore giovanile ed un campo da Padel».

Una volta ultimato, il nuovo Iacovone sarà un contenitore da riempire con un contenuto all’altezza
. Non sarebbe certo economicamente vantaggioso ospitare un club di calcio che galleggia sopra la linea di sopravvivenza in Lega Pro.
«Auspico che l’attuale proprietà abbia delle prospettive differenti dalle attuali, in caso contrario bisogna capire se esprime la volontà di vendere, perché è chiaro che abbiamo progettato una struttura destinata ad ospitare campionati di serie A e B. Il calcio moderno ci insegna, ormai, che un club non può più essere sostenibile economicamente se al vertice vi è una sola persona, a meno che non si tratti di arabi o cinesi. Il modello sostenibile da seguire, ad esempio, è quello del Lecce, composto da più soci».

Le rifaccio la stessa domanda che le ho fatto martedì scorso in occasione della presentazione ufficiale del progetto, voi della Experia Investor sareste interessati all’acquisizione del club in modo da avere il pacchetto completo a disposizione (stadio+società)?
«Le rispondo alla stessa maniera, ossia che non lo escludiamo. Qualora, ovviamente, vi fosse la volontà dell’attuale proprietario di vendere».

Ammesso che il Taranto FC 1927 fosse messo in vendita oggi, chi è quel folle che oltre ad accollarsi gli eventuali debiti pregressi, acquista sapendo di doversi trovare un’altra casa per le prossime tre stagioni sportive, in modo da consentire l’abbattimento e la ricostruzione dello Iacovone?
«La storia calcistica di Taranto negli ultimi 30 anni è nota a tutti; stringere i denti per 3 anni ne vale la pena, anche perché il nuovo “Iacovone” sarà il primo incedibile top player a disposizione per un’ipotetica serie A. Cosi come è stato concepito, questo stadio è uno dei più all’avanguardia in Europa attualmente. Guardate che questa per Taranto è un’occasione unica, imperdibile, una sorta di “last call”. »

E lei che è tarantino d’origine sarebbe una sorta di profeta in patria.
«Vorrei contribuire a cambiare la narrazione di questa città, sto provando ad accendere i riflettori su di una Taranto differente da quella percepita fuori dalla Puglia che è la solita legata all’acciaio, alle ciminiere, e , purtroppo, alle morti per inquinamento. Taranto è bellissima ed ha bisogno di una strategia comunicativa differente, come quella che ha avviato da qualche anno l’amministrazione comunale».

Fonte: corriereditaranto.it



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