AIC: ''Deroga all'articolo 95.2 delle NOIF non valida per dilettanti''
SERIE D | L'Associazione Italiana Calciatori risponde in merito al caos tesseramenti scoppiato nel Girone H
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Pablo Acosta, giocatore della Fidelis Andria
Redazione MRB.it | 4 Maggio 2021 - 16:40
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L’AIC non lascia spazio a interpretazioni e ritiene la deroga all’art 95.2 delle NOIF valida solo per calciatori professionisti e giovani di serie, auspicando la stessa posizione da parte di tutti i soggetti endofederali. Di seguito la dichiarazione ufficiale rilasciata integrale alla testata giornalistica “Resto del Calcio” dopo le richieste di chiarimenti in merito:

“La deroga all’art. 95.2 delle NOIF in materia di tesseramenti nel corso della medesima stagione è stata prevista dalla FIGC, con CU n. 239/A del 26 giugno 2020, esclusivamente per i calciatori professionisti e giovani di serie. Pertanto, per tutti gli altri calciatori (non professionisti e giovani dilettanti) l’unica interpretazione possibile della norma in questione risulta essere, finora, quella data nel corso della stagione da parte della giustizia sportiva, che ha avuto modo di occuparsi più volte di controversie riguardanti la corretta applicazione di tale disposizione (da ultimo con la sentenza n. 21 del TFN del 5 marzo 2021).

Va ricordato, inoltre, che la norma in parola deve essere necessariamente letta in riferimento all’art. 4 del Regolamento FIFA sullo status e i trasferimenti internazionali dei calciatori, norma sovraordinata rispetto a quella domestica, che non sembra lasciare spazio ad interpretazioni estensive. In questo senso è opportuno segnalare letteralmente quanto statuito dalle Sezioni Unite della Corte Federale di Appello della FIGC, con la decisione n. 82 del 26 giugno 2020, che ha stabilito come “l’art. 95, comma 2, delle NOIF debba essere interpretato nel senso che, nella stessa stagione sportiva, un calciatore/calciatrice può tesserarsi, sia a titolo definitivo che a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società ma potrà giocare in gare ufficiali solo per due delle suddette società, rientrando nel computo anche i tesseramenti conseguenti a istituti diversi dai trasferimenti e dalle cessioni di contratto”.    

Sulla base di tali considerazioni riteniamo, allo stato, di dover aderire all’orientamento dei giudici federali auspicando una interpretazione condivisa da parte di tutti i soggetti endofederali.

Fonte: restodelcalcio.com
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