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Quotidiano: Taranto, il cuore oltre l'emergenza. Diaby entra e stende la Viterbese

Dalla rassegna stampa di oggi

Foto Luca Barone

   Quotidiano di Puglia

14 Novembre 2022 - 10:01
RASSEGNA STAMPA
Articolo tratto da Quotidiano di Puglia

Lo Iacovone anche vuoto è il fortino nel quale il Taranto riesce spesso a vincere. Ci è riuscito anche ieri contro la Viterbese, all'apice di una sfida ad alto tasso di agonismo e con molte chiavi interpretative che alla fine arridono ai ragazzi di Capuano. Il tecnico, tra assenze, squalifiche e giocatori a mezzo servizio, non può far altro che utilizzare gli stessi di Picerno, con Loliva in porta nelle veci dell'appiedato Vannucchi e Tommasini in avanti al posto di La Monica. Il modulo è sempre 3-5-1-1 con Mastromonaco adattato a fare l'interno di mediana.

Senza lo squalificato attaccante Marotta, il trainer laziale Filippi (un ex) vira al 3-5-2: i viterbesi muovono spesso la palla da destra a sinistra e provano a fare densità sulla trequarti tarantina, specie nei primi 10'. Quando, precisamente al 7', potrebbero passare per effetto di una doppia clamorosa occasione. Rodio arriva sul fondo da sinistra, il suo traversone basso (sporcato) capita sui piedi di Volpicelli che calcia a colpo sicuro ma Manetta salva, sfera ad Andreis che da pochi passi centra in pieno la traversa. Il Taranto fa scorrere il brivido, ma dal pericolo scampato trae energie positive per la sua partita, giocata con ordine ma con soluzioni limitate, basate essenzialmente sul recupero palla e la ricerca della verticalizzazione, quasi sempre sbagliata o intempestiva. Ma al quarto d'ora i rossoblù passano: punizione di Labriola, incornata di testa di Antonini e l'eterno Fumagalli difettosamente non trattiene: 1 a 0. La rete concede fiducia, campo e palleggio ai tarantini, che potrebbero usufruire di un enorme calcio di rigore alla mezzora, quando Ferrara entra in area e su di lui frana Ricci: incredibilmente l'arbitro ammonisce Ferrara (peraltro diffidato) per simulazione. In panchina Capuano è una furia, ma ha ragione da vendere. Il resto della prima frazione è di puro controllo ionico, anche perché la Viterbese affonda poco e male. La palla del pari sta solo nella punizione di Volpicelli, che Loliva provvidenzialmente toglie dall'incrocio dei pali.

Il secondo tempo vive due fasi distinte: nella prima parte gli ospiti dominano il possesso, alzano il baricentro e aumentano il ritmo alla ricerca quasi forsennata del pari. E' una superiorità fatta soprattutto di ampiezza per liberare il cross, ma quasi mai i laziali sfruttano la brillantezza tecnica di alcuni singoli, come Mungo e Volpicelli per esempio. La difesa tarantina tiene, le energie calano ed allora occorre utilizzarle nella propria metà campo. Il pareggio arriva comunque: cross di Rodio da sinistra, destro al volo di Andreis e palla sotto la traversa. Dall'1-1 inizia il secondo segmento della ripresa, per certi versi inaspettato. Perché il Taranto ha uno scatto di orgoglio, ritrova riserve di vigoria, complice decisivo l'innesto di Diaby (avvenuto qualche minuto prima della rete gialloblù). E' l'ivoriano ad immettere scintille di pressing e pillole di leadership, cui si abbina l'esperienza nel tener palla di Infantino, subentrato a Tommasini (La Monica aveva rilevato l'ancora spento Guida). Alcune circostanze si manifestano: al 74' sulla torre di Infantino, né Manetta né La Monica riesce il tap in.

Due minuti più tardi l'azione della giornata: Mastromonaco di sinistro crossa e Diaby al volo col mancino toglie tempo e fiato a Fumagalli, gonfiando la rete ed esultando sotto la curva nord deserta. Esultano tutti e nella mente e nel corpo dei rossoblù c'è ancora ossigeno per proteggere il bottino. Aiutati dalla seconda strepitosa parata di Loliva sul destro violento di Rodio e dalla buona sorte quando al 94' Volpicelli, da due passi, di testa mette a lato. Vittoria fondamentale, prima di un ciclo terribile che domenica propone in trasferta la Virtus Francavilla.

Fonte: Quotidiano di Puglia



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