TARANTO FC

Prosperi: ''Taranto e Francavilla, tocca a voi''

Dalla rassegna stampa di oggi

Foto Luca Barone

RASSEGNA STAMPA
Articolo tratto da Quotidiano di Puglia

Una lunga carriera nelle fila del Taranto di cui, per un breve periodo, è stato anche allenatore, ma Fabio Prosperi, abruzzese di nascita e pugliese d'adozione, è uno dei profili maggiormente esperti sul fronte serie C. Nello scorso biennio, inoltre, al timone del Vastogirardi, ha avuto alle sue dipendenze Michele Guida, il gioiellino che sta facendo faville in rossoblù.

Mister Prosperi, inizi diametralmente opposti per Virtus Francavilla e Taranto: solite certezze in casa biancazzurra, già un avvicendamento tecnico in riva allo Ionio.
«La Virtus Francavilla, ormai da anni, porta avanti un progetto solido e concreto, merito di un quadro dirigenziale e societario degno della categoria. Il presidente Magrì e i suoi collaboratori vogliono fare le cose per bene e, puntualmente, lo dimostrano. Il Taranto ha cambiato tanto ed è quasi fisiologico che serva tempo per carburare. La rivoluzione, però, non credo sia figlia dei risultati perché, dopo due partite, non è ancora tempo di giudicare: forse, alla base, vi era una divergenza di vedute che si protraeva ancor prima dell'inizio del campionato».

Ritiene che i biancazzurri possano puntare, se non al primo posto, almeno a una posizione playoff alta?
«Il calcio non è una scienza esatta, ma quantomeno sulla carta credo che Catanzaro, Crotone e Pescara siano le più attrezzate. È evidente, però, che la Virtus possa agire da outsider perché le carte in regola ci sono tutte».

Il Taranto, invece, può ambire a qualcosa in più della salvezza?
«Credo che la salvezza sia il primo paletto in assoluto e che, al momento, non si debba parlare di altro perché Capuano ed Evangelisti sono arrivati da poco ereditando un progetto ideato da altri e hanno bisogno di tempo per rimettere in sesto la situazione. La risposta potrà arrivare strada facendo: per i playoff c'è tempo, siamo ancora in prossimità della quinta giornata. Ripeto, però, è fondamentale, in primis, mantenere la categoria».

In rossoblù sta brillando la stella di Michele Guida: la sorprende il modo in cui il fantasista stia riuscendo a imporsi in C?
«Mi sorprendeva più che altro che nessuno lo avesse notato al termine del primo anno al Vastogirardi, quando mise a segno 8 reti. Nella precedente stagione ha realizzato 20 gol, ma al di là dei numeri, è un calciatore che ha una visione di gioco straordinaria e che ha l'umiltà di ascoltare. Ora è sulla bocca di tutti, ma per me è quasi normale che stia facendo bene».

Il ds della Virtus, invece, è Angelo Antonazzo, suo compagno di squadra ai tempi di Taranto: si aspettava, per lui, un ruolo dirigenziale così prestigioso?
«La sua presenza in un ruolo così importante non mi meraviglia. Angelo conosce alla perfezione il calcio e l'ambiente-calcio soprattutto e a Taranto, soprattutto nelle difficoltà, era uno dei miei scudieri. Ha carattere e questo, alla lunga, paga. Ancora oggi, tra di noi, c'è un ottimo rapporto e sono felice per lui».

Tornando a parlare di Taranto, è una piazza che conosce alla perfezione avendoci giocato e anche allenato. Una parte della tifoseria contesta l'attuale proprietà: ritiene che una svolta in termini di risultati possa attenuare il tutto?
«Chi lavora a Taranto, in qualunque veste, deve aspettarsi una situazione che può mutare da un momento all'altro: io ricordo, ad esempio, che al mio primo anno in rossoblù vincemmo un campionato, ma Evangelisti e Galigani erano comunque contestati. Io sono stato acclamato, ma anche contestato duramente, eppure oggi vivo a Taranto e sto bene perché la gente ha apprezzato ciò che ho fatto per questa maglia. I risultati aiutano e la squadra deve rimanere concentrata soltanto sulle vicende di campo».

Dopo la parentesi Campobasso, culminata con l'esclusione dalla C, cosa si aspetta Prosperi per il futuro?
«Non posso far altro che aspettare, ma è chiaro che dispiace aver perso l'occasione di allenare in C dopo tanta gavetta. La mia scelta sarà oculata perché non posso permettermi di sbagliare: da allenatore del Taranto feci degli errori e lo riconosco, anche se lasciai una squadra in linea con l'obiettivo salvezza che poi retrocesse direttamente con una giornata d'anticipo. Qualcosa si è mosso: serve serietà, la categoria è soltanto una conseguenza».

Fonte: Quotidiano di Puglia



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