QUARTI DI FINALE

Real Madrid in semifinale col brivido, il Villarreal fa fuori il Bayern

Il Chelsea sfiora l'impresa al Bernabéu, ma Modrić e Benzema (ai supplementari) salvano i blancos. Chuckwueze risponde a Lewandowski e castiga i bavaresi
   Armando Torro

13 Aprile 2022 - 00:30

Tempo di lettura: 6 minuti

A volte a cambiare il destino di una partita, di una qualificazione e forse di una intera competizione basta una grande giocata al momento giusto. Quella che per gli appassionati della Champions League rimane impressa più del dominio mostrato in campo dalla squadra eliminata e più del gol decisivo: l'assist di esterno destro di Modrić da 35 metri per Rodrygo in Real Madrid-Chelsea è stato il segno del riscatto dei blancos dopo 80' di sofferenza contro i campioni d'Europa e del mondo in carica che avevano ribaltato la situazione dell'andata.

Se mercoledì scorso la possibilità di rimonta della squadra di Tuchel era solo teorica, gli interpreti schierati dall'allenatore tedesco nel 3-4-1-2 l'hanno resa concreta perché gli ex Alonso e Kovačić più Loftus Cheek e Werner hanno dato un ritmo incessante al Chelsea sia in fase propositiva che di pressing.
I blues, in maglia gialla, non hanno affatto sofferto il miedo escénico del Bernabéu, anzi, hanno fatto paura al pubblico di casa che ha visto i propri idoli in affanno e rintanati negli ultimi 30 metri per gran parte del primo tempo chiuso solo sull'1-0 col gol di Mount, continua spina nel fianco tra difesa e centrocampo madridista.
La prima rete in Champions di Rüdiger, una zuccata su calcio d'angolo contestato, ha raffreddato ulteriormente le merengues e i tifosi che intonavano "¿Cómo no te voy a querer?" a ogni tentativo offensivo di Benzema e compagni.
Il gelo è calato due volte al Bernabéu, in occasione dei due 3-0. Il primo del madrileno Alonso è stato annullato per un tocco di mano totalmente involontario dell'ex Fiorentina dopo un rimpallo in area e ha ridato energia alla squadra di Ancelotti che ha sfiorato il gol col colpo di testa sulla traversa di Benzema. Invece il secondo, quello confermato, di Werner che al 75' ha messo a sedere Casemiro e Carvajal prima di spedire il pallone in porta nonostante il tocco di Courtois ha dato a tutti la sensazione che la rimonta meritata del Chelsea fosse completata e irreversibile.

Invece ecco i conigli estratti dai cilindri: Ancelotti con Camavinga e Rodrygo al posto di Kroos e Casemiro e soprattutto Modrić con il passaggio fantascientifico al brasiliano appena entrato da 2'.
Da quel momento il Real Madrid ha avuto molto più dinamismo, non ha sofferto la velocità e la fisicità del Chelsea in avanti e ha potuto fare ancora più male a una squadra obiettivamente ferita che ha poi solo commesso errori gravi, in attacco, come quello di Pulišić nel recupero, e soprattutto nella propria trequarti.
Così il passaggio sbagliato al 5' del primo tempo supplementare di Kanté verso Loftus Cheek anticipato da Camavinga e lo scivolone di Rüdiger in area a lasciare indisturbato Benzema sono stati fatali perché sul pallone messo in mezzo da Vinicius il mattatore dell'andata ha punito ancora di testa, stavolta prendendo in controtempo Mendy sul primo palo.
È bastato e avanzato ai padroni di casa il 2-3 che ha resistito fino alla fine nonostante i tentativi di Ziyech col sinistro respinto da Courtois, di Havertz di testa e di Jorginho di sinistro terminati fuori nell'ultimo disperato assalto inglese.
Il Re di Coppa ha fatto fuori il detentore del titolo, si è preso la rivincita sull'anno scorso rischiando e dimostrando di riuscire a soffrire uscendone comunque in piedi. Ma questo appellativo vale anche per la sua guida perché Ancelotti è diventato il primo allenatore ad aver raggiunto la semifinale di Champions in quattro decenni e con tre squadre diverse, dalla Juventus nel 1999 al Real Madrid di oggi, a questo punto seriamente candidata a vincere.

Non ha più questo status, invece, il Bayern Monaco di Nagelsmann che è stato eliminato a sorpresa, ma non troppo se si considera la partita di andata, dal Villarreal.
All'Allianz Arena si è rivelata inutile la strategia tipica dei ragazzini alla PlayStation di giocare con 5 attaccanti in campo dall'inizio per schiacciare negli ultimi 20 metri la squadra di Emery, che a dispetto del possesso palla largamente a favore dei campioni di Germania non ha corso pericoli nel primo tempo e si è difesa con ordine. Albiol ha tenuto a bada Lewandowski subendo anche due interventi da cartellino giallo del polacco (di cui è stato sanzionato solo il primo) e l'occasione da gol più importante è capitata sul sinistro Gerard Moreno a pochi secondi dal duplice fischio.
Non è un caso che il gol del Bayern sia arrivato non su una azione costruita col solito copione, cioè palla sulle fasce a Sané o Coman e cross a rientrare, ma con un'uscita sbagliata degli spagnoli dal pressing a centrocampo e imbucata a Lewandowski che per una volta ha potuto controllare e tirare dai 16 metri.
Ma dal 52' in avanti i padroni di casa hanno costruito solo una grande palla gol per il raddoppio, cestinata incredibilmente di testa da Müller solo in area: questo perché il Villarreal non ha avuto alcun problema a difendere anche con 9 uomini nella propria area di rigore chiudendo gli spazi, costringendo i bavaresi a improbabili tiri da fuori, e ripartire in contropiede sfruttando la velocità di Danjuma Groeneveld.
Poi al minuto 83 Emery ha deciso di giocarsela proprio così, sulla freschezza di giocatori veloci, e ha inserito Chukwueze al posto di Coquelin venendo premiato dopo soli 4 giri di orologio: grande ripartenza orchestrata con qualità da Parejo e Lo Celso, lancio centrale per Moreno e appoggio sul secondo palo a destra proprio al nigeriano che di sinistro ha battuto Neuer.

Botta tremenda per il Bayern, incapace di impensierire Rulli nei minuti finali nonostante l'ultima disperata mossa di Nagelsmann che forse deve ancora imparare la lezione che non gli è bastata a Salisburgo sullo schieramento iniziale, cioè che giocare con 5 o 6 attaccanti non è garanzia di qualità e gol.
È arrivata in semifinale, per la seconda volta nella sua storia a distanza di 16 anni, la squadra che nel complesso ha meritato e creato di più, che ha creduto di potercela fare anche perché guidata da un allenatore che di imprese se ne intende e che non viene eliminato nelle fasi finali di una competizione europea da 5 anni.
Per rendersi conto della portata dell'impresa, basta dire che il Villarreal è una squadra che rappresenta una città di circa 50mila abitanti, non ha mai vinto la Liga e nel giro di un mese ha fatto fuori 36 scudetti e 31 Meisterschalen.


Real Madrid-Chelsea 2-3 dts
Mount 15', Rüdiger 51', Werner 75' (C); Rodrygo 79', Benzema 95' (M)
Bayern Monaco-Villarreal 1-1
Lewandowski 52' (B); Chukwueze 87' (V)

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