D'Ignazio: ''E' importante rimanere con i piedi per terra: potrebbe essere l'anno giusto''
TARANTO FC | Intervista esclusiva all'ex calciatore rossoblù, oggi allenatore di una scuola calcio
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Gilberto D'Ignazio Pulpito - foto Luca Barone
Angelica Grippa | 4 Aprile 2021 - 14:00
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Come redazione di Mondorossoblù, in questa sosta pasquale, abbiamo l’onore di intervistare una vecchia conoscenza, Gilberto D’Ignazio Pulpito, che si è gentilmente concesso ai nostri microfoni. Allenatore di calcio ed ex difensore italiano, D’Ignazio ci parla del Taranto di oggi e di ieri, e della sua esperienza nella gestione dei ragazzi nella Scuola Calcio Dribbling a Taranto.

Signor D’Ignazio, segue il Taranto? Se sì, cosa pensa di questa stagione e di questo primo posto, potrebbe essere l'anno giusto?
“Sì, questo Taranto sicuramente merita il primo posto, potrebbe rivelarsi l’anno giusto. È importante non pensare di aver già vinto il campionato, ma rimanere con i piedi per terra per raggiungere davvero questo obiettivo”.

Da uomo di calcio, cosa vede cambiato in questa stagione? Quali elementi stanno portando al successo questo gruppo?
“Vedo un gruppo unito, che rema dalla stessa parte. Tutti: calciatori, allenatore, giornalisti, addetti ai lavori, remano finalmente dalla stessa parte. Per quanto riguarda gli elementi, mi riferisco in primis al gruppo, e tutti insieme stanno portando a casa risultati importanti”.

Quali le avversarie più pericolose del Taranto? Come vede questo girone H?
“L’avversaria più temibile, l’unica squadra che può competere con gli jonici è il Casarano. Considerando le prime 4 o 5 squadre in classifica, che hanno un livello medio-alto, per le altre penso che il livello sia modesto”.

Un salto nel suo passato rossoblù: parliamo della sua esperienza a Taranto, la promozione più emozionante?

“Sicuramente la promozione per il campionato di C1 nella stagione 89/90. Il ricordo più bello resta vedere tutta quella gente felice, non potrò mai dimenticare tutta quella gioia. Ho una memoria indelebile per quel traguardo regalata ai tifosi tarantini, che tanto lo meritano”.

Oggi purtroppo manca il pubblico causa Covid: cosa ricorda di quei tifosi nell'anno della promozione?

“La parte più bella di quella stagione e di quella promozione è proprio legata agli spalti e alla gente di Taranto. Ad oggi questo elemento manca, ed è un vero peccato”.

Ha vissuto una mancata promozione a Taranto? Cosa ricorda di quei momenti, della delusione?
“Si era l’anno di Pieroni presidente, non ho giocato in quella stagione a causa di un infortunio al ginocchio. Sono rientrato solo alla fine, nell’anno in cui perdemmo la finale con il Catania. Esattamente l’opposto della mia stagione più bella: non potrò mai dimenticare la delusione della gente, lo sconforto. Fu bruttissimo. Nonostante non l’abbia vissuto da protagonista in campo, mi brucia ancora”.

Cosa la impegna attualmente, a livello calcistico?
“Alleno i ragazzi della scuola calcio Asd Dribbling, e cerco di trasmettere tutte le mie conoscenze e la mia esperienza. Non solo al livello tecnico, perché penso che il valore umano e i valori tutti in generali siano ancora più importanti, per scendere in campo un domani come veri calciatori”.

Le piacerebbe lasciare un messaggio ai tifosi del Taranto?

“Sì, certamente. Auguro a tutti i tifosi del Taranto una buona Pasqua, con la speranza che questo brutto periodo passi e si possa tornare tutti insieme allo stadio”.
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