STADIO IACOVONE

GDM: Taranto, ecco l'hotel nell'area dello stadio: parla l'archistar Marco Piva

Le parole del progettista sul cambiamento dello skyline della Salinella: ''non sarà impattante''
   La Gazzetta del Mezzogiorno

20 Novembre 2022 - 08:30
RASSEGNA STAMPA
Articolo tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno

«Avremmo potuto pensare ad una struttura bassa, estesa orizzontalmente. Avremmo, forse, potuto immaginare una cosa normale, ma abbiamo cercato anzi ricercato di curare ogni minimo particolare». Lo afferma, in un’intervista concessa alla Gazzetta, Marco Piva, architetto milanese progettista del business hotel che sorgerà nell’area in cui verrà costruito il nuovo stadio “Iacovone”. Piva, avendo lavorato in cinque continenti e per marchi importanti quali ad esempio Bulgari, merita l’etichetta di archistar.

Architetto Piva, come avrà visto nel corso dei suoi sopralluoghi, lo stadio di Taranto insiste in una zona della città periferica e peraltro limitrofa ad aree che scontano decenni di abbandono. Un hotel alto 80 metri non è fuori contesto? E le sue dimensioni non sono eccessivamente impattanti dal punto di vista ambientale?
«Domande legittime, ma ad entrambe rispondo con un duplice no. Certo, ci sarebbero state delle alternative meno, per dir così, ambiziose ma abbiamo puntato in alto per un motivo preciso».

Quale?
«Una struttura così alta cambierà lo skyline (dall’inglese panorama urbano, ndr) di quella parte del quartiere Salinella che, certo, ora versa nelle condizioni che chi abita a Taranto conosce bene, ma che verrà completamente rigenerata e riqualificata dal progetto di Esperia Investor e Gabetti relativo alla costruzione del nuovo stadio e dell’annessa area delle attività commerciali. La torre di 17 piani che costituirà l’hotel consentirà di guardare dall’alto la parte commerciale e lo stadio stesso e poi la zona della Salina Piccola. Si creerà, dunque, un benefico intreccio tra la modernità rappresentata dall’hotel e la natura circostante. E poi, rispetto alla perplessità posta nella domanda, da quello che ho visto mi sembra che Taranto sia abbastanza sviluppata in altezza. Il capoluogo ionico, grazie al nostro progetto, avrà un altro simbolo».

Chi saranno i potenziali clienti del futuro business hotel?
«Turisti, uomini d’affari, delegazioni straniere. La struttura, infatti, offrirà diverse soluzioni visto che ci saranno 150 camere, includendo in questo numero anche degli appartamenti che saranno sistemati dal 13mo al 15mo piano. La mia idea, infatti, regge sul fatto che un hotel debba essere il più possibile simile ad una casa e per questo ci saranno queste sistemazioni più comode e più ampie per chi avrà soggiorni più lunghi a Taranto».

È facile immagine, però, che le tariffe saranno economicamente importanti. Che ne pensa?
«Naturalmente, non spetterà a me stabilirle ma alla società che gestirà l’hotel. Posso, però, anticipare una cosa. Sarà una struttura aperta alla città».

In che senso?
«Nel senso che sia l’area ristorazione (ristorante, lounge bar) che quella dedicata al benessere del corpo non saranno utilizzabili solo dai clienti. E questo è stato voluto proprio creare quella interazione a cui mi riferivo inizialmente».

Quale altro particolare può svelarci rispetto agli elementi già illustrati, martedì scorso, nel corso della presentazione del progetto - stadio Iacovone?
«Il parcheggio destinato alle auto non si potrà vedere dall’esterno. I mezzi dei clienti verranno disposti su due livelli alle spalle della struttura e poi queste aree si congiungeranno con un’area verde e un parco. E poi, non so se quest’aspetto è stato messo in evidenza al Circolo ufficiali, nella zona della ristorazione ci sarà anche una piscina».

Architetto, è preoccupato del fatto che il suo progetto ricada in un’area definita a rischio di dissesto idrogeologico?
«No, visto che non faremo costruzioni sotterranee. E poi, nelle interlocuzioni avute, i tecnici di Comune e Asset mi hanno assicurato che ci sono già le risorse e si è già in fase di progettazione per superare questo rischio».

Quanto ci vorrà per costruirlo?
«Dal momento dell’autorizzazione definitiva da parte del Comune di Taranto, 3 anni - 3 anni e mezzo dovrebbero essere sufficienti per la sua realizzazione».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno



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