CHAMPIONS LEAGUE

Lo United rimonta l'Atalanta, Kulusevski stende lo Zenit

La Dea culla il sogno dell'impresa a Old Trafford ma viene punita da Cristiano Ronaldo, la Juventus ipoteca gli ottavi

Nel Teatro dei Sogni si può sognare a lungo, intensamente, e illudersi di assistere a una storia a lieto fine, ma se quel teatro si trova nella terra di Shakespeare allora è più probabile che quella storia sia un dramma.
È più o meno quello che è successo all'Atalanta contro il Manchester United all'Old Trafford, dove la squadra di Gasperini ha accarezzato per 75' l'idea di tornare a casa con i tre punti più importanti della sua storia in Champions League insieme all'impresa di un anno fa ad Anfield.

Il bis sembrava davvero vicino dopo i primi 45' perché nel primo tempo i nerazzurri hanno saputo colpire i Red Devils giocando a viso aperto nonostante le assenze (con De Roon costretto a giocare nei tre di difesa), ispirati da Iličić e Koopmeiners: è dello sloveno l'apertura sulla destra per Zappacosta che al 15' ha servito Pašalić mentre l'olandese ha firmato l'assist su calcio d'angolo per la zuccata vincente di Demiral in anticipo su Maguire.
Nel mezzo la squadra di Solskjaer ha puntato sulla velocità di Greenwood e Rashford contro la difesa alta disposta da Gasperini, infatti lo United si è presentato quattro volte dalle parti di Musso, bravissimo ad opporsi su Fred, ma l'occasione più grande l'ha sprecata il numero 10 in maglia rossa a 10" dalla fine del primo tempo.
Il copione a quel punto prevedeva la reazione rabbiosa dei padroni di casa guidati dal regista Bruno Fernandes e così è stato, anche grazie all'infortunio muscolare di Demiral: subito a inizio ripresa Musso ha salvato a tu per tu con Cristiano Ronaldo, ma non ha potuto far nulla contro Rashford imbeccato sempre da Fernandes - servito involontariamente da Iličić - per il gol che ha dato ancora più vigore all'assalto dei Red Devils. E se McTominay ha centrato il palo e Musso ha compiuto un altro miracolo su CR7, il doppio intervento di De Gea per fermare Zapata e Malinovskyi nel giro di pochi secondi ha evitato all'Atalanta di chiudere il match. Certamente hanno aiutato gli ingressi di campioni del calibro di Cavani e Pogba oltre a Sancho contro una squadra apparsa stanca, incapace di tenere il pallone nella metà campo avversaria e quasi rassegnata all'idea della rimonta United. Proprio un pallone sfiorato dal Matador è arrivato sul destro di Maguire che ha trafitto Musso per il 2-2 e il portiere argentino ha solo rinviato il tris superandosi su Fernandes. E chi poteva segnarlo il 3-2 se non proprio l'attore principale, Cristiano Ronaldo che aveva già deciso la sfida contro il Villarreal tre settimane prima?
L'Atalanta si è arresa alla forza superiore del Manchester United e ha provato a reagire solo dopo aver subito il gol del sorpasso, cercando invano di assediare la porta di De Gea senza produrre neanche un'occasione per il pari.
Il sorpasso la Dea lo ha subito anche nella classifica del gruppo F, ora guidato proprio dalla squadra di Solskjaer che ha salvato la sua panchina, ed è seconda insieme al Villarreal a quota 4.

Il sottomarino giallo, in rosso per l'occasione, a Berna ha portato a casa tre punti importanti contro lo Young Boys, maturati soprattutto nel primo tempo con l'uno-due nel giro di un quarto d'ora di Yéremi Pino e Gerard Moreno. Il gol di Elia ha spaventato solo momentaneamente Emery che si è lasciato andare quando la partita è stata chiusa definitivamente dall'altro Moreno, Alberto, e Chuckwueze.

A San Pietroburgo, invece, è andato in scena un classico del ciclo allegriano, il quarto 1-0 consecutivo della Juventus fatto di cinismo e pochi effetti speciali. La difesa bianconera contro lo Zenit ha ritrovato De Ligt che in coppia con Bonucci ha ben contenuto il gigante Dzyuba ma i pericoli veri e propri li ha portati il rapido Claudinho assistito dal connazionale Malcom. La difesa juventina ha comunque scricchiolato in poche occasioni e per il resto ha tentato di fare la partita sfruttando le fasce, soprattutto a partire dall'entrata in campo di Cuadrado e Kulusevski per Alex Sandro e Bernardeschi con conseguente spostamento di De Sciglio da destra a sinistra. È stata la mossa vincente di Allegri, maestro nel leggere e cambiare l'andamento di un match, perché fino ad allora al netto di un'imbucata per McKennie l'uomo più pericoloso era stato il solito Chiesa che da ala sinistra del 4-3-3 rientrava verso il centro per il tiro che finiva a lato della porta di Kritsyuk. Da destra Cuadrado ha chiamato Morata all'appuntamento col tap-in, mancato peer l'anticipo di Chistiakov sullo spagnolo, mentre da sinistra De Sciglio ha messo prima un cross a uscire per il tuffo di McKennie, ma soprattutto uno a rientrare per l'incornata di Kulusevski - simile a quello da cui è arrivato il gol di Kean contro la Roma - che ha mandato il pallone sul palo e in fondo alla rete. È verosimilmente il gol che ipoteca il passaggio agli ottavi della Juve, ora a punteggio pieno nel gruppo H e con 6 punti di vantaggio sui russi.

Il Chelsea resta secondo perché a Stamford Bridge ha superato agilmente il Malmö, sbloccando la partita già al 9' con Christensen sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Nel rotondo 4-0 dei campioni in carica è da segnalare la doppietta su rigore di Jorginho, il primo dei quali procurato da Lukaku uscito per precauzione.

L'altro 4-0 di serata è quello un po' bugiardo del Bayern Monaco a Lisbona sul Benfica, perché fino alla magistrale punizione di Sané al 70' il match è stato in bilico per le parate di Vlachodimos e Neuer, anzi, i padroni di casa sono andati a centimetri dal vantaggio con Yaremchuk pochi minuti prima il vantaggio del nazionale tedesco. Poi l'autogol di Everton e il pasticcio difensivo in occasione del 3-0 di Lewandowski hanno sfaldato il Benfica che ha subito anche il poker ancora da Sané.
Se la corsa del Bayern non si è mai fermata in questo inizio di Champions (9 punti anche per i bavaresi) nel tardo pomeriggio è iniziata quella del Barcellona grazie all'1-0 sulla Dinamo Kiev, firmato da Piqué imbeccato da Jordi Alba: risultato altrettanto bugiardo dato che al Camp Nou si è giocato in una sola metà campo.

Tra i giovani protagonisti di questa edizione rientra sicuramente Adeyemi che ha sbloccato l'altro match di apertura del mercoledì. Al vantaggio del Salisburgo il Wolfsburg di Van Bommel ha risposto con il colpo di testa di Nmecha che poi ha sfiorato la doppietta, realizzata nel secondo tempo dal nazionale svizzero Okafor (entrambi i gol di rapina sugli sviluppi di calcio d'angolo) per il 3-1 degli austriaci. Solo 0-0, invece, tra Lille e Siviglia che restituiscono una situazione incerta nel girone G, con gli spagnoli secondi a quota 3 inseguiti dai campioni di Francia e dai tedeschi a -1.

Barcellona-Dinamo Kiev 1-0
Piqué 36'
Benfica-Bayern Monaco 0-4
Sané 70',84', Everton a 80', Lewandowski 82'
Man. Utd-Atalanta 3-2
Pašalić 15', Demiral 28' (A); Rashford 53', Maguire 75', C. Ronaldo 81' (M)
Young Boys-Villarreal 1-4
Y. Pino 7', G. Moreno 16' (V); Elia 77' (Y); A. Moreno 88', Chukwueze 92' (V)
Salisburgo-Wolfsburg 3-1
Adeyemi 3' (S); Nmecha 15' (W); Okafor 65',77' (S)
Lille-Siviglia 0-0
Chelsea-Malmö 4-0
Christensen 9', Jorginho r 21',r 57', Havertz 48'
Zenit-Juventus 0-1
Kulusevski 86'

Le classifiche dopo le prime tre giornate

GRUPPO E
Bayern Monaco 9
Benfica 4
Barcellona 3
Dinamo Kiev 1

GRUPPO F
Man. Utd 6
Atalanta 4
Villarreal 4
Young Boys 3

GRUPPO G
Salisburgo 7
Siviglia 3
Lille 2
Wolfsburg 2

GRUPPO H
Juventus 9
Chelsea 6
Zenit 3
Malmö 0


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