TARANTO FC

Equilibrio e compattezza, è un Taranto convincente

Dalla rassegna stampa di oggi

Foto Luca Barone

RASSEGNA STAMPA
Articolo tratto da Quotidiano di Puglia

La versatilità tattica è uno dei parametri base attorno ai quali è stato costruito il Taranto versione 2021/2022: Laterza, sin dal ritiro di San Giovanni Rotondo, ha plasmato la squadra secondo i dettami del 4-3-3, modulo che garantisce equilibrio tra reparti e, soprattutto, coesione nei momenti più complicati. I numeri premiano tale intuizione: debacle di Catanzaro a parte, i rossoblù non sono mai stati in balia degli avversari e i punti in classifica sono un buon bottino per una compagine giovane che si riaffaccia al professionismo dopo i complicati anni vissuti nell'inferno dei dilettanti.

Ma l'etichetta di difensivista piace poco a Laterza: non è un mistero che l'allenatore rossoblù sia amante di quel 4-2-3-1 che, nella passata stagione, ha proiettato gli ionici nelle zone altissime di graduatoria, poi suggellate con un'impostazione differente per via delle tante problematiche fisiche occorse ai giocatori più rappresentativi. Questo Taranto, però, può osare: lo ha fatto a seguito del momentaneo vantaggio della Fidelis Andria e, soprattutto, sul green dello Zaccheria contro un Foggia che, soprattutto nel primo tempo, ha risentito dell'estro e dell'imprevedibilità di una trequarti inedita composta da Giovinco al centro, Santarpia sulla sinistra e Mastromonaco sulla destra. Il nuovo modulo piace, ma in particolar modo convince: i recuperi di Pacilli, Falcone, Ghisleni e Santarpia, quest'ultimo più di natura mentale che fisica, consentono di pensare in una maniera differente e non si esclude che, quanto visto a Foggia (per la prima volta dall'inizio), non possa essere un cliché tattico costante nel corso del campionato.

Risolta, così, la tanto annosa problematica realizzativa: la squadra ionica non è andata in rete dalla sesta alla nona giornata, ma con lo stravolgimento tattico operato da Laterza sono stati messi a segno tre gol, due di questi su calci di rigore (trasformati con freddezza da Saraniti) e uno frutto di una perla balistica tirata fuori dal cilindro da Santarpia. I due penalty, entrambi indiscutibili, hanno rappresentato l'apice di una manovra offensiva ben costruita, nel dettaglio impostata dalle retrovie e limata sulla linea della trequarti. Tanto lavoro, apparentemente oscuro, viene svolto in mediana. L'insolita coppia Marsili-Civilleri si sta rivelando una delle più compatte della categoria: se le prestazioni del capitano ionico, in virtù di una carriera di assoluto prestigio, non sono una novità, lo sono e tanto quelle del centrocampista ex Licata, fin qui autore di una stagione ai limiti della perfezione, ma rimasto nel limbo della Serie D per troppo tempo se si considerano le precedenti esperienze in Lega Pro prive di fortuna o, in ogni caso, tutt'altro che trascendentali. Eppure, con impegno e sacrificio, l'atleta palermitano è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nello scacchiere di Laterza: pensare a un Taranto senza di lui è diventato praticamente impossibile.

Si apre oggi, intanto, una settimana fondamentale in casa rossoblù: sabato prossimo, allo Iacovone, sarà di scena un Potenza che sembra già giovare della cura Trocini. La classifica non lo dice, ma quello contro i lucani è a tutti gli effetti un match-salvezza da vincere a ogni costo: conquistare l'intero bottino significherebbe essere già a metà strada dopo appena due mesi di campionato. Anche se, numeri attuali alla mano, è forte l'impressione che il Taranto abbia tutte le carte in regola per concorrere per qualcosa di più prestigioso senza, tuttavia, dimenticare le esperienze passate.


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