Mignogna: ''Taranto squadra compatta. Indossare la maglia rossoblù è una soddisfazione''
TARANTO FC | Intervista esclusiva all'ex capitano del Taranto
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Foto Luca Barone
Cosimo Palumbo | 5 Aprile 2021 - 09:00
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La redazione di MondoRossoBlù.it, in attesa del ritorno in campo del Taranto dopo le festività pasquali, ha intervistato in esclusiva chi, la maglia rossoblù, l'ha indossata per più di cento volte: Francesco Mignogna. Il centrocampista tarantino ha esordito con la maglia della propria città il 31 agosto del 2003 a Teramo sostituendo Bennardo. Da lì in poi sei stagioni in rossoblù: 2003-04, 2004-05, 2005-06, 2012-13, 2013-14 e 2014-15, tra cui una promozione ottenuta nella storica sfida contro il Rende

Partiamo dal Taranto di oggi. I rossoblù, vincendo contro il Gravina e sfruttando il ko del Casarano, hanno distaccato di otto punti i salentini togliendosi l'etichetta di capolista virtuale. Arrivati a questo punto della stagione, pensi che gli ionici siano i primi favoriti per la vittoria finale?
“Si, assolutamente. Otto punti in più sono un bel vantaggio, considerando che non è detto che il Casarano vinca le due partite da recuperare”.

Cosa ti ha colpito maggiormente della squadra di mister Laterza?
“È una squadra molto compatta e che non prende tanti gol. Non crea tanto, ma poi non subisce. Il campionato lo vince sempre la miglior difesa”.

Facciamo un salto nel passato e parliamo delle tue esperienze in maglia rossoblù. Qual è il ricordo che conservi con particolare affetto?
“Tra i vari campionati, quello vinto contro il Rende nel 2006 con tutta la città in festa. Conservo positivamente anche l'esperienze più recenti, dove giocare da capitano allo Iacovone è stata una grande emozione”.

Hai dei rimpianti?
“Non aver fatto la Serie B con la maglia rossoblù, l'ho sempre pensato. Ho giocato in C1, C2 e D, mi è dispiaciuto non aver fatto nemmeno una presenza in una B che manca ormai da troppo tempo. Speriamo che questo sogno, che appartiene a tutti i tarantini, possa realizzarsi al più presto”.

Da tarantino DOC, cosa si prova a vestire la maglia della propria città?
“Sono emozioni molto diverse. La maglia, essendo tarantino, l'ho vissuta appieno. È una sensazione bellissima, così come è bello sapere che sugli spalti ci sono i tuoi amici a vederti. Poi indossarla centosessanta volte è una soddisfazione”.

Che riscontri ha l'essere tarantino nel momento in cui si scende in campo?
“Hai una responsabilità maggiore che ti porti dietro anche fuori dal campo e in ogni giorno. Però, ripeto, ti porti dentro una soddisfazione bella e unica che rivivrei altre mille volte”.

Chiudiamo con una domanda di attualità: abbiamo avuto da pochi giorni l'ufficialità del tuo ritorno a Sava. Come mai questa decisione di tornare in biancorosso?
“Non avevo preso in considerazione il fatto di tornare a giocare in questo momento, avrei aspettato settembre essendo, il campionato di Eccellenza, un torneo anomalo. Se fossero arrivate proposte da altre squadre, non avrei accettato. A Sava, però, ci sono già stato e ho tanti amici e un buon ricordo, così ho accettato”.

Fisicamente ti senti pronto dopo un periodo di stop così lungo?

“Fisicamente sto bene e ho voglia, che è la cosa principale”.
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