TARANTO FC

Marco Serra: ''Taranto, finalmente un sorriso''

Dalla rassegna stampa di oggi

«Parlare del Taranto che vince è sempre un piacere». Esordisce così Marco Serra, 80 presenze per lui in rossoblù dal 1985 al 1988. L'ex difensore e capitano degli ionici si dice entusiasta del traguardo raggiunto dalla sua ex squadra, ma sottolinea che «la C è soltanto un punto di partenza».

Marco Serra, l'incubo è finito: il Taranto è in Serie C.
«La piazza di Taranto merita palcoscenici differenti: la Serie D non è certamente la dimora ideale per i rossoblù, così come non lo è neppure la C. Il Taranto è tornato nel mondo dei vivi, ma non è ancora sufficiente».

Quali ricordi conserva della sua esperienza tarantina?
«Arrivai a Taranto in una fase storica particolare: la squadra era appena retrocessa dalla B e l'avvicendamento in seno alla società, a causa delle tante contestazioni, fu inevitabile. L'ingegner Fasano, con i suoi soci, programmarono subito una pronta risalita e riuscimmo nell'impresa: nei due anni successivi disputammo ottimi tornei di Serie B, anche se nei primi tempi incontrammo qualche difficoltà. Ricordo, ad esempio, gli spareggi per restare in cadetteria e, in particolare, la sfida di Napoli contro una Lazio composta da calciatori super: sugli spalti vi erano quarantamila laziali e ventimila tarantini che diedero vita a una coreografia pazzesca. Contro ogni pronostico facemmo nostra quella partita».

Nota punti di contatto tra la promozione in B del 1986 e quella in C maturata domenica scorsa?
«Difficile fare paragoni: ogni campionato ha una storia a sé e, soprattutto, quelli erano altri tempi. Dico soltanto una cosa: Taranto, intesa come piazza, deve militare costantemente tra i professionisti, non è pensabile che una città del genere possa aver fatto per così tanti anni la D. Credo che questa promozione rappresenti già un primo passo verso un futuro più roseo».

Si è fatto un'idea del perché il Taranto, soprattutto nell'ultimo decennio, abbia riscontrato così tante difficoltà?
«Nel calcio non bisogna inventare nulla: raggiungere grandi risultati significa poter contare su una società solida che pensi esclusivamente al bene della squadra e della città. Il Taranto nel caso specifico, ma più in generale nessuna compagine, va presieduta senza avere le idee chiare: una società, secondo il mio punto di vista, deve essere composta da gente che abbia disponibilità su tutti i fronti e che sia in grado di programmare nel corso degli anni. La programmazione, però, non è sempre sinonimo di risultati immediati: il più delle volte bisogna avere pazienza».

Cosa fa oggi Marco Serra?
«Ho intrapreso una strada diversa rispetto al calcio: ho deciso di non allontanarmi più da casa, perciò sono rimasto a Lecce dove porto avanti alcune attività».

Per concludere: un messaggio alla piazza tarantina per il ritorno in C.
«Non bisogna mai accontentarsi: il pubblico tarantino merita la Serie B. Questo è soltanto un piccolo passo verso la rinascita calcistica di un'intera comunità».

Fonte: Quotidiano di Puglia - Vito Di Noi


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