Montella: ''Norma controversa''. Obbiettivo: ''Erronea interpretazione''
RICORSI SERIE D | Le parole dei dirigenti del girone H sui ricorsi in atto
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foto Luca Barone
Redazione MRB.it | 7 Maggio 2021 - 11:30
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Raggiunto dalla nostra redazione, il Dipartimento Dilettanti dell’AIC ha espresso in maniera inequivocabile la propria posizione ufficiale sulla vicenda: “La deroga all’art. 95.2 delle NOIF in materia di tesseramenti nel corso della medesima stagione è stata prevista dalla FIGC, con CU n. 239/A del 26 giugno 2020, esclusivamente per i calciatori professionisti e giovani di serie. Auspichiamo una interpretazione condivisa da parte di tutti i soggetti endofederali”.

LE PAROLE DEI PRESIDENTI A RDC

TEAM ALTAMURA, DIESSE MASSIMO MARTELLI: “Per quanto ci riguarda i tesseramenti oggi prevedono che un calciatore può indossare fino a tre maglie diverse nell’arco della stagione e giocatore per due squadre. Noi a tal proposito abbiamo evitato fin da subito di creare pericolosi precedenti, c’era il timore fondato che poi un giudice potesse interpretare la norma diversamente. Oggi noi, come tanti altri, aspettiamo novità dagli organi preposti e siamo certi che alla fine prevarranno le regole”.

NARDO’, DIESSE ANDREA CORALLO: “Noi non abbiamo di questi problemi, siamo partiti con un organico e da settembre in poi abbiamo effettuato poche operazioni. Credo però che molte società abbiano fatto riferimento ad una circolare che ha cambiato un pò le NOIF dell’anno scorso (tre tesseramenti e disputare gare per un numero massimo di due squadre ndr), molti hanno fatto propria la modifica della FIFA (tre tesseramenti e disputare gare per un numero massimo di tre squadre ndr) ma credo ci sia stato un problema di interpretazione. In un primo momento sembra che la circolare fosse rivolta solo ai Pro e ai giovani di serie, ma non ai dilettanti. Bisogna fare prontamente chiarezza, forse abbiamo dato tutti per scontato che fosse obbligatorio recepire la circolare FIFA, ma rileggendo bene il tutto va interpretata, inoltre dopo aver incassato il ricorso molti non hanno fatto giocare i ragazzi nel dubbio. C’è qualcosa che non va, è evidente, credo che questa norma potrebbe stravolgere un campionato già anomalo a causa del Covid ma dopo il polverone che si è alzato molte società ci rifletteranno bene su prima di far giocare i ragazzi. Il vuoto normativo comunque è evidente, i Pro e la FIGC hanno recepito questa norma specificando bene mentre la LND questo non lo ha fatto ma contiamo di avere una risposta chiara a breve per evitare un bel casino”.

BRINDISI, ADVISOR GINO MONTELLA: “La nostra posizione è di attesa, la norma è controversa e dal punto di vista letterale sembra che parli di una variazione limitatamente ai calciatori professionisti e ai giovani di serie, però ci è stata data un’interpretazione diversa in virtù dell’emergenza Covid. Bisogna fare chiarezza perchè il Tribunale Federale dice una cosa, la LND un’altra e poi c’è il parere dell’AIC che ho letto sul vostro giornale, senza dimenticare le posizioni dei vari avvocati. Noi comunque restiamo alla finestra, avremmo potuto presentare ricorso qualche partita fa ma visto che non c’è chiarezza abbiamo desistito, ora confidiamo che chi di dovere metta al posto giusto tutti i tasselli”.

AZ PICERNO, DIGGI’ VINCENZO GRECO: “Restiamo in attesa del giudizio delle autorità competenti, indubbiamente c’è una carenza a livello normativo in merito alla questione tesseramenti. Come Picerno noi non ci esprimiamo ma attendiamo le decisioni di organi federali nei quali abbiamo massima fiducia e considerazione. In questa fase del campionato serve chiarezza al riguardo, non è bello vivere una situazione del genere che rende ancora più incerto un torneo già denso di problematiche. Aspettiamo una risposta e mi auguro possa arrivare in tempi brevi”.

AVERSA, DIESSE PAOLO FILOSA: “Noi ci atteniamo alle regole, visto che è una situazione ancora poco chiara abbiamo ritenuto opportuno non rischiare schierando alcuni calciatori, contro il Lavello e domani contro il Molfetta abbiamo rinunciato a due ragazzi importanti. In ogni caso voglio lanciare un messaggio distensivo al riguardo: dobbiamo ritrovare la giusta serenità e non inasprire i toni, puntare il dito non serve a nulla e bisogna uscirne facendo chiarezza. Possono sbagliare i dirigenti, i calciatori, tutti in sostanza, ma la cosa importante è trovare la giusta sintesi per stare tutti dalla stessa parte visto che il calcio deve unire e non dividere. Il mio augurio è che la situazione sia chiarita rapidamente, riponiamo massima fiducia negli organi federali, in virtù dell’emergenza Covid per noi dilettanti è stato un pò un anno zero e per questo auspico massima apertura e solidarietà da parte di tutte le componenti”.

BITONTO, DIESSE LEONARDO RUBINI: “Chi capisce di giurisprudenza è normale che interpreta, visto che le norme vanno interpretate, per questa stagione c’è la deroga ai tre tesseramenti e giocare massimo per due squadre. Onestamente per quanto ci riguarda, vista la situazione attuale, la nostra posizione pende per un numero di tesseramenti senza alcun limite, ma per poter giocare serenamente ora bisogna fare chiarezza. In questo momento la Federazione deve fermarsi un attimo ed esprimersi al riguardo, mi auguro che lo faccia ben prima del prossimo turno di campionato. Credo ci sia stato un fraintendimento, però siccome la legge deve essere uguale per tutti alzo le mani e mi rimetto agli organi preposti affinchè garantiscano diritti uguali per tutti. Il giudice poi deve esprimersi in merito ai ricorsi di Altamura e Taranto, stabilendo se sono legittimi o meno, ma ribadisco che per come l’abbiamo interpretata noi la norma permette ai calciatori dilettanti di spostarsi liberamente quest’anno”.

AUDACE CERIGNOLA, DIESSE ELIO DI TORO: “Prima di sbilanciarmi sulla questione mi sono confrontato col nostro segretario Marco Santopaolo, l’interpretazione del nuovo testo dell’art. 95 comma 2 NOIF modificato con il comunicato n. 238/A FIGC del 26.06.2020 chiarisce che le limitazioni non coinvolgono più tutti i calciatori ma soltanto professionisti e giovani di serie. Di conseguenza, i calciatori dilettanti che iniziano e finiscono la stagione sportiva con status di giovani dilettanti o non professionisti non sono soggetti alla medesima disposizione. Ciò, a nostro modo di vedere, significa che suddetti calciatori possono tesserarsi e disputare gare ufficiali anche per tre o più società nell’arco della stessa stagione proprio perchè non c’è alcuna norma che lo vieta, o meglio, la norma in questione ha smesso di vietarlo dal 26 giugno 2020. Per questo semplice motivo i calciatori dilettanti (che in stagione non si sono tesserati per società professionistica) non sono soggetti neanche a quanto disposto dal comunicato ufficiale n. 239/A FIGC del 26.06.2020, rubricato “Deroga art. 95 NOIF ss 2020-2021”, proprio perché la norma generale non li riguarda. Vero è che tale deroga di vestire una “terza maglia” riguarda espressamente i calciatori “professionisti” e “giovani di serie”, ma tale norma, in quanto derogatoria, è da intendersi come una possibilità offerta dal legislatore anche ai “professionisti” e “giovani di serie” di vestire la terza maglia, circostanza già concessa ai “dilettanti” che non rientrano nel 95.2 NOIF (ovvero ai “giovani dilettanti” e “non professionisti” che NON si tesserano per società professionistica”). Del resto, la circolare FIFA riguarda, indistintamente, tutti i calciatori. Tale norma transitoria è contenuta nell’edizione RSTP di ottobre 2020. Una lettura diversa delle norme, non solo sarebbe controfunzionale ad una norma gerarchicamente superiore (regolamento FIFA), ma svuoterebbe di significato la stessa modifica normativa dell’art. 95 c. 2 NOIF, che nel vecchio testo così recitava: “Nella stessa stagione sportiva un calciatore/calciatrice può tesserarsi, sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società ma potrà giocare in gare ufficiali solo per due delle suddette società”. La “ratio” del nuovo testo sembra proprio essere quella di consentire maggior libertà di movimento ai calciatori “dilettanti”, dopo alcune problematiche riscontrate nelle due precedenti stagioni sportive con il vecchio testo in vigore. Vecchio testo che, purtroppo, è stato alla base, a fronte di una decisione corretta, di motivazioni “disastrose” (mi sia passato il termine, ma pare che tale decisione sia stata finanche impugnata dal Presidente Federale) resa dal Tribunale Federale Nazionale – Sezione Tesseramenti il 5 marzo 2021, in quanto la sentenza dei giudici si basa sul (richiamato) vecchio testo normativo senza prendere atto del novellato testo della stessa norma, facendo peraltro riferimento (altro inaccettabile “scivolone giuridico”) ad una decisione delle Sezioni Unite della Corte Federale di Appello del 26 giugno 2020 che, nel frattempo, era stata annullata con decisione n. 55 del 12 novembre 2020 da parte del Collegio di Garanzia dello Sport CONI (massimo organo di giustizia sportiva). L’ultima parola spetta, naturalmente, soltanto al giudice (sportivo) competente, al quale toccherà garantire la regolarità della fase finale dei campionati”.

FASANO, DIGGI’ ANTONIO OBBIETTIVO: “Noi non abbiamo casi che rientrano in questa casistica, ritengo però che questa confusione non derivi da una vacanza normativa, bensì da una erronea interpretazione della norma. Come si può evidenziare dal testo del C.U. 239/A, l’art. 95 comma 2 NOIF ha subito una radicale modifica. Essenziale appare dunque che, laddove era genericamente previsto il limite di tesseramento per i calciatori e le calciatrici, il C.U. n. 238/A del 26 giugno 2020 introducendo la riforma, approvata in Consiglio Federale, prevede esplicitamente che il limite di tesseramento di cui all’art. 95 comma 2 debba essere rivolto solo ed esclusivamente ai calciatori professionisti nonché ai calciatori giovani dilettanti o non professionisti e giovani di serie così qualificati rispettivamente dagli art. 32 e 33 NOIF e, in quest’ultima circostanza, solo qualora si tesserino per una società professionistica. A mio modo di vedere appare inoppugnabile poiché supera anche quanto sancito dalla decisione n. 25/2020 del Collegio di Garanzia dello Sport laddove si distingueva tra tesseramento in seguito a trasferimento o cessione di contratto e tesseramento di giocatore svincolato. Da qui l’impatto evidente sui campionati dilettantistici. Peraltro, la riforma dell’articolo interviene direttamente sul testo con la chiara volontà di eliminare alcuni vincoli che possano limitare le scelte delle società dilettantistiche sui tesseramenti. Ovviamente non resta che attendere il giudizio degli organi preposti, per mettere la parola fine a quanto si è generato, ma personalmente ritengo che la norma non lasci spazio ad equivoci permettendo quindi ai calciatori dilettanti di spostarsi liberamente”.
Fonte: RestoDelCalcio.com
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