TARANTO FC

Riondino: ''Giove, non prendere soldi da Acciaierie d'Italia''

L'attore tarantino parla a ruota libera dopo la promozione rossoblù in C

Michele Riondino - Foto di Luca Barone

Michele Riondino, noto attore ionico, è tornato a parlare sulle pagine della Gazzetta dello Sport, dopo la promozione del Taranto in Serie C. 

«Domenica scorsa - esordisce Riondino - ero a Spazioporto con i miei amici, a Taranto, dove abbiamo seguito la partita sul maxischermo ed abbiamo esultato. Il calcio è passione e sono felice che questa promozione sia arrivata sul campo. Ora torniamo in una Serie C prestigiosa, perché in C competono città come Bari, Foggia, Pescara, Avellino, Catania, Palermo. E poi sogno che un giorno possa arrivare la Serie A, visto che la mia città è il capoluogo di provincia più grande d’Italia a non esserci mai stato».

Sullo sfondo una Taranto sfregiata dalla fabbrica assassina. «Però le cose stanno cambiando - prosegue Riondino - e sinceramente una certa narrazione a uso mediatico ha stufato. Per fortuna dell’ex Ilva si sta accorgendo la magistratura. A me piace sottolineare che oggi la città, che è stata stuprata, ha un suo splendore. Abbiamo i delfini, qui vengono a riprodursi i capodogli. Come se la natura combattesse per affermarsi sul mostro industria. Taranto deve far leva su cultura e sport. Come il Cineporto, il Cinzella Festival. E poi oltre al calcio, la pallavolo, gli sport acquatici con la nostra grande Benedetta Pilato. Ecco di questa Taranto mi piace parlare.

«Voglio lanciare - conclude Riondino - un appello al presidente Giove. Ho sentito dire che Acciaierie d’Italia sponsorizzerebbe la squadra. Io dico no, non possono prendersi l’immagine pulita della città. A Giove dico che come tanti altri tifosi siamo pronti a far nascere un azionariato popolare. Diventiamo un piccolo Barcellona e andiamo in A. Ma non con loro».


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