TARANTO FC

Montervino e il Taranto che verrà: ''Illogico smantellare la squadra''

Dalla rassegna stampa di oggi

foto Luca Barone

A freddo si ragiona meglio. E Francesco Montervino, direttore sportivo del Taranto promosso in serie C, tira fuori dall'album dei ricordi di una stagione saltante le riflessioni residue. «Perché stavolta il Taranto ce l'ha fatta? Nel mie due precedenti esperienze, ero arrivato secondo. E sa che avevano in comune? La partenza ritardata, il ritiro, come momento di conoscenza e aggregazione, completamente, o quasi, saltato. Stavolta abbiamo avuto il tempo di fare tutto. Abbiamo rispettato le dinamiche del calcio. Diciannove dei 24 calciatori che hanno portato a termine il campionato erano in ritiro. Non è un caso. Significa che la stragrande maggioranza delle scelte si è rivelate corretta. E che si è creata quell'alchimia di gruppo che sta alla base di ogni impresa. Mi rimprovero solo l'ingaggio di Stracqualursi. Lì ho sbagliato. Ma non ho alcuna difficoltà a riconoscerlo». Montervino non ha mai smesso di crederci. «Mai avuto dubbi. Mai pensato che non ce l'avremmo fatta. Non è eccesso di autostima. È solo consapevolezza del lavoro che stavamo facendo. Degli sforzi profuso, dei sacrifici sopportati, del rendimento garantito».

Ora, però, incombe il futuro. La serie C non è soltanto una categoria di differenza. È completamento «altro», da ogni punto di vista. «Serve un salto di qualità generale. Dobbiamo crescere tutti e farlo in fretta. Studio, applicazione, lungimiranza, serenità di giudizio: l'ambiente deve svoltare. A richiederlo è il calcio a cui andiamo incontro». Non è affatto vero che l'organico vada inevitabilmente incontro a un profondo restyling. Montervino chiarisce. «Chi ha vinto merita rispetto. E il rispetto presuppone un momento di riflessione, che ci sarà e riguarderà ogni calciatore. Io dico che ci saranno integrazioni significative in ogni reparto com'è normale che sia. Il Taranto non verrà smantellato. Non sarebbe logico. Ed aggiungo: non fissiamoci coi nomi altisonanti e non pensiamo alle grandi sfide che ci attendono».

Montervino confermatissimo e già all'opera. «Io lavoro sodo, ogni giorno». E il tecnico Laterza deve ritenersi un punto fermo in egual misura? «Certo che sì. Laterza ha vinto. Come si fa a discuterlo? Deve finire di costruirsi, come ognuno di noi. Non si smette mai d'imparare. Tutte le volontà, allo stato, coincidono: quella del presidente Giove, la mia e quella di Laterza. Siamo un gruppo. C'è stima reciproca».

Montervino guarda al campionato che sarà e se lo immagina di un livello superiore. Insomma, una quasi serie B. «Sarà stimolante per tutti giocare a Palermo, a Catania o affrontare il Bari. Ma il Taranto ha il dovere di mettere da parte il blasone e calarsi nella nuova dimensione con umiltà. Non ha senso, adesso, parlare di obiettivo. Non c'è un obiettivo. C'è la voglia di arrivare preparati. Di continuare a crescere. Sono giorni, questi, che stiamo dedicando al disbrigo degli aspetti burocratici. C'è da perfezionare l'iscrizione al campionato. Ma conosco il mio lavoro e ho già le idee chiare».

Oggi, intanto, a Palazzo di Città, presente il sindaco Melucci, il coordinatore interregionale della Lnd Barbiero consegnerà al presidente Giove la coppa per la vittoria del campionato dilettanti, girone H.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno - Lorenzo D'Alò


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