SERIE C

Primi giorni di ritiro, Mignani prova a prendersi il Bari

Dalla rassegna stampa di oggi

Ha già cominciato ad impartire le sue lezioni. Non ha perso tempo, Michele Mignani. Fin da questa prima fase del ritiro a Lodrone di Storo, il tecnico genovese sta torchiando il Bari non solo con un intenso lavoro fisico sotto un caldo che non concede tregua, ma anche con robuste sessioni mirate ad insegnare i principi del suo calcio. E poco importa se il gruppo biancorosso è ancora in fase sperimentale: chi ne farà parte fino alla fine dovrà imparare ogni dettaglio di un assetto basato sul 4-3-1-2, ma molto dinamico nell'interpretazione. Così come chi è destinato ad andare via (un gruppo vasto che comprende Sabbione, Perrotta, Semenzato, Bianco, De Risio, Lollo, Bolzoni, Nannini, Corsinelli, Scavone, Hamlili, Terrani) è chiamato a profondere il massimo impegno per rendere ogni seduta performante. Non fa filosofia fine a se stessa, Mignani. Nella sua idea, tutto è curato a puntino, ma senza ricercare inutili complicanze. Il talento dei singoli non sarà imbottigliato in uno schema rigido, ma al contempo la squadra dovrà impegnarsi per rendersi sempre un po' diversa dalla prestazione precedente ed evitare di farsi conoscere troppo dagli avversari. Difesa a quattro e centrocampo a tre sono i capisaldi: eppure, si tratta dei reparti meno completi. La retroguardia oggi può contare sul solo Valerio Di Cesare tra chi è sicuro di proseguire la sua avventura biancorossa. A breve lo raggiungerà il terzino destro Francesco Belli, 27 anni, prelevato dal Pisa che ha ricevuto in cambio il laterale Filippo Berra. Così come a stretto giro, si unirà il terzino sinistro Antonio Mazzotta, 31 anni, al momento svincolato. Saranno questi i primi interventi per coprire le fasce. Quindi, bisognerà lavorare alacremente sui centrali: ne serviranno almeno tre, dei quali due titolari. Come caratteristiche, il ds Ciro Polito sta cercando uno specialista nel gioco aereo: tra i papabili (oltre Riccardo Brosco, ormai praticamente sfumato. Ci sarebbe Salvatore Monaco, 28 anni, svincolato dopo aver ottenuto la promozione a Perugia). Quattro-cinque innesti serviranno pure a centrocampo: nei primi test, Mignani sta utilizzando Maita come regista puro, ma nelle idee del club, un «play» sarà acquistato, con il 26enne messinese destinato ad operare da mezzala, in tandem con D'Errico. Meno problemi presenta l'attacco: Antenucci, Simeri e Cheddira compongono la batteria di punte che sarà arricchita da un altro arrivo.

Attenzione, però, all'evoluzione di Marras, ritenuto incedibile: l'ala ligure si sta reinventando trequartista, sebbene Mignani gli lasci ampia libertà di scivolare sull'esterno ed esprimersi nella zona di campo per lui prediletta. D'altra parte, nei concetti dell'allenatore genovese, i tre calciatori offensivi non devono avere posizioni fisse, ma scambiarsi continuamente la posizione privando l'avversario di punti di riferimento. Ecco perché il 27enne genovese non sarà imbottigliato in un ruolo circoscritto ed è ritenuto prezioso, proprio per la capacità di muoversi svariando sull'intero fronte offensivo. In tale assetto, potrebbero esaltarsi pure Nicola Citro e Giovanni Mercurio. Il primo è reduce dalla rottura del legamento crociato che gli ha impedito di mettersi in mostra la scorsa stagione: l'infortunio è ormai alle spalle e sta provando a recuperare il tempo perduto. Velocità, tecnica ed elasticità tattica sono ideali per muoversi da punta o tra le linee di questo schieramento d'attacco. Mercurio, invece, è un trequartista puro: il talento non gli manca, l'umiltà di imparare pure: Mignani se n'è già accorto e lo ricopre di consigli. Chissà che il baby barese non diventi la vera sorpresa del ritiro veneto: restare in biancorosso e ritagliarsi uno spazio durante la stagione è la sua ferma volontà.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno - Davide Lattanzi


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