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Quotidiano di Puglia: Taranto, non solo torti. Ci sono pure tanti limiti

Dalla rassegna stampa di oggi

Foto Luca Barone

   Quotidiano di Puglia

08 Novembre 2022 - 08:30
RASSEGNA STAMPA
Articolo tratto da Quotidiano di Puglia

Occorre una premessa: da immagini, replay, fotogrammi e dinamica dell'azione, il rigore su Tommasini c'era ed era anche evidente. Quindi non vedersi concedere un penalty rimane una recriminazione forte, legittima; la sua giusta concessione probabilmente avrebbe poi inciso sull'esito di Picerno-Taranto, evitando anche gli strascichi di nervosismo di fine partita che costeranno caro nell'immediato tra squalifiche e conseguenze emotive.

Forse gli ionici sono in credito con alcune direzioni di gara, ma in questi casi indugiare nelle proteste, nelle lamentele e negli eccessi rischia di ritorcersi contro, perché defocalizza dalle cause più importanti che hanno determinato le ultime due sconfitte ed in particolare quella di domenica: assenze e inadempienze. Alla base di tutto c'è la modestia della rosa costruita in estate, ma di questo si era avuta evidenza fin dalle prime esibizioni: ribadirlo non è un esercizio di ripetitiva memoria, ma la deduzione che i limiti nel medio periodo riaffiorano sempre inchiodando alla realtà delle cose. Il lavoro di Capuano ha coperto questi limiti, li ha mascherati con l'equilibrio del modulo, con il baricentro al limite della propria area di rigore, con grinta impressa ad un gruppo diligente e pronto al sacrificio, ma pur sempre zeppo di limiti. Tanti, troppi per stare tranquilli e pensare che ci si possa salvare senza soffrire o, a gennaio, senza intervenire radicalmente e pesantemente (sul piano economico) sul mercato.

In questa estenuante attesa della campagna acquisti (e cessioni), il Taranto non è aiutato dalla contingenza. Troppi infortuni, una quantità poco gestibile da chiunque. La debole reattività della squadra a Picerno è figlia anche di un calo fisico inevitabile, di calciatori spremuti fino all'osso senza possibilità di poter rifiatare. Tutto vero. Tutto giusto. Tutte cause che impediscono il progredire del lavoro, che ostacolano la fase di costruzione del gioco, che lasciano sospeso ogni giudizio analitico.

Ma il calcio è pure episodi, situazioni, errori ricorrenti, comportamenti recidivi, circostanze che si trascinano da inizio stagione. E dunque punti che si perdono, a prescindere da dove si depositi il merito nella più ampia analisi del gioco. E per chi si deve salvare, non importa come o con quali giocatori, quindi nel caso del Taranto, gli errori hanno importanza basilare. Di quello di Guida (palla persa) e del giovane Evangelisti (intervento a vuoto) nel gol preso con il Giugliano si è detto tutto la settimana scorsa. Lo stesso allenatore disse che un «calciatore di Capuano non può effettuare giocate del genere...».

Viene adesso da chiedersi se una squadra capuanizzata possa prendere analogamente i due gol incassati domenica. Sul primo l'imbolsito (ma bravo) Reginaldo prende palla sull'esterno, cammina indisturbato poco dentro l'area ma decentrato sul vertice e tira di interno/punta (come fosse calcio a 5) e infilza il disattento Vannucchi. Dov'è la pressione sull'attaccante? Sul secondo c'è un errore di posizionamento collettivo clamoroso: sul cross da destra in quattro coprono l'area piccola (erano in tre dei lucani pronti a saltare) e nessuno si occupa del secondo palo, dove sbuca Esposito e segna la rete decisiva. Sono più gravi queste inadempienze o è più pesante l'errore dell'arbitro?
In attesa di sciogliere l'enigma, occorre prepararsi alla sfida di domenica con la Viterbese. Ancora una volta con tanti assenti.

Fonte: Quotidiano di Puglia



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