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Quotidiano di Puglia: Taranto, ora la priorità è svuotare l'infermeria

Dalla rassegna stampa di oggi

Foto Luca Barone

   Quotidiano di Puglia

01 Novembre 2022 - 08:30
RASSEGNA STAMPA
Articolo tratto da Quotidiano di Puglia

C'è più da soffrire che da capire. Il Taranto è ormai decifrato dopo undici giornate, due allenatori ed una media punti appena sopra l'attuale quota salvezza, attribuibile al pragmatismo di Capuano. Gli infortuni affaticano il percorso, lo privano di alternative spendibili più a far rifiatare il gruppo che a variarne lo scarno repertorio tecnico.

Non è un aspetto di poco conto, se si considera che dal mercato dei disoccupati è arrivato quanto possibile e che occorrerà attendere la finestra di gennaio per intervenire in modo serio. Fare legna col poco a disposizione è mestiere nel quale l'allenatore è abile. Fin quando alle sue esternazioni la squadra risponderà con l'applicazione vista sinora. Il rammarico puntuto con cui il trainer ha commentato la palla persa da Guida (giocata da circo Orfei) andrà verificata con la risposta sul campo del giocatore nelle prossime uscite. Non è l'errata gestione della sfera a spostare il vero bilancino del giudizio. Guida, alla sua prima esperienza nel professionismo, era in calo fisiologico già da diverse partite. Una regressione comprensibile, fisica e di apporto alla squadra. Ma è un calciatore che va recuperato alla causa, perché non c'è molto altro nell'espressione offensiva del Taranto se non qualche guizzo del fantasista, qualche sua conclusione o dribbling e qualche suo movimento a legare il gioco, stando vicino all'area avversaria. C'è poco altro da segnalare.

Il Taranto fa fatica anche solo ad avvicinarsi all'area avversaria, figurarsi a riempirla. Resta da stabilire se questa povertà nella fase di possesso sia dovuta alle tante assenze ed alla necessità di focalizzarsi sui punti, ovvero se sia causa di una insufficienza diffusa nelle qualità tecniche della rosa oppure ancora se il percorso di Capuano debba completarsi proprio con un lavoro specifico sulla produzione offensiva. Si tratta di un concorso di cause come quelle elencate. Senza Raicevic (infortunio lungo), Tommasini e Panattoni nel pacchetto delle prime punte, non è facile aspettarsi tanto di più o qualcosa di meglio di quanto si veda ora. Ciò detto si torna alla considerazione iniziale: per proseguire in un cammino di punti (anche pochi ma buoni), la formazione tarantina non può che continuare ad esaltarsi nella sofferenza, a contenere, a pressare, a sfinirsi anche solo per un pareggio. Non c'è contesto differente possibile. Ma anche per esprimersi nel sacrificio, occorre avere gambe ed energia. Ed allenarsi su campi che non siano un pericolo costante per muscoli e tendini.

Tranne Provenzano (ernia), la sfilza di infortuni è raccapricciante. De Maria, Brandi, Diaby, Labriola, Panattoni, Raicevic, Tommasini, Ferrara, Antonini: sono tutti quelli colpiti nell'ultimo mese e mezzo da guai di varia natura e che pur giocando, in alcuni casi, lo fanno grazie ad antidolorifici ed al culmine di settimane di mancati allenamenti.

Il tecnico ha evidenziato la gravità della situazione, ma spetta alla società interrogarsi su cosa fare per prevenire e migliorare questo andazzo. Che non è nuovo, basti pensare ai tanti infortuni dello scorso anno. Non a caso il club ieri ha comunicato che il Comune ha avviato gli interventi di semina sul manto erboso dello Iacovone, con la speranza che già per il prossimo match interno con la Viterbese del 13 novembre, il campo sia più giocabile e meno pericoloso.

Fonte: Quotidiano di Puglia



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