TARANTO FC

L'Edicola del Sud: Diaby, il Taranto ha il suo rinforzo a costo zero

Dalla rassegna stampa di oggi

foto Luca Barone

RASSEGNA STAMPA
Articolo tratto da L'Edicola del Sud

Come se avesse fatto un acquisto. Il rientro di Aboubakar Diaby, a un anno dal brutto infortunio di Pagani dove il Taranto perse 2-1 in pieno recupero con un gol della vecchia volpe Piovaccari, è a tutti gli effetti un rinforzo. Non a parole, ma nei fatti. Eziolino Capuano l'ha inserito al primo della ripresa nel derby con l'Andria e ha avuto ragione anche in questo. Ha, cioè, atteso il momento giusto per farlo. «Io non mando i miei giocatori al macello» ha detto con un'espressione forte, ma che rientra nel suo modo deciso di esprimere concetti e idee, condivisibili o meno che siano. «L'ho inserito quando ritenevo che potesse realmente dare qualcosa alla squadra e mi pare abbia fatto bene». Più che pare.

Diaby ha letteralmente spaccato la partita. A neanche cinquanta secondi dal suo rientro, tra gli applausi dei circa duemila tifosi tarantini, si è procurato lo spazio e il tempo per battere a rete da posizione defilata all'interno dell'area di rigore. La conclusione, sul primo palo, ha trovato i guanti di Zamarion attento nella circostanza. L'unica occasione di mirare allo specchio andriese è stata questa, ma a centrocampo ha giganteggiato, perché la mezzala ha due armi che altri non hanno. Intanto ha due leve che gli permettono di correre come se indossasse gli stivali delle sette leghe, usate nei racconti di Charles Perrault. In secondo luogo ha un fisico che gli permette di vincere nove contrasti su dieci, in qualunque zona del campo avvengano. Usandole nello stesso tempo procede a dribblare di potenza e in velocità l'avversario che si frappone sul cammino. Il suo recupero è, senza possibilità di smentita, una manna dal cielo e decisivo per portare in Taranto nel più breve tempo possibile, fuori da una situazione pericolosa si classifica. Anche se agisce in una zona diversa è come se facesse coppia con Guida, che gioca venti metri avanti e ha un fisico da “abatino”, per usare una formula del calcio parlato di un po' di anni fa. Due strutture fisiche diametralmente opposte che si compensano, perché quando il primo avrà recuperato piena autonomia, vale a dire novanta minuti nelle gambe, sarà la chiave per allentare la tenuta delle difese avversarie e lasciare campo libero a Guida per togliere le ragnatele dagli incroci dei pali, come ha dimostrato di sapere fare.

Fonte: L'Edicola del Sud - Giuseppe Di Cera



Scroll to Top