GIOIELLA PRISMA TARANTO

L'estate azzurra di capitan Falaschi, orgoglio e gloria da Taranto a Orano

Intervista al palleggiatore della Gioiella Prisma Taranto Marco Falaschi

foto Luca Barone

Il capitano azzurro Marco Falaschi, già capitano dei rossoblù, rientra con un prestigioso bronzo dai Giochi del Mediterraneo.
Ma ripercorriamo tutte le tappe di questa estate azzurra che ha visto Marco conquistare il terzo gradino sul podio ad Orano, in Algeria, sede dei Giochi del Mediterraneo.
La prima convocazione azzurra era arrivata già all'inizio di maggio, insieme agli altri 3 giocatori rossoblù: Gironi, Stefani e, qualche giorno più tardi, anche il gigante buono Di Martino.
Quattro atleti rossoblù che con orgoglio e soddisfazione della Presidenza Prisma e sotto gli occhi di mister Di Pinto, che li ha visti crescere giorno dopo giorno sotto la sua sapiente ala, hanno così raggiunto Cavalese per il collegiale di Mister De Giorgi.
Da lì dopo settimane di preparazione, un gruppo, con Falaschi e Gironi è partito per Ottawa in Canada , per disputare la prima tappa di VNL, agli inizi di giugno.

Gli azzurri hanno disputato un’ottima prima fase di VNL e al loro rientro Marco ha continuato il collegiale a Cavalese, prima di apprendere della convocazione per Orano, in Algeria, insieme a Gironi e Di Martino, per disputare i Giochi del Mediterraneo qualche settimana più tardi.
A Orano gli azzurri capitanati proprio da Marco Falaschi collezionano numerose vittorie nette, e giungono in semifinale sabato 2 luglio battendo la Turchia ai quarti. Purtroppo però la Croazia si rivela un avversario troppo ostico e l’Italia è costretta a cedere il passo perdendo 3-1 dopo quasi due ore e mezza di match.
Ma senza demordere, sotto la carica e leadership del capitano, con un Gironi in campo scatenato nel ruolo di opposto, la Nazionale azzurra batte con una partita al cardiopalma la Francia per 3-1 e conquista la medaglia di bronzo.

Capitano, raccontaci le tue emozioni a Orano dopo la conquista del terzo gradino del podio:
Sono state sensazioni positive, torno con una bella soddisfazione perché comunque per come è andata verso la fine della manifestazione sportiva, conquistare un bronzo è sempre meglio che tornare che a mani vuote.
Sono stato ben contento, fiero e orgoglioso di essere stato il capitano di questa spedizione e soprattutto, come avevo già detto anche a loro, personalmente ero molto dispiaciuto dopo la sconfitta in semifinale contro la Croazia, che poi ha vinto i giochi. I ragazzi comunque si meritavano qualcosina di più ed aver conquistato il bronzo sul campo contro la Francia è stata una riprova, insomma, che il gruppo meritava davvero qualcosa di grande per il percorso fatto.

Non era la prima volta per te ai Giochi del Mediterraneo.
Io avevo già disputato i Giochi del Mediterraneo 9 anni fa nel 2013 e in quell’ occasione avevamo conquistato l'oro. Era una squadra diversa, questa è una squadra molto giovane e con qualche elemento come il sottoscritto un pochino più esperto.
Questi ragazzi, specialmente quelli più giovani che comunque hanno sempre dato il massimo, sono stati a Cavalese a preparare ogni allenamento anche alla mattina dalle 08:30 con sveglia all’alba per affrontare al meglio questa competizione, e si meritavano qualcosa di importante.

Qualche rimpianto per la sconfitta in semifinale e un potenziale oro sfumato?
Sono contento del bronzo, di come è venuto fuori, perché comunque è stato un bel percorso con tre partite molto buone secondo il mio punto di vista, con l’Egitto, Macedonia e infine Turchia nei quarti di finale; poi abbiamo incontrato la Croazia, che sicuramente aveva un maggiore affiatamento. Nonostante tutto, non giocando la nostra migliore partita siamo sempre stati attaccati al match. Peccato, perché con forse un pizzico di intraprendenza e fortuna la finale poteva essere alla nostra portata ma, ripeto, è comunque un bronzo, una prestigiosa medaglia che va a impreziosire tutto il percorso fatto.

Come ti sei trovato con la squadra, considerando il consolidato rapporto sul campo con Gironi e Di Martino?
Con la squadra mi sono trovato molto bene, ho giocato con un sacco di ragazzi giovani con i quali non avevo mai chiaramente avuto modo di competere, e quindi è stata un po’una sorpresa per tutti. Spero di aver trasmesso qualcosa a loro: loro mi hanno trasmesso molto, mi hanno dato un po’ quella spensieratezza quella voglia, quei sorrisi sempre stampati sulle facce, che ogni tanto ci vogliono! È comunque estate, in un periodo non semplice per chi deve sempre allenarsi e spostarsi, e magari qualcuno vorrebbe staccare. Questo umore alto ha fatto in modo che ogni allenamento sia stato superato veramente bene e senza che pesasse mai nella mente di ognuno dei ragazzi quindi io posso solo che parlar bene di questo gruppo. Sì con Giro e Dima comunque c'era un'affinità che si è vista anche in campo credo, e sono molto contento di Gironi perché si è messo a disposizione nel vero senso della parola in un ruolo non suo, di conseguenza ha fatto un bel percorso concludendo poi con la finale terzo e quarto posto, vincendo un bel bronzo dove è stato sicuramente il miglior giocatore della partita. Sono molto contento di quello che ha fatto e di come l'ha fatto, perché ripeto si è veramente dato in tutto e si è messo a disposizione della squadra e della nazionale, quindi gliene va dato atto.

E ora?
Ora ci si ritrova al Pala Mazzola ai primi di agosto: mi auguro di ricominciare da dove avevamo finito, con un tifo esplosivo come nelle ultime partite della scorsa stagione, più carichi che mai pronti a riprendere il cammino in Superlega.



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